Quando guardo i video di Sara Verde sui social, il primo pensiero che spesso mi viene in mente è "che serenità e che bello poter essere sé stessi". Non credo di essere l'unica a pensarla così: oltre 760.000 persone seguono ogni giorno Sara Verde su TikTok, apprezzandolo per la sua autenticità, senza filtri né maschere. Sara è diretto, sincero e genuino. Tutte caratteristiche che lo rendono unico proprio perchè spesso, al giorno d'oggi, diventano rare in una persona. La sua forza di comunicare e piacere al pubblico sta proprio nel fatto che è così come lo vediamo. Quando ci siamo incontrati ho capito ancora di più tutti quei "mi piace" sotto i suoi video. Sara è come lo vediamo online anche nella realtà. Ha la capacità di trattare temi complessi e profondi con una leggerezza disarmante che gli permette di trasformare le sue esperienze quotidiane in spunti di dialogo e auto-riflessione. È così che Sara riesce a rendere virali temi complessi, come la consapevolezza sull'accettazione di sé e il benessere mentale, senza mai perdere la sua cifra personale e ironica. Inoltre, la sua capacità di connettersi con il pubblico in modo naturale e senza pretenziosità, gli permette di essere visto come quasi un amico che ti racconta della sua quotidianità e si apre insieme a te su temi profondi da cui nascono riflessioni altrettanto intime e significative. Il suo punto di forza? Lasciare da parte la paura del giudizio. Una frase che può sembrare banale e scontata ma che non è per niente facile da attuare. Questo suo modo d'essere infatti corrisponde al frutto di esperienze, purtroppo spesso negative, che sono capitate a Sara nella vita vita e che oggi è pronto a raccontare, per aiutare giovani ragazzi come lui a superarle e per promuovere l'uguaglianza e la libertà di essere quello che si è. Ne abbiamo parlato insieme, in una chiacchierata informale in un pomeriggio a Milano, dove Sara ci ha raccontato quando ha capito di essere diventato adulto, cosa significa per lui la parola "amore" e quali saranno i suoi progetti per il futuro.
Se ti chiedessi di descriverti brevemente per spiegare a qualcuno chi sei e cosa fai, cosa mi diresti?
«In realtà io sento di essere una persona del tutto normale, non appartengo a nessuna “categoria” di eccellenze, anzi, sono sempre stato ritenuto mediocre dalle persone attorno a me. Forse è proprio per questo che a livello mediatico la mia figura funziona. Mi piace parlare della vita di tutti i giorni, dal punto di vista di una persona che vive molti alti ma, soprattutto, molti bassi. Il modo in cui cerco di influenzare le persone è determinato dal fatto che tutti vivono questi momenti ma non tutti però sanno di avere la forza per trasformarli in qualcosa di positivo, trovandoci un senso. Sono quindi, una persona normale che si è casualmente (anche se non credo molto alle casualità), trovata tra le mani un’opportunità immensa: avere un impatto sulle persone. Ed è per questo che non posso non sfruttare al massimo questa possibilità cercando di essere un esempio per tutti quelli che, come me, sono fragili».
Che rapporto hai con TikTok e Instagram?
«Con TikTok e Instagram ho un rapporto "odi et amo", perché in tante occasioni è facile farsi condizionare l’umore in maniera negativa da un video o da un post che vediamo. A volte succede di vedere un contenuto e di pensare immediatamente "perchè non sono come questa persona che sto vedendo nello schermo?". Altre volte invece, mentre sei "a letto a marcire", guardi un contenuto e ti chiedi cosa potresti fare per vivere la vita come quella degli altri che vedi nei social. Per questo motivo, cerco di non essere mai “un personaggio da invidiare”. Non vorrei mai che qualcuno si rovinasse l’umore a causa mia. D’altra parte però, imparo tantissimo dai social. Credo siano una fonte inesauribile di informazioni e, da persona curiosa quale sono, non potrebbe esserci vantaggio migliore di questo. Sicuramente non sono l’unico, quindi anch’io cerco di insegnare qualcosa, in base ovviamente alle mie esperienze di vita e al mio percorso di studi».
Com'è cambiato il tuo modo di vedere il futuro da quando eri adolescente a oggi?
