Il popolo di internet ne è convinto dal 2006: il personaggio peggiore del film Il diavolo veste Prada è Nate, il fidanzato della protagonista Andy (Anne Hathaway). Nate vive con grande scontento la scalata professionale della sua ragazza nel film, che diventa l'assistente della direttrice del magazine di moda Runway, la temibile Miranda Priestly (Meryl Streep), e cambia vita - e look - adeguandosi ai forsennati ritmi dell'editoria newyorkese dei primi anni Duemila.
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Adrian Grenier, l'attore che interpreta Nate , proprio per questa profonda antipatia che il pubblico ha maturato nei suoi confronti non tornerà nel sequel del film, annunciato la scorsa estate ed entrato nel pieno delle riprese in queste settimane, come annunciato anche da Anne Hathaway con una serie di foto e video pubblicate sui social (con tanto di maglioncino ceruleo dell'omonimo monologo di Miranda Priestley, indimenticabile fonte di guai per la sua assistente).
Non è dato sapere i motivi - probabile che sia stata una scelta condivisa sia dall'attore che dalla produzione - ma dato il fiume di parole che i fan del primo film hanno pronunciato contro il personaggio di Nate sarebbe stato parecchio controverso affidargli una storyline in questo nuovo capitolo che arriva a 20 anni dall'uscita al cinema della pellicola ispirata all'omonimo romanzo di Lauren Weisberger.
Nate, l'anti Internet Boyfriend
L'idea che il personaggio di Nate sia il vero villain de il Diavolo veste Prada ha cominciato a prendere piede già una decina di anni fa, quando i rewatch sulle piattaforme di streaming hanno riacceso l'attenzione sul film con Hathaway, Streep, Emily Blunt e Stanley Tucci. Nella pellicola Nate, che fa lo chef, guarda con grande sgomento la sempre crescente ambizione della sua fidanzata, che ha sempre sognato di fare la giornalista di inchiesta e si ritrova invece a fare da assistente a un boss senza scrupoli e senza orari (un calco di Anne Wintour, ex direttrice di Vogue America, per cui l'autrice del libro ha veramente fatto da assistente negli anni Novanta). Accusandola di non tenere alla loro storia e di aver dimenticato se stessa, Nate diventa presto il fidanzato tossico di cui liberarsi: e infatti sul finale del film lo vediamo accettare un lavoro lontano da New York e salutare con nostalgia l'ormai ex fidanzata. In una intervista di qualche anno fa, Grenier aveva raccontato di essere rimasto sconvolto dalle critiche riservate al suo personaggio e di aver capito solo molti anni dopo la carica potenzialmente negativa del suo Nate.
«Tutti questi meme mi hanno scioccato. Anche perché non avevo mai pensato veramente al personaggio, quando l'ho interpretato ero immaturo ed egoista come Nate. Tutto ruotava intorno a lui, non ha mai supportato Andy con la sua carriera», aveva raccontato a EW!
Grenier, che oggi si occupa di agricoltura sostenibile, ha ammesso che il personaggio di Nate non era propriamente quello di un bravo ragazzo: concluso il suo arco narrativo nel primo film, non ci sarebbe stato alcun motivo di far tornare l'ex fidanzato di Andy nel sequel, che dovrà raccontare l'universo della moda e dell'editoria, oltre che le vite private dei protagonisti, a due decenni di distanza dall'uscita al cinema del titolo.
Il diavolo veste Prada 2: gli attori del cast originale che sono tornati sul set
Tornando al sequel, abbiamo finalmente la conferma che le riprese sono iniziate a New York con il cast completo: Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci riprenderanno i loro ruoli storici, quello di Miranda Priestly, di Andy Sachs, di Emily l'assistente stakanovista e di Nigel, tra i più stretti collaboratori di Miranda. L'attore e regista Kenneth Branagh è stato scritturato per il ruolo del marito di Priestly. Il film arriverà in sala l'1 maggio 2026 per la regia di David Frenkel e la sceneggiatura di Aline Bros McKenna, entrambi già coinvolti nel primo film.












