A Teheran continuano i bombardamenti e siamo al terzo giorno di guerra. Sabato mattina, mentre in Italia ancora dormivamo, è iniziato l’attacco all’Iran da parte di Stati Uniti e Israele. Donald Trump ha pubblicato un video su Truth e ha fatto sapere la sua intenzione di rovesciare l’attuale regime in Iran dopo settimane di tensioni. «Per molti anni avete chiesto l’aiuto dell’America, ma non l’avete ottenuto», ha detto rivolgendosi alla popolazione iraniana, «Ora avete un presidente che vi sta dando ciò che volete. Vediamo come risponderete. L’America vi sostiene con una forza travolgente e una potenza devastante».

Così sono iniziati i bombardamenti, soprattutto Teheran e l’Iran ha a sua volta risposto colpendo obiettivi anche civili nei paesi del Golfo Persico e in Israele. Poi è arrivata la notizia dell'uccisione di Ali Khamenei, Guida suprema dell'Iran.



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L'attacco di USA e Israele

Già nelle ultime settimane gli Stati Uniti si stavano preparando ad attaccare l'Iran mentre le tensioni con il Paese erano in costante aumento per via dell'impossibilità di raggiungere un accordo sul programma nucleare iraniano. Stati Uniti e Israele, infatti, temono che i siti iraniani di arricchimento dell’uranio servano alla costruzione di un’arma nucleare. Alla fine, Trump ha deciso di attaccare, contando anche sul sostegno della popolazione iraniana che da anni protesta contro il regime nonostante le violente repressioni.

Da sabato in Iran, dove Internet è di nuovo in blocco (non è chiaro se per via dei bombardamenti o per imposizione del regime), sono state colpite diverse città. A Teheran i bombardamenti hanno distrutto alcune sedi governative e dell’Intelligence, oltre al palazzo dove viveva Ali Khamenei, massima autorità in Iran. È stata colpita anche una scuola elementare femminile a Minab, nel sud del Paese, e secondo i media di stato iraniani, questo avrebbe causato la morte di 165 civili, quasi tutte bambine che studiavano lì. L’Iran da parte sua ha risposto con attacchi a vari paesi del Golfo Persico e a Israele, colpendo infrastrutture, basi militari e bersagli civili tra cui una sinagoga israeliana dove sono morte 9 persone.

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La morte di Khamenei

Sabato sera Trump ha fatto sapere che l'ayatollah Ali Khamenei era stato ucciso nei bombardamenti a Teheran. Si è trattato di un evento storico perché Khamenei, che aveva 86 anni, era la Guida suprema dell’Iran, la principale autorità politica e religiosa da ben 36 anni, e governava il Paese con un regime repressivo e liberticida. Contro di lui la popolazione si era sollevata più volte, da ultimo a inizio gennaio quando il governo aveva represso le manifestazioni sanguinosamente, uccidendo migliaia di persone.

Per questo nelle scorse ore sono circolati diversi video che mostrano festeggiamenti per la sua uccisione: persone che ballano per strada, cori, urla di trionfo. D'altra parte, però, c'è anche chi si è riunito per commemorarlo e sostenere il governo iraniano contro gli attacchi di USA e Israele.

Cosa succederà adesso?

Attualmente la situazione è ancora poco chiara e i bombardamenti continuano. Da domenica nel Paese si è insediato un triumvirato per guidare il governo fino alla nomina di una nuova Guida Suprema. Ne fanno parte il presidente del Paese Masoud Pezeshkian, il capo del sistema giudiziario Gholam Hossein Mohseni Eje’i e l’ayatollah Alireza Arafi giurista che fa parte dell'Assemblea degli Esperti e del Consiglio dei Guardiani della Rivoluzione. L'organismo dovrebbe guidare il Paese fino a quando l'Assemblea degli Esperti «eleggerà un leader permanente nel più breve tempo possibile». Secondo diverse fonti iraniane, comunque, Khamenei aveva già preso delle contromisure in caso fosse morto autorizzando i suoi più fedeli alleati a prendere decisioni per la successione.

Nel frattempo Trump ha fatto sapere all’Atlantic il nuovo governo temporaneo lo ha contattato per iniziare le trattative, mentre il regime iraniano ha detto che «L’esercito iraniano sta utilizzando tutti i mezzi e le potenzialità per contrastare l’aggressione e che ha intenzione di difendersi finché necessario.