Da ormai qualche stagione, critici e amatori concordano nel dire che la moda stia attraversando una fase complicata, oltre che per ovvie ragioni economiche, anche da un punto di vista creativo. In reazione a uno scenario da molti ritenuto piatto e noioso, sembra che i vestiti stiano perdendo d’interesse a vantaggio del modo in cui questi possono indossati, o meglio, «stylati». In effetti, non esiste una traduzione letterale per styling, tanto che questo termine inglese è a tutti gli effetti entrato nel nostro vocabolario quotidiano anche nella declinazione che indica chi veste gli altri per lavoro, ovverosia gli stylist. Pertanto non è così semplice spiegare una delle tendenze social che meglio rappresenta questo spostamento di focus, individuabile in migliaia di video su TikTok e Instagram sotto l’hashtag di #stylingvswearing.

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@jizifanfan//Instagram
Il trend virale su TikTok evidenzia l’importanza degli accessori, da scegliere sempre per contrasto di texture e palette. Da non sottovalutare anche i giochi di proporzioni fra top e bottom.

I contenuti in questione puntano a dimostrare in 15 secondi quale sia la differenza tra abbinare/vestire un look o semplicemente indossarlo, attraverso una serie di piccoli trucchi di stile che provano fuori da ogni dubbio la superiorità del primo approccio sul secondo. Grazie a sovrapposizioni di capi – dalle minigonne plissettate sopra pantaloni a zampa, a t-shirt bianche sotto slip dress floreali – abbinamenti con scarpe inaspettati –secondo la famosa teoria della «wrong shoe» – aggiustamenti di proporzioni – la maglia dentro o fuori i pantaloni a seconda dell’altezza della vita, una cintura per stringere un fitting troppo over – gli indumenti dei protagonisti dei video si trasformano in outfit di tendenza. Oltre che condividere con gli utenti consigli di styling utili e facilmente praticabili, al trend social si può forse riconoscere un altro merito e cioè quello di suggerire nuovi modi per indossare abiti già presenti nel guardaroba. Questo, come anche dimostra un articolo di recente pubblicato su Vogue Business e intitolato “Volete essere più sostenibili? Sviluppate un migliore senso dello stile”, ha un impatto positivo sull’ambiente e sulle proprie finanze, poiché incoraggia a donare una nuova vita a capi dimenticati in fondo al cassetto e che si possono rivelare ancora indossabili grazie a un abbinamento o un fitting mai provati, piuttosto che lasciarsi tentare dall’ennesimo acquisto.

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Courtesy of Sandy Liang

D’altra parte sulle passerelle lo styling diventa così predominante dall’essere inglobato dalla struttura stessa degli abiti. Lo nota anche The Cut, che definisce il fenomeno «pre-styling» portando l’esempio del cardigan di Sandy Yang sulle cui spalle è imbastito un altro cardigan con le maniche incrociate; ma i casi sono numerosi, dall’abito con fibbia incorporata di Loewe al blazer con maniche di camicia di Miu Miu, fino a raggiungere il fast fashion con Zara che propone pantaloni con orlo di boxer annesso o un abito che altro non è che una gonna con un top cucito sopra. E se il pre-styling si rivela soluzione comoda per i meno creativi (o i più pigri), un fatto è certo: la moda sta cambiando e non ci lascia più scuse per dire «non ho niente da mettermi».

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launchmetrics.com/spotlight

3 tip di stile direttamente da IG

Abbiamo studiato i nostri profili moda preferiti, concentrandoci sull’aspetto più importante di un outfit: le scarpe. Ecco che cosa abbiamo scoperto.

  1. Le scarpe non si abbinano mai alla borsa, né per colore né per materiale.
  2. Evitate l’effetto panino: se il top è di un colore le scarpe devono essere di un altro.
  3. Se siete indecisi tra due taglie, scegliete la più grande. La resa estetica ringrazierà.