Succede che la Disney sta girando il remake in live action di Biancaneve, il suo successo del 1937, succede che la sceneggiatura è stata affidata a Greta Gerwig che non ha intenzione di seguire pedissequamente il cartone animato, succede che, come prevedibile, ne è nata una polemica. In Italia appena qualcuno tocca i film Disney si alzano subito le barricate, siamo terrorizzati che ce li rovinino e ben poco inclini ad accettare che possano esistere nuove versioni delle fiabe classiche. Le notizie che in queste ore stanno circolando sui nostri media dunque vanno dal «Ora Biancaneve si salva da sola» a «Biancaneve femminista» fino a «Biancaneve cambia per il politicamente corretto».

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Alessandra Benedetti - Corbis//Getty Images
Greta Gerwig

A far storcere il naso ai conservatori sono i nani, proposti come un gruppo di persone magiche di diversa statura e aspetto, l'assenza (non ancora del tutto confermata o spiegata) del principe azzurro e la scelta di una Biancaneve non abbastanza bianca, dato che la parte è stata affidata all'attrice Latina Rachel Zegler (presto nel ruolo di Maria nel West Side Story di Steven Spielberg). Per il resto del film non sappiamo molto se non che sarà diretto da Marc Webb (500 Giorni Insieme) e la musica sarà affidata a Benj Pasek e Justin Paul già responsabili della colonna sonora di La La Land. Dovrebbe, in ogni caso, bastarci il nome di Gerwig per stare tranquilli.

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Hulton Archive//Getty Images
Un’illustrazione della fiaba di Biancaneve dei fratelli Grimm

L'autrice e regista viene dal cinema indipendente mumblecore, di recente ha diretto film come Lady Bird che ha vinto il Golden Globe come miglior film commedia o musicale e ricevuto due candidature agli Oscar, Piccole Donne (un'altra candidatura agli Oscar) e Barbie che si preannuncia già un successo mondiale. Non stiamo parlando di una sprovveduta e nemmeno di una sceneggiatrice che si limiterebbe a trascrivere il copione del cartone Disney per fr contenti tutti. I suoi film hanno una visione precisa e personale: la cifra stilistica di un'artista. Ed ecco che la seconda domanda sorge spontanea: se la Disney avesse scelto di coinvolgere Tarantino o Tim Burton per il remake, qualcuno avrebbe messo in dubbio il loro stile nel rivedere la fiaba?

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