Lunedì 13 ottobre 2025 è una data che entra di diritto nei libri di storia. Gli stessi libri che, da pochi giorni, stanno sfogliando i 39 studenti palestinesi arrivati in Italia da Gaza grazie a un corridoio umanitario. Tra quaderni di matematica, formule di fisica, mappe di geografia e testi di letteratura, questi giovani stanno costruendo un futuro dopo anni di conflitto e privazioni.
Le ragazze e i ragazzi palestinesi, arrivati qualche settimana fa, hanno iniziato a frequentare università come Pisa, Milano, Bari e Ferrara tra lezioni, laboratori e nuove amicizie. Ma ieri, mentre prendevano confidenza con le aule italiane, il mondo ha vissuto un momento storico: a Sharm el-Sheikh, in Egitto, Israele e Hamas hanno firmato un cessate il fuoco mediato da Stati Uniti, Qatar e Turchia. La tregua ha sancito la fine degli scontri nella Striscia di Gaza, la liberazione di 20 ostaggi israeliani e il rilascio di quasi 2.000 prigionieri palestinesi.
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Un corridoio universitario direzione Italia
Il 1 ottobre 2025 sono arrivati in Italia tra l'aeroporto di Roma Ciampino e Milano Linate 39 studenti e ricercatori palestinesi attraverso l'iniziativa promossa dal Ministero degli Affari Esteri, dal Ministero dell’Università e della Ricerca, dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) e dal Consolato di Gerusalemme. L'obiettivo era permettere a circa a 100 studenti di raggiungere l'Italia per proseguire i loro studi in sicurezza.
Dodici di questi ragazzi, arrivati all'aeroporto milanese, studieranno in Università Statale e sono titolari di borse di studio del progetto IUPALS.
«Ci adopereremo con ogni mezzo per accoglierli con la cura e l'attenzione che meritano», ha dichiarato la rettrice Marina Brambilla. Per poi aggiungere: «I nostri studenti si stanno mobilitando in ogni modo in queste ore per essere loro vicini. Sono consapevoli della ricchezza che la loro presenza porterà alla nostra comunità».
Voci al femminile, le prime testimonianze
In questi giorni tutti noi, insieme agli studenti di corso, stiamo conoscendo le singole storie di vita di coloro che stanno ripartendo da zero. Tra loro Mariam, 27 anni, ha iniziato a prendere parte alle lezioni di Economia all'università. Il nome, inventato per tutelare la sua persona, nasconde dietro di sè traumi e sofferenze. Come riportato da Internazionale la giovane, con gli occhi pieni di lacrime e con un inglese perfetto studiato all’università Al Aqsa in Palestina, ha raccontato: «Sono molto contenta di essere arrivata in Italia, ma con la testa sono ancora a Gaza». E ancora: «Sono preoccupata per la mia famiglia e per i miei amici».
Mariam, che ha chiesto di poter iniziare un percorso psicologico per essere supportata a causa degli incubi notturni e gli attacchi di panico, ha una certezza: terminati gli studi vuole tornare a Gaza, casa.
Le studentesse di Gaza, chi sono
Tra le altre studentesse troviamo anche Zaina, 23 anni. È arrivata in Italia da Gaza il 7 ottobre 2025 ed è stata accolta all'Università di Siena insieme ad altre 4 colleghe e un collega. Ecco chi sono le altre.
Majd, studentessa vincitrice di una borsa di studio Just Peace, assegnata dall’Università di Siena in collaborazione con la Fondazione Monte dei Paschi di Siena, frequenterà il corso di laurea in Computer and Information Engineering.
Sanaa, studentessa vincitrice di una borsa di studio assegnata dall’Università di Siena sui fondi del Dipartimento di Filologia e critica delle letterature antiche e moderne, frequenterà il corso di laurea ad Arezzo in Lingue per la Comunicazione Interculturale e d'Impresa.
Shahd, studentessa vincitrice di una borsa di studio assegnata dall’Università di Siena sui fondi del Dipartimento di Economia politica e statistica, frequenterà il corso di laurea in Economics and Management.
Shahd, studentessa vincitrice di una borsa di studio Just Peace, assegnata dall’Università di Siena in collaborazione con la Fondazione Monte dei Paschi di Siena, frequenterà il corso di laurea in Computer and Information Engineering.
Zaina, studentessa vincitrice di una borsa di studio Just Peace, assegnata dall’Università di Siena in collaborazione con la Fondazione Monte dei Paschi di Siena, frequenterà il corso di laurea in Economics and Management.
«Accompagnarle è stata un’esperienza intensa ed emozionante. Per loro si apre orizzonte di speranza», ha dichiarato il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini.
"Fatemi uscire da Gaza", l'appello di Saja a Giorgia Meloni
Solo il 7 settembre scorso, Fanpage, ha riportato l'appello di Saja Abumaileq. La studentessa, 20enne, con un appello video diretto al governo e alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni chiedeva proprio l'apertura di un corridoio umanitario per poter venire a studiare nel nostro Paese. Dove? All'Università Tor Vergata di Roma, grazie alla sua borsa di studio vinta. «Non voglio morire finché sono ancora viva, ma qui siamo come già morti».
Chissà se Saja è riuscita nel suo intento e a salire su quell'aereo. Ciò che è certo è che tanti altri studenti e studentesse sono attesi qui in Italia per studiare e poter scrivere, finalmente, una nuova pagina di storia: la loro.











