«Cgl assalto fascista», «Washington Assalto campidoglio», «Liceo aggressione fascista estrema destra». Inizia così Skam 6, con immagini di fumogeni e scontri, titoli di giornali in sovrimpressione e la voce di Asia: «Violenza sulle donne, violenza razziale, violenza contro le minoranze. L'importante è che queste persone siano deboli e continuino ad esserlo. Violenza verbale, violenza fisica, spesso in gruppo. Vediamo il video dei ragazzi pestati al Michelangelo di Firenze e che facciamo? Niente. Ci indigniamo per 30 secondi e poi guardiamo la prossima storia e ci dimentichiamo di tutto. Come se fosse normale. Come se non ci riguardasse. Come se il fascismo non potesse più tornare, anche se in altre forme». «E sono tutti fatti reali», commenta Nicole Rossi, attrice protagonista dei nuovi episodi intervistata da Daninseries, «è quella la cosa incredibile e coraggiosissima secondo me».

Skam 6 è arrivato su Netflix, tra le polemiche di chi sperava in un maggior coinvolgimento dei vecchi attori e di chi sostiene che l'amatissima serie ormai non sia più la stessa. Eppure anche questa volta si torna al liceo Kennedy, di nuovo alle prese con un gruppo di ragazzi, alcuni noti, altri meno, e di nuovo si torna ad affrontare temi cruciali per le giovani generazioni e non solo. Si è parlato molto di come la sesta stagione abbia scelto di affrontare il delicato problema dei disturbi alimentari. Proprio mentre si discute di fondi, e tagli, tra proteste e ripensamenti, vediamo il personaggio di Asia alle prese con l'anoressia nervosa e la bulimia, alla ricerca di un controllo spasmodico sul proprio corpo, mentre tutto intorno a lei sembra sfuggirle di mano. «Per me è assurdo pensare che questo sia accaduto proprio ora», commenta Nicole, «Sono arrabbiata e sono grata che Skam stia uscendo in questo momento. Il 18 esce la nuova stagione e il 19 io le Rebelde, forse anche Tiziano (Tiziano Russo regista della serie, nda) saremo in piazza manifestare. Quello che succede alla fine della stagione, che non spoilero, ad Asia è un qualcosa di positivo che però non sempre accade. Invece è importantissimo lavorare affinché tutti abbiano la possibilità di avere un “lieto fine”».

Eppure il malessere di Asia si allarga dal suo corpo sempre più magro, privato del cibo, a qualcosa di molto più ampio che coinvolge le sue relazioni, ma anche la società tutta, come quando la ragazza corre via sbattendo la porta e piange di rabbia perché ai ragazzi della scuola l'antifascismo non interessa. Pur allontanandosi dal remake dello show originale creato dalla norvegese Julie Andem, la nuova stagione continua dunque a essere estremamente attuale. «Skam va a sollecitare degli spazi aperti che nella società non vanno e magari, dopo un anno dalle riprese, ti ritrovi ad essere attuale», commenta il regista, «Questo non vale solo per il disturbo alimentare, ma abbiamo anche un'altra tematica già visibile dalla prima scena che in questi giorni sta toccando molto le pagine di cronaca: quella dell'attivismo politico». Skam Itlalia non ha paura di parlare di fascismo ai ragazzi e lo fa in un momento in cui, tra meme di esponenti politici che rispondono alla domanda «Oggi si sente antifascista?», video di saluti romani, dibattiti sul concetto di "apologia" e ammonimenti dall'Unione Europea a condannare i gruppi neofascisti in Italia, ce n'è bisogno. Asia, con le sue fragilità e la sua potente integrità, ricorda a tutti che non possiamo fare finta di niente, che, come si dice spesso, se non ci occupiamo di politica sarà la politica a occuparsi di noi e che chiamare le cose con il proprio nome forse non porta alla popolarità, ma contribuisce a difendere la democrazia.