È stato presentato un disegno di legge sull'educazione sessuo-affettiva nelle scuole e, dopo anni in cui si chiede di renderla obbligatoria per equiparare l'Italia a moltissimi altri Paesi europei, dovrebbe essere una buona notizia. Eppure la proposta in questione sta già sollevando notevoli perplessità.
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Ad aprile il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge con diverse misure che riguardano la scuola. Tra queste c’è l’introduzione dell’obbligo di educazione sessuo-affettiva solo, però, con previo consenso dei genitori.
Il disegno di legge per l'educazione sessuo-affettiva
Tredici pagine e tre articoli, è così che si presenta, come riporta Simone Alliva su Domani, il testo del nuovo disegno di legge che solleva diverse criticità per via dei limiti che introduce e che rischiano, di fatto, di rendere molto difficile per le scuole proporre l'educazione sessuale agli studenti.
L'articolo 1, infatti, introduce l'obbligo per le scuole di chiedere il consenso dei genitori per qualunque attività scolastica curricolare o extracurricolare su «tematiche della sessualità». La scuola dovrà quindi condividere preventivamente (sette giorni prima) con le famiglie «il materiale didattico, le finalità e le modalità di svolgimento delle attività prodotte». Nel caso in cui i genitori non approvino, agli studenti dovrà quindi essere proposta un’attività didattica alternativa. Questa soluzione, proposta da Lega e Fratelli d'Italia che da sempre sostengono che l'educazione sessuo-affettiva possa diventare occasione di «promuovere l'ideologia gender», sposta quindi la decisione sulle famiglie.
Eppure, come spiegava a Cosmopolitan Flavia Restivo autrice del libro Gli svedesi lo fanno meglio. Come un'educazione affettiva e sessuale di stampo nordico può cambiare il nostro Paese (in meglio), la scuola dovrebbe valere come «processo di democratizzazione» perché non è detto che tutti i genitori abbiano la stessa sensibilità sull'importanza di determinate tematiche. L'educazione alla sessualità, invece, dovrebbe essere considerata, come ricorda l'Unesco, una diritto e un presupposto imprescindibile per la realizzazione di un pieno rispetto dei diritti umani e per l'uguaglianza di genere, che sono tra gli obiettivi dell'Onu per lo sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030.
Le critiche
Tra le criticità figura anche l'introduzione di un totale divieto di qualsiasi forma di educazione alla sessualità nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria. Saranno vietati progetti, attività, e iniziative «aventi ad oggetto temi attinenti all’ambito della sessualità», nonostante l'Organizzazione Mondiale della Sanità sostenga che sia importante iniziare sin dall'infanzia a parlare di consenso, confini personali, rispetto e conoscenza del corpo umano sempre in linea con l'eta degli alunni e anche in ottica di prevenire abusi sui minori.
Infine il disegno introduce anche un terzo obbligo per le scuole: per coinvolgere un esperto o un'associazione che si occupa di educazione sessuo-affettiva, servirà infatti il via libera del collegio docenti e del consiglio d’istituto. Dovranno essere fissati dei criteri oggettivi come i titoli e il livello di esperienza e questo potrebbe facilmente trasformarsi in ulteriore ostacolo per le scuole. Si tratta quindi di un disegno di legge che, più che focalizzarsi sull'importanza di un'educazione sessuo-affettiva seria e utile per i ragazzi (anche come forma di prevenzione alla violenza di genere), sembra preoccuparsi soprattutto di stabilire limiti per le scuole. La proposta, comunque, dovrà passare all'esame del parlamento, che potrà ancora provare a modificarla.











