Secondo gli ultimi dati pubblicati da Gay Help Line in occasione dell'ultima Giornata Internazionale contro l’omolesbobitransfobia: il 65% delle 21.000 persone che si sono rivolte al servizio, ha subito violenza o discriminazione, con un incremento del 12% rispetto all’anno precedente (erano il 53%). Gay Help Line 800 713 713 è il numero verde nazionale contro l’omolesbobitransfobia, attivo in tutta Italia, affiancato dalla chat online Speakly.org, anonima e gratuita. Ogni anno il servizio intercetta, appunto, circa 20–21 mila contatti, e offre ascolto ma anche, nei casi più complessi, supporto psicologico, legale, sociale e di accoglienza.

I numeri raccolti attestano un dato importante che dice qualcosa anche del periodo natalizio. Le persone LGBTQ+, specie se di giovane età, durante le feste sono più esposte alla violenza. Anche se risultano in crescita episodi di minacce e molestie (28,2%) e aggressioni fisiche (12%), infatti, le persone LGBTQIA+ in Italia subiscono violenza soprattutto dopo il coming out in famiglia (nel 48,7% dei casi segnalati). «Secondo i dati più recenti», spiega Alessandra Rossi Coordinatrice Gay Help Line 800 713 713, «quasi una vittima su due subisce violenza in ambito familiare, spesso dopo il coming out. I giovani rappresentano la fascia più esposta: oltre il 51% delle persone seguite ha meno di 29 anni, e tra loro aumentano isolamento, disagio psicologico ed emergenze abitative».



natale e omofobia i giovani lgbt sono pi esposti alla violenzapinterest
Foto di Tanya Barrow su Unsplash

In base alla vostra esperienza, il Natale può essere quindi un momento difficile per le persone LGBTQIA+?

«Il periodo natalizio emerge come uno dei momenti più critici dell’anno, uno dei periodi più delicati, lo osserviamo da oltre 20 anni che gestiamo il servizio. È una festa fortemente impostata su un’idea tradizionale e normativa di famiglia, che può diventare escludente per le persone LGBTQIA+. Chi vive relazioni non eteronormate o percorsi di affermazione di genere non conformi alle aspettative familiari può trovarsi improvvisamente più esposto a giudizi, pressioni o vere e proprie violenze.

Il primo effetto che osserviamo è un aumento delle richieste di ascolto: giovani e adulti iniziano a temere le riunioni familiari, anticipate da commenti, battute o pregiudizi che spesso sfociano in conflitti aperti. Per le persone transgender e non binarie la situazione è ancora più complessa: capita frequentemente che siano costrette a modificare il proprio aspetto o a nascondere la propria identità per evitare tensioni, proprio quando il clima dovrebbe essere di accoglienza. Accade anche che molte persone non possano condividere apertamente le proprie relazioni affettive e siano costrette a separarsi dai partner per giorni, perché non possono presentarli alla famiglia. Tutto questo genera solitudine, esclusione e sofferenza, una vera e propria “doccia gelata” in un momento vissuto socialmente come il più caldo dell’anno».

Si possono identificare delle cause principali?

«La causa principale è proprio l’intolleranza culturale verso le persone LGBTQIA+, che si manifesta soprattutto all’interno delle famiglie. Il pregiudizio contro legami affettivi non eteronormati e contro l’espressione di genere delle persone trans e non binarie resta profondamente radicato e tende a riemergere con forza proprio durante le feste.

A questo si aggiunge un fattore strutturale: nel periodo natalizio molti servizi di supporto rallentano o si fermano. Per chi è già stato allontanato dalla famiglia o vive una condizione di marginalità, la sospensione dei servizi psicologici, socio-educativi e territoriali aumenta il senso di abbandono e isolamento. È un vuoto che pesa soprattutto sui giovani, che spesso non hanno reti alternative di protezione».

Cosa dicono i dati sulle richieste alla Gay Help Line?

«Ogni anno registriamo un aumento di circa il 10% dei contatti nel mese di dicembre e nei primi giorni di gennaio, sia per richieste di ascolto sia per consulenze specialistiche. È un dato costante. Questo incremento riguarda in modo particolare giovani e adolescenti, che durante le feste passano più tempo in casa e si trovano a vivere in contesti familiari ostili o fortemente controllanti. I dati generali confermano che la violenza familiare dopo il coming out rappresenta quasi il 49% dei casi seguiti dal servizio e colpisce soprattutto le persone più giovani, spesso costrette all’isolamento o alla fuga».

Il vostro servizio rimane attivo anche durante le feste?

«Il servizio rimane attivo anche durante le festività. Le persone possono contattarci tramite il numero verde gratuito 800 713 713, attivo dal lunedì al sabato dalle 16 alle 20, e attraverso la chat Speakly.org, disponibile il lunedì, mercoledì e venerdì.

In questo periodo la chat è particolarmente utilizzata da adolescenti e giovani in età scolare, che spesso non si sentono al sicuro a parlare al telefono perché temono di essere ascoltati in casa. Molti di loro non hanno fatto coming out, oppure lo hanno fatto ricevendo reazioni di rifiuto, negazione o richieste esplicite di rinunciare a sé stessi per essere “accettabili” e non generare vergogna in famiglia».

Durante le Feste aumentano le richieste anche per le case rifugio?

«Sì, anche le richieste di accoglienza aumentano durante le festività. Si tratta soprattutto di giovani allontanati dalle famiglie dopo il coming out, ma anche di persone che portano con sé storie di precarietà economica e abitativa legate al pregiudizio subito nel corso della vita. Negli ultimi anni ci è capitato spesso di gestire nuovi ingressi proprio nel periodo natalizio. Anche quest’anno, nel solo mese di dicembre, due persone sono già state accolte presso Refuge LGBT+. Purtroppo i posti disponibili non sono sufficienti a rispondere a tutte le richieste, e molte persone non riescono a trovare una soluzione immediata. Ad ogni modo da 10 anni che le strutture del Network Refuge LGBT+ sono aperte abbiamo accolto oltre 140 persone, ed ogni anno riceviamo oltre 400 richieste.

La rete della solidarietà continua a fare la sua parte, ma i numeri raccontano chiaramente che serve un cambio di passo culturale. Perché ogni persona possa essere al sicuro e vivere ogni momento dell’anno, Natale compreso, senza dover rinunciare a essere sé stessa.