Millennial e Gen Z, in quanto generazioni confinanti, sono come due fratelli, uno minore e uni maggiore. Dunque, di base, litigano per chi fa le cose meglio, a tratti non si sopportano, ma in fondo si capiscono. Come scriveva il Guardian poco tempo fa il conflitto generazionale si basa in gran parte sul fatto che i Millennial sono considerati cringe dai più giovani. Sono imbarazzanti, uncool e a tratti fastidiosi. «La propensione per i calzini bassi nelle scarpe da ginnastica è solo uno dei motivi per cui i Millennial – tutti i nati tra il 1981 e il 1996 – sono ora considerati dolorosamente poco cool dalla generazione successiva la generazione Z, alias gli zoomer, o zillennial».

La lista, infatti, è lunga e stilata a furia di video di TikTok sulle abitudini bizzarre (o normalissime, dipende da come ti collochi) dei nati negli anni 80-90. Va dall'ossessione per gli skinny jeans a quella per Taylor Swift (pure lei ormai ufficialmente cringe) passa attraverso l'uso delle emoji (usano la faccina che ride e piange mentre gli zoomer commentano con il teschio per dire «Sto morendo dal ridere») e la ormai nota «pausa da Millennial», un breve momento di silenzio all'inizio di un video o di una nota vocale che, secondo i più giovani, è dovuto alla loro tendenza a controllare che il dispositivo che stanno utilizzando stia effettivamente registrando. Ce ne sono molte altre e l'Huffington Post ne ha raccolte parecchie chiedendo direttamente agli zillennial cosa pensano della generazione che li precede.




Cosa fastidiose che fanno i Millennial

1. Questioni di punteggiatura

A quanto pare i Millennial usano troppo la punteggiatura. Non c'è bisogno di tutti quei punti, puntini, punti esclamativi. «Ricevere un 'Certo...' o un 'Grazie.' mi fa sentire come se fossi nei guai" dice Ethan Hillis, creator su TikTok all'Huffington Post. Pare che anche delle maiuscole si possa tranquillamente fare a meno.

2. Eccesso di perfezione

Non c'è bisogno di postare su Instagram foto che sembrano scattate in uno studio fotografico e poi ritoccate per ore con qualche app. Per la Gen Z tutta questa cura che i Millennial mettono nei loro feed è semplicemente cringe, esagerata, mostra un eccessivo interesse per quello che pensano gli altri. Meglio costruire caroselli di foto sfocate, che veicolino un'estetica più realistica, più vissuta. (Poco importa che, anche seguire o meno queste "regole" abbia a che fare con quello che gli altri potrebbero pensare).

3. Email passive-aggressive

Sembra che i Millennial abbiano un problema con il tono delle loro email, troppo bossy e paternalistico secondo i colleghi più giovani. «'Come nella mia ultima email', 'una piccola spinta', 'rivedi'... tutto questo mi stressa all'istante” dice ancora Hillis.

4. Competizione

Secondo la Gen Z i Millennial tendono a diventare competitivi quando si parla di stili generazionali (e probabilmente è vero anche il contrario). Ai più giovani, in sostanza, infastidisce quando i Millennial li guardano dall'alto in basso parlando come se ci fosse una differenza abissale negli stili di vita tra due generazioni che sono, in realtà molto vicine. «Ho la sensazione», dice Lavinia Gabriele, responsabile di startup ad alta crescita e membro di The Z Suite un network per ragazzi della Gen Z, «che i Millennial confrontino costantemente la loro generazione e dicano cose come: 'Oh, per voi la vita è molto più facile. Ai miei tempi invece...'. Credo che i Millennial abbiano attraversato un periodo davvero difficile, quindi provano molto risentimento nei confronti della nostra generazione. Ma in realtà, anche la Generazione Z sta affrontando molte sfide diverse che la generazione precedente non ha affrontato".

5. Confini

Che Millennial e Zoomer abbiano stili lavorativi diversi è ormai un fatto. Per questo è comprensibile che i più giovani si infastidiscano di fronte all'eccesso di zelo dei Millennial e al loro senso del dovere che non contribuisce certo a migliorare le cose in ufficio. «Ho notato che molti Millennial non hanno molti limiti sul lavoro, che si tratti di orari di lavoro non ben definiti e di dover essere sempre presenti», sostiene Lavinia Gabriele. La mancanza di confini secondo alcuni si vede anche a livello personale: i Millennial fanno domande, anche su questioni private, hanno un modo di fare più diretto che non sempre alla Gen Z piace.

6. Non si rilassano mai

C'è un altro problema, che si vede al lavoro ma anche nella vita di tutti i giorni: «I Millennial si sentono sempre 'in trincea' e la vita è una questione di sopravvivenza piuttosto che di esperienza», sostiene Angel Aileen, che fa parte di The Z Suite, «Certo, anche la Generazione Z è ambiziosa. Ma quando c'è una grande sfida o un nuovo progetto al lavoro, noto che i Millennial del mio team pensano: 'Oh, mio ​​dio. Come facciamo a sopravvivere a tutto questo?', mentre la Generazione Z è un po' più rilassata. Non significa che non ci importi».

7. Non danno soddisfazione

I Millennial non danno soddisfazione. Se fai qualcosa e lo fai bene: beh, hai solo fatto il tuo dovere. «Penso che, dato che la Generazione Z è cresciuta in un mondo di social media, siamo abituati a ricevere costantemente ricompense di dopamina», spiega Aileen, «Quindi, sul posto di lavoro, questo si manifesta nel fatto che, se lavoriamo, vogliamo davvero sentirci riconosciuti. Ognuno ha i suoi modi diversi di sentirsi riconosciuto o ricompensato. Ma se non lo otteniamo, ci sentiamo molto giù. Vogliamo sentirci visti, ricevere un senso di ricompensa o riconoscimento fa un'enorme differenza sul posto di lavoro. E i Millennial non se ne rendono necessariamente conto».

8. Troppe, troppe emoji

Basta emoji.

9. L'ossessione per Taylor Swift

Taylor Swift è il simbolo dei millennial e, con il nuovo album, anche del Millennial Cringe, Non c'è da stupirsi, quindi che per la Gen Z tutta questa ossessione sia semplicemente esagerata. «È un'icona e un'artista di grande talento» sostiene Kerestman, creator TikTok, «Tuttavia, penso che i suoi fan la prendano a un livello inutilmente intenso, e non capisco proprio tutto questo clamore».