La notizia è golosa e farà felici gli appassionati dei film Disney: l'attesa terza parte della saga di Frozen vedrà la luce nei cinema il 24 novembre del 2027. Anche se si parla addirittura di un quarto sequel, è ancora troppo prematuro indagare i possibili orizzonti narrativi del nuovo film d'animazione che avrà il compito di raccontare cosa è accaduto alle amatissime sorelle Elsa e Anna dopo i fatti del secondo sequel arrivato nei cinema, con un successo stratosferico, nel 2019. Pur senza rivelare alcun dettaglio della trama, il produttore dei primi due film Peter Del Vecho ha detto a The Direct che il team Disney sta lavorando a «una storia fantastica» e che non avrebbero mai pensato a un seguito se non avessero avuto «qualcosa di bello da raccontare».
Alla data di uscita del terzo Frozen saranno passati ben 8 anni: un periodo lunghissimo in cui Disney ha sfornato comunque diversi successi sotto il cappello dei Classici (quello, per intenderci, che raccoglie anche titoli come Biancaneve e La Sirenetta), non ultimi Oceania 2 che arriverà nei cinema il 27 novembre prossimo, Wish ed Encanto. Negli ultimi anni la rappresentazione spesso obsoleta, classista e patriarcale che ha a lungo caratterizzato queste produzioni è andata via via sfumando a favore di storie universali che mettono al centro l'amicizia e l'autoaffermazione più che l'amore a tutti i costi, e che hanno trasfigurato la classica immagine del principe azzurro e dell'eroe in eroine capaci di salvarsi da sole, forti del supporto di sorelle (vedi Elsa e Anna) o di amici improbabili ma fidati (come Maui per Vaiana in Oceania). In Encanto, classico del 2021, la protagonista Mirabel crede di non avere nessun talento al confronto della sua dotatissima famiglia di prodigi: scoprirà poi che i super poteri, intesi come attitudini e specialità che rendono una persona unica, possono essere svariati e che non sempre essere o mostrarsi perfetti garantisce la felicità. I temi affrontati dalla Disney negli ultimi anni, insomma, riprendono alcuni dei grandi motivi sociali e generazionali che stanno caratterizzando la nostra epoca: vedere sullo schermo principesse inermi in attesa che un baldo cavaliere le salvi oggi non solo sarebbe anacronistico ma persino pericoloso, dato che questi film, pur essendo prodotti cinematografici amati a ogni età, rimangono esempio per milioni di bambini di tutto il mondo.
Certo la strada per una corretta rappresentazione è ancora lunga: manca ad esempio la quota Lgbtq+ che non sembra essere un focus di nessuno dei film prodotti dalla Disney nell'ultimo decennio. Mentre la Pixar, acquisita dall'azienda a metà degli anni Duemila, sembra più orientata a raccontare la società per quella che è realmente senza edulcorare i fatti (se non per renderli più comprensibili agli occhi dei più piccoli) - ne sono un esempio Red del 2022 che racconta metaforicamente l'ingresso di una bambina nel mondo dell'adolescenza dopo l'arrivo delle mestruazioni o, più simbolicamente, la saga di Inside Out, un successo stratosferico che parla di benessere mentale e di emozioni - Disney ha mantenuto negli anni il core dei suoi racconti. Ovvero che il lieto fine arriva sempre, pur percorrendo vie traverse e complesse. Sarà per questo che certi titoli continuano a piacere nonostante alcuni errori di forma che, pure, rimangono nelle trame e negli sviluppi dei personaggi. A Frozen 3, in cui ritornerà anche il cast vocale originale (Idina Menzel nei panni di Elsa, Kristen Bell in quelli di Anna) il compito di aprire un nuovo percorso per i classici Disney: a lungo i fan della saga hanno invocato una svolta lesbica per Elsa e non è detto che gli sceneggiatori non colgano, in occasione del grandioso ritorno delle due protagoniste del film, questa nuova e ormai necessaria sfida narrativa.












