Secondo le ultime indagini svolte da Uber negli Stati Uniti, nel biennio 2021-2022 sono stati registrati 2.717 casi appartenenti alle «categorie più gravi» di violenza sessuale avvenuti durante un tragitto prenotato tramite l'app di ride-sharing. Attualmente, nel 2025, sono oltre 2.300 le cause legali per violenza sessuale e molestie contro la società e la maggior parte delle vittime sono donne.

Se prenotare (e pagare) un taxi o un Uber per molte ragazze rappresenta una soluzione più sicura rispetto ai trasporti pubblici, specialmente quando si esce di sera o di notte, questo non significa che, una volta salite sul veicolo, ci si possa sentire completamente al sicuro. Magari abbiamo bevuto o stiamo cercando di liberarci di un ragazzo troppo insistente, magari è tardi e le nostre amiche sono tutte già a casa, magari siamo solo molto assonnate e vorremmo staccare il cervello e farci trasportare. Quando saliremo sul taxi terremo comunque un certo livello di attenzione, condivideremo la posizione, faremo una telefonata, ci accerteremo che l'autista stia effettivamente guidando verso casa.



uber introduce le corse per sole donne contro le molestiepinterest
Foto di Christel Røshol su Unsplash

Ci servono dei taxi per sole donne?

Sulla scia delle denunce e nel tentativo di far sentire più al sicuro le proprie utenti, Uber USA sta introducendo una nuova funzionalità che consente ad autiste e passeggere di viaggiare esclusivamente con altre donne. Il programma pilota inizierà a Los Angeles, San Francisco e Detroit nelle prossime settimane, ma sono già attivi servizi simili in oltre 40 Paesi.

La funzionalità è prevista in entrambi i sensi: sia le autiste che le passeggere possono chiedere di viaggiare con solo donne selezionando l'opzione "Preferenze per le donne" nel menu delle impostazioni. Il rischio di aggressioni, infatti, coinvolge anche le conducenti che potrebbero scegliere di lavorare solo con altre donne, specie in alcune fasce orarie. Come riporta Forbes, la componente femminile degli autisti Uber equivale circa al 20%. Si stima che le autiste guadagnino circa il 7% in meno rispetto ai loro colleghi e abbiano maggiori probabilità di smettere di lavorare per Uber entro i primi sei mesi di servizio rispetto agli uomini. La nuova funzionalità, quindi, potrebbe aprire delle opportunità per le autiste garantendo loro un lavoro più sicuro e, allo stesso tempo, consentendo alle donne di rilassarsi maggiormente all'interno delle vetture.

Taxi e carrozze per sole donne

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Foto di Jack Lucas Smith su Unsplash

È, in sostanza, lo stesso principio delle carrozze per sole donne nei trasporti pubblici. All'inizio degli anni 2000, il Giappone ha reintrodotto le carrozze rosa della metropolitana, ideate per la prima volta nel 1912 per proteggere le studentesse durante le ore di punta sulla linea Chuo di Tokyo. Esistono soluzioni simili anche negli Emirati Arabi Uniti, in Egitto, Indonesia, Brasile, Messico, Taiwan, Iran, Turchia, Malesia e in India, dove, nel 2012 migliaia di persone hanno protestato a seguito della morte di una ventitreenne violentata su un autobus a Nuova Delhi. Anche in Germania, nel 2016, una compagnia ferroviaria privata ha introdotto carrozze riservate alle donne tra Lipsia e Chemnitz, mentre negli Stati Uniti, nel 2024, il 43% degli adulti americani ha risposto positivamente a un sondaggio sull'adozione di treni e metropolitane riservate alle donne.

Eppure l'argomento genera da sempre reazioni contrastanti. Riservare degli spazi sicuri per sole donne protegge o a isola? Ha senso prevedere delle soluzioni tampone che nascondono il problema sotto il tappeto senza agire alla radice? Le carrozze e gli Uber per sole donne non spingono gli uomini a modificare il loro comportamento, non portano a interrogarsi sulle ragioni della violenza di genere, non investono nella sensibilizzazione né stimolano un cambiamento culturale. Non aiutano nemmeno a rivendicare la libertà delle donne di vivere a pieno gli spazi pubblici percependoli come propri, anche solo a livello inconscio. Eppure, a fine giornata, quando non abbiamo più energie per il vicino di posto che vuole rimorchiare, potremmo scoprirci a desiderare una zona franca, una tregua momentanea, una bolla dove c'è spazio per riprendere fiato, anche se lo vediamo che assomiglia a una gabbia.