Quando, nel 1924, le donne parteciparono per la prima volta ai Giochi Olimpici Invernali rappresentavano solo il 4,3% degli atleti. Allora le sportive gareggiavano in una sola disciplina: il pattinaggio di figura. Anche a St. Moritz 1948 la disparità era ancora evidente con le atlete ferme all’11,5 per cento per poi salire, a Cortina 1956, al 16%. Da allora, lentamente, molte cose sono cambiate, pian piano sempre più discipline invernali sono state aperte anche alle donne: nel 1998 è stato introdotto l'hockey su ghiaccio femminile a Nagano, poi il bob femminile a Salt Lake City nel 2002.

Avanti veloce di altri 24 anni e oggi il Comitato Olimpico parla di Milano Cortina 2026 come dei Giochi Olimpici Invernali con il maggiore equilibrio di genere della storia. Le prossime Olimpiadi segneranno un punto di svolta con il 47% delle quote riservato alle atlete per un totale di 1360 sportive su circa 2900 partecipanti complessivi e 50 eventi femminili su 116.



    milano cortina 2026: punto sulla parità di genere alle olimpiadipinterest
    Ryan Pierse

    Non solo numeri

    Non è solo una questione di numeri, anche se le proporzioni sono importanti. Il Comitato si è assicurato di garantire al massimo l'equità, sia per quanto riguarda gli sportivi e le sportive in gara, sia a livello di leadership e volontari. Le donne rappresentano infatti il 45% del team dirigenziale senior e il 48% della forza lavoro del Comitato Organizzatore. Le candidature per i volontari riflettono allo stesso modo questa tendenza, con le donne che rappresentano il 55% delle iscrizioni.

    Quello che, però, farà davvero la differenza in queste Olimpiadi, in partenza il prossimo 6 febbraio, è il programma, che introdurrà ben quattro nuove gare femminili: sci freestyle a due gobbe, slittino in doppio, salto con gli sci su trampolino e sci alpinismo sprint. In questo modo i retaggi del passato saranno ulteriormente corretti e dodici delle 16 discipline presenti, ovvero il 75%, risulteranno completamente equilibrate. A Milano Cortina, poi, cambieranno anche alcune regole per rendere le competizioni maschili e femminili più simili. Per la prima volta ai Giochi invernali, infatti, donne e uomini gareggeranno sulle stesse distanze nello sci di fondo. Altre modifiche saranno invece più lievi, ma presenti, con diverse gare femminili leggermente più lunghe e alcune gare maschili che si ridurranno leggermente per raggiungere una distanza intermedia. Lo skiathlon, ad esempio, era in precedenza lungo 15 chilometri per le donne e 30 chilometri per gli uomini, mentre entrambi i sessi ora correranno un totale di 20 chilometri.

    Le iniziative per la parità di genere alle Olimpiadi

    Oltre all'equa rappresentazione in campo, il CIO e il Comitato Organizzatore degli Obiettivi Olimpici stanno lavorando per trasformare le Olimpiadi Milano Cortina in una piattaforma in grado di promuovere modelli femminili positivi e maggiori opportunità in grado di fiorire anche oltre i Giochi. In questo senso sono nate diverse iniziative. Il progetto “21 tappe per l’Equità di Genere nello Sport Italiano”, ad esempio, è promosso dalla Fondazione Milano Cortina 2026 in collaborazione con il CONI e ha lo scopo di diffondere strumenti e buone pratiche a sostegno della parità di genere nel mondo sportivo nazionale. Mira a coinvolge dirigenti, tecnici, studenti e professionisti dello sport in un dibattito sull’inclusione e le opportunità di crescita paritaria nel settore. Un altro esempio è il progetto “100 donne contro gli stereotipi” meglio conosciuto come #100esperte che punta invece a valorizzare le competenze femminili nella ricerca, nella cultura e nello sport ed è sostenuto dalla Fondazione Milano Cortina 2026, in collaborazione con Fondazione Bracco.