«Il mio modo di vedere il futuro in realtà non è cambiato molto da quando ero bambino. Da sempre ho questa visione un po’ magica del mondo e spesso mi capita di visualizzare delle cose che sono certo poi succederanno. Questo mi rasserena molto. Spesso, sento e percepisco nei miei amici un’ansia verso il futuro ma, per quanto mi sforzi, perché a volte l’ansia può essere anche un motore di iniziativa, non riesco a viverla in questo modo. Qualsiasi cosa ci accadrà nella vita, è per un motivo e tutto sarà gestibile altrimenti non sarebbe successo a noi. Le cose accadano a chi è in grado di affrontarle».
C’è stato un momento nella tua vita in cui hai sentito di essere diventato davvero adulto?
«Una persona a cui voglio molto bene una volta ha detto “nella vita si nasce o genitori o figli, e tu sei nato genitore”. Io mi sono sempre sentito un po’ adulto fin da quando ero piccolo. La dinamica della responsabilità ha sempre abitato il mio cervello quindi non riesco ad individuare, in maniera nitida, il momento preciso in cui mi sono sentito adulto per davvero. D’altra parte in me vive quella sensazione di non crescere mai ed è proprio con quella parte lì che prendo decisioni importanti. Chi meglio di un bambino sceglierebbe una casa per se stesso?».
Hai mai avuto momenti in cui gli altri non credevano in te? Come li hai affrontati?
«Il mio professore di greco, al liceo, davanti ad altre classi, mi disse che per come ero fatto non sarei arrivato da nessuna parte e avrei fallito sotto ogni punto di vista. Mi ricordo che non riuscivo nemmeno a sentirmi umiliato, perché era lui che si stava mettendo in ridicolo a sentenziare su una persona di 16 anni sulla base di 5 ore a settimana che trascorreva in classe. Anche se non ho mai avuto una forte autostima, al contempo non mi sono mai demoralizzato fino in fondo, nonostante le innumerevoli persone che non credevano in me e che tutt’oggi non ci credono. Non è un problema mio quello che risiede nel tuo cervello, perché la forza d’animo per continuare a credere nei miei sogni è dentro di me, non dentro gli altri».
Cosa consiglieresti a qualcuno che si sente insicuro o preso di mira per inseguire i propri sogni?
«A qualcuno che si sente insicuro nell’inseguire o propri sogni direi innanzitutto che è normale avere paura. La mia psicologa, spesso, mi dice che la paura può essere presa come strumento di misurazione: più abbiamo paura più ci teniamo a quella cosa. Gli direi di concentrarsi su tutte le sensazioni che incontrerà nel percorso perché ogni singola emozione sarà un seme che un giorno o l’altro crescerà e darà vita ad una pianta forte e rigogliosa da cui poter cogliere i frutti. Se invece dovesse sentirsi preso di mira, gli direi che, come ho fatto io, bisogna concentrarsi su quello che noi pensiamo di noi stessi, ed è per questo che è importante prendersi cura della considerazione che abbiamo di noi. Gli altri percepiscono il modo in cui ci percepiamo e tenderanno ad allinearsi con il nostro pensiero e, se così non fosse, allora sarà un problema loro! A me non frega niente degli altri se sono sicuro di me stesso».
Qual è l’aspetto più bello e quello più difficile dell’essere un giovane creativo nell’era digitale?
«Per me, l’aspetto più difficile di essere un creativo nell’era digitale è la costanza. E non perché sia un lavoro faticoso da portare avanti, anzi, ma perché viviamo in una società dove spesso siamo sopraffatti dalla noia. Non avere stimoli e sentirmi annoiato mi porta a non avere idee. Il mio intento è quello di alleggerire gli animi delle persone, ma nell’ultimo anno attorno a me vedo solo disgrazie e questo mi contamina in qualche modo. Mi piacerebbe parlare di progresso, di sensazioni positive ma sono molto demoralizzato perché sembra che il mondo stia facendo mille passi indietro e l’idea di lamentarmi pubblicamente non mi alletta. Sto cercando comunque di trovare l’aspetto positivo: contrastare questo clima di negatività informando le persone di quello che accade e creare insieme alla mia community un nuovo punto di vista».
Progetti per il futuro? Puoi spoilerare qualcosa?
«Fortunatamente ho tantissimi progetti per il futuro, a quanto pare il mio professore di greco si sbagliava! Ho incontrato persone che non mi hanno ritenuto per niente mediocre, ma anzi, in grado di creare cose che forse ancora io non sono consapevole di poter creare. Diciamo che la gente avrà modo di conoscere molto a fondo la mia storia, per davvero, pezzo per pezzo».














