Vorremmo tutti essere Hugh Grant. Vorremmo, più cha altro, riuscire a fare ciò che ha fatto lui, non si sa come, da giovane sex symbol acqua e sapone, un po' impacciato, che balla sulle scale del numero 10 di Downing Street o sorride a Julia Roberts mentre attacca una canzone romantica, da più vecchio (oggi ha 64 anni) gentleman grumpy che indossa rigorosamente camicie e comunque colleziona video virali mentre elenca le cose che odia. In entrambi i casi: idolo delle folle che riesce ad affascinare sempre, per motivi completamente diversi. Vorremmo essere Hugh Grant soprattutto in questa sua nuova fase, però: quanto sarebbe bello arrivare a un punto nella vita (sospetto sia più facile se sei maschio) in cui poter dire tutto quello che ti passa per la testa (tipo che odi la tecnologia e i soffiatori per le foglie) senza risultare sgradevoli e mantenendo comunque un certo fascino composto e assolutamente britannico? Hugh Grant è entrato in una nuova era e sta per coronarla con un nuovo film, per la prima volta un horror.

«Grumpy» Hugh Grant

«Hugh Grant è il mio animale guida» scrive qualcuno su TikTok. Nel video in questione, da milioni di visualizzazioni, l'attore parla con delle cose che lo irritano per strada: «Non mi piacciono le persone che camminano piano, non mi piacciono le persone con gli zaini, non mi piacciono le persone con gli zaini sul davanti, non mi piacciono le persone con gli zaini e le borracce, non mi piacciono le borracce» e via dicendo. Tra le cose che disprezza ci sono anche i telefoni e i «diari della gratitudine», come specifica in un'altra intervista virale con Drew Barrymore (e Timothée Chalamet, co-star nel film Wonka, che se la ride). Hugh Grant è un «grumpy man» e non sempre risulta necessariamente simpatico, ma lui sembra fregarsene del tutto e non prendere nulla troppo sul serio (a parte l'uso delle borracce, evidentemente). Forse lo è sempre stato o forse ha deciso di smettere di trattenere il sarcasmo e farci sapere a cosa saremmo andate incontro se avessimo coronato il nostro amore adolescenziale come nel finale di Notting Hill o come ha fatto sua moglie, la produttrice svedese Anna Eberstein che, a quanto pare, sopporta il suo brontolare da sei anni a questa parte.

Il primo film horror

Per completare la trasformazione, ora Hugh Grant si è impegnato a terrorizzare gli spettatori del suo nuovo film («No, ancora le persone non mi stanno alla larga, ma mi piacerebbe!» dice a Variety). Si intitola Heretic è scritto dai registi Scott Beck e Bryan Woods e vede Grant nei panni del crudelmente folle signor Reed, un uomo che accoglie due missionarie mormone (Sophie Thatcher e Chloe East) nella sua casa solo per sottoporle a una serie di inquietanti test sulla fede. Il film, e Hugh Grant ancora una volta, hanno ricevuto recensioni entusiastiche e l'attore ha già ottenuto una nomination ai Critics Choice e ai Golden Globe. Per prepararsi ha studiato i serial killer guardando video su YouTube e fa impressione vederlo in un questo nuovo contesto, lontano dalla commedia, col suo mezzo sorriso che diventa un ghigno da assassino. «La gente parla spesso così gentilmente delle mie commedie romantiche», dice lui a Variety, «ed è bello che guardino e apprezzino qualcosa di diverso». E ancora: «È stato molto divertente ripartire lentamente e in una nuova direzione», «Non sono sicuro che la gente abbia ancora molte aspettative nei miei confronti dopo gli ultimi otto anni». Ed ecco che ci riesce di nuovo, e noi ci sciogliamo come fosse il 1999.

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