Come una doccia fredda, è arrivata la notizia che nessuno si aspettava: Prisma, la serie rivelazione di Amazon Prime Video scritta e diretta da Ludovico Bessegato con Chiara Bordi, Lorenzo Zurzolo e Mattia Carrano, non è stata rinnovata. La seconda stagione era arrivata a giugno scorso sulla piattaforma tra l'entusiasmo del pubblico e della critica, che ha sempre lodato la scrittura e le sfaccettature dei protagonisti di questo show young adult come pochi ce ne sono in Italia. La piattaforma non ha ancora comunicato le ragioni del mancato rinnovo - e non è detto che lo farà - ma Bessegato, forte di una community molto forte e affettuosa, ha cercato di spiegare ai followers cosa è accaduto e perché per il momento è improbabile che la serie possa tornare con il terzo capitolo.

«Probabilmente Prisma è andata bene, ma non è andata abbastanza bene da giustificare il costo di un rinnovo e questa è una cosa che avviene in realtà sempre più spesso nel mondo della serialità del 2024» ha detto lo sceneggiatore, già regista e creatore di SKAM Italia, in un lungo video affidato al suo profilo Instagram. «Le serie costano tanto, e la sensazione è che siano cambiate proprio le policy delle piattaforme negli ultimi due anni. Se prima si tendeva a cercare prodotti sperimentali che si differenziassero da quello che c'era in giro proprio per la differenza rispetto alle serie generaliste della televisione, sostanzialmente, la sensazione è che negli ultimi anni invece la politica delle piattaforme sia quella di allargare il pubblico, di cercare sempre meno prodotti di nicchia». Prisma, reduce dall'ottimo successo della seconda stagione, sarebbe finita in questo tritacarne che sacrifica i progetti di qualità e mirati a un pubblico di nicchia a favore dei grandi blockbuster seriali.

«Abbiamo raccontato un'Italia che esiste e che nessuno racconta, abbiamo comunque ottenuto l'approvazione della critica che è sempre stata generosissima con noi, abbiamo creato entusiasmo in una parte della popolazione importante e di solito poco rappresentata». Prisma infatti è uno dei pochi show nostrani a parlare di inclusione, diversity e GenZ in modo autentico, calato nel mondo attuale, comprensibile al pubblico di giovani affezionatissimo a questo prodotto televisivo.

«Mi dispiace perché avevamo scritto una terza stagione che a me piaceva molto e secondo me chiudeva veramente bene la storia, e per adesso almeno non ci sono le condizioni per raccontarvela. Mi dedicherò appunto a un film, penso che il cinema in questo momento sia lo spazio più giusto per il tipo di storie che voglio raccontare, e ripeto, chi lo sa, sulla serialità. Anche cinque anni fa sembrava che Skam fosse morto con la terza stagione, e invece poi è successo qualcosa e ha sfondato con il grandissimo pubblico. A volte le serie ci mettono tanto, a volte resuscitano: non possiamo sapere cosa succederà». Prima di gridare al salvataggio, però, bisogna attendere gli sviluppi della vicenda. Con una promessa di Ludovico Bessegato: «Sappiamo che cosa raccontare nella terza stagione e magari un giorno ci saranno le condizioni. Mi piace pensare che sia un arrivederci e non un addio».