Con le recenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente e con la crisi dello stretto di Hormuz in molte e molti si sono ritrovati a dover affrontare dei dilemmi non da poco: ha davvero senso partire in viaggio questa estate, considerato quanto la situazione è complessa e delicata? Prendere un volo in questo periodo è davvero sicuro? E se la compagnia aerea alla quale ci siamo affidati/e non avesse carburante a sufficienza per portarci a destinazione? Vettori come Ryanair, Easyjet e ITA (molto amati dalla Gen Z) si stanno preparando alla tempesta perfetta, ecco come!



La sicurezza dei cieli e il monitoraggio istituzionale

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I dubbi di chi è in partenza sono numerosi, ma d'altra parte in un periodo simile è del tutto normale. Ricordiamoci che le autorità stanno mantenendo un livello di allerta elevato: il portale Viaggiare Sicuri della Farnesina, nei recenti aggiornamenti di maggio 2026, suggerisce a proposito estrema cautela e invita i viaggiatori a monitorare costantemente i corridoi aerei.

Dal punto di vista operativo, come riportato dalla IATA (International Air Transport Association), la sicurezza è comunque garantita da drastiche deviazioni di rotta che evitano le zone di conflitto. C'è però il rovescio della medaglia, visto che queste rotte più lunghe hanno un costo: la IATA segnala un incremento massiccio dei ritardi operativi dovuto alla saturazione dei cieli "sicuri".

Il rischio non è la mancanza fisica di carburante durante il volo - non andate nel panico, ovviamente per motivi legali questo non potrebbe mai accadere! - quanto piuttosto la sua disponibilità strategica negli hub europei, che potrebbero risentire dei potenziali deficit nelle forniture globali.

La strategia dei giganti: cosa stanno facendo Ryanair, EasyJet e ITA Airways?

sarà un'estate 2026 molto calda per le compagnie aeree a causa della crisi del carburante: ecco come si stanno muovendo easyjet, ryanair e itapinterest
Horacio Villalobos//Getty Images
Aerei Ryanair e Easyjet in partenza: siamo sicuri/e che si riuscirà a volare tranquillamente questa estate?

I vettori più amati per i viaggi low-cost e di bandiera si stanno preparando a quella che gli analisti di CNBC definiscono la «tempesta perfetta». Ecco come le principali compagnie stanno reagendo per proteggere i passeggeri e i propri bilanci:

  • Ryanair: la compagnia di Michael O'Leary ha confermato di fare affidamento sulla sua aggressiva politica di fuel hedging (acquisto anticipato del carburante a prezzo bloccato). Nonostante ciò, fonti vicine al vettore indicano una possibile riduzione delle frequenze sulle rotte meno efficienti per preservare le scorte in vista del picco di agosto. L'amministratore delegato del vettore, parlando con la stampa, ha assicurato che le riserve di jet fuel sono assicurate almeno fino alla fine del mese di maggio. E poi? Nulla è dato sapere...;
  • EasyJet: la compagnia britannica sta puntando tutto sulla trasparenza tariffaria. Secondo quanto riportato da testate finanziarie come il Financial Times, EasyJet ha implementato algoritmi di gestione del traffico più sofisticati per ottimizzare ogni singola goccia di carburante, cercando di mantenere i prezzi competitivi per la fascia giovane del mercato;
  • ITA Airways: il vettore italiano sta accelerando il rinnovo della flotta con l'introduzione degli Airbus A321neo. Questi modelli, che consumano circa il 20% in meno rispetto ai predecessori, rappresentano la migliore difesa contro l'impennata del costo del barile, il che permette teoricamente a ITA di mantenere operative rotte che per altri vettori diventerebbero antieconomiche.

Ma vale davvero la pena partire?

La scelta finale ovviamente la lasciamo a voi, ma vi consigliamo di mettere in conto una buona dose di flessibilità (e un pizzico di pazienza, che non guasta mai).

Il Direttore Generale della IATA, Willie Walsh, ha avvertito che la resilienza del settore sarà messa a dura prova. Per chi decide di sfidare l'incertezza, il consiglio degli esperti è chiaro: stipulare assicurazioni di viaggio "all-risk" e registrare sempre la propria presenza sul portale "Dove siamo nel mondo".