Achille Lauro ha fatto centro nella sua Roma. Il debutto del tour negli stadi è stato un successo incredibile: 60mila persone hanno riempito lo Stadio Olimpico per una serata piena di canzoni, emozioni e colpi di scena. Davanti a un pubblico che univa tre generazioni (dai bambini alle nonne), l'artista ha dimostrato di essere ormai un big della musica italiana, partendo proprio dalla città in cui è cresciuto.
Aggiungi Cosmopolitan alle tue fonti su Google
- Achille Lauro su amore e matrimonio: «Mi piacerebbe sposarmi e avere una famiglia»
- Sul look di Achille Lauro alla cerimonia di chiusura delle Olimpiadi, un gran finale
- Achille Lauro, la mia prima stanza
Le parole di Achille Lauro in conferenza stampa: il futuro e le confessioni
Poche ore prima di salire sul palco, Achille Lauro ha incontrato i giornalisti per raccontare come è nato questo show e cosa ha in mente per i prossimi anni. Il concerto segue un filo conduttore molto chiaro, che l'artista definisce come «il paradiso dell'Eden degli incoscienti giovani prima di essere catapultati sulla terra». Uno spettacolo che si regge interamente sulla forza del repertorio, perché la vera magia scatta quando si vede quanto i brani siano entrati a far parte della vita delle persone.
Durante l'incontro sono arrivate notizie importanti. Visto che la data romana del prossimo anno è andata subito esaurita, Lauro ha annunciato a sorpresa il raddoppio all'Olimpico per il tour del 2027: si suonerà il 30 giugno e anche il 1° luglio (con biglietti disponibili dall'11 giugno alle ore 14 per il canale broadcast IG di Lauro, mentre dal 13 giugno alle ore 14 con la vendita generale).
Subito dopo questa estate, il cantante ha confessato che sparirà per sei mesi all'estero per viaggiare, cercare nuovi sound e scrivere musica. Parlando del passato, ha ricordato con affetto l'esperienza a X Factor, spiegando che gli è servita per farsi conoscere meglio dal pubblico: «Io non sono una persona che si espone tanto sui social network, non sono uno che vive parlando col cellulare».
Sul fronte Sanremo, ha ammesso che in futuro gli piacerebbe fare il direttore artistico, ma ha fatto i complimenti al nuovo padrone di casa Stefano De Martino: «Dopo Carlo che per me è un colosso che ha fatto un grandissimo lavoro, adesso c'è De Martino, un ragazzo giovane spero che immagino che farà un grande lavoro. Lo vedo appassionato, lo vedo motivato e quindi lasciamo fare a lui»
Infine, ha colpito tutti un bellissimo gesto di solidarietà: Lauro ha invitato al concerto di San Siro i ragazzi sopravvissuti e le famiglie delle vittime della tragedia di Crans Montana. Il suo brano "Perdutamente" era stato cantato al funerale di uno di loro, e l'artista è andato a trovarli in ospedale: «Se la musica è riuscita a fare del bene anche solo per un minuto, ha avuto un senso».
Lo show all'Olimpico e l'abbraccio con Antonello Venditti
Il concerto è stato una vera e propria festa di oltre due ore con 28 canzoni in scaletta. Tutto è iniziato con l'energia di "Amor" e "Bam Bam Twist", per poi attraversare tutto il repertorio del cantante, tra brani rock come "Rolls Royce" e "Me ne frego" e ballate più romantiche e intime come "Marilù" e "16 marzo".
Il momento più emozionante e indimenticabile della serata è stato l'arrivo sul palco di Antonello Venditti. I due hanno cantato insieme "Che tesoro che sei", una rivisitazione del classico di Venditti che uscirà in questa nuova versione nei digital store dal 12 giugno. Subito dopo, Venditti si è messo al pianoforte per intonare "Notte prima degli esami," facendo cantare a squarciagola tutti i 60mila dello stadio.
Per Lauro, cresciuto nel quartiere di Montesacro, avere sul palco il re della musica romana è stato un regalo immenso: «Rappresenta la nostra adolescenza, è un simbolo per questa città». Il concerto si è chiuso tra gli applausi e gli effetti speciali con "C'est la vie" e "Incoscienti giovani", regalando a Roma una notte indimenticabile.












