Quando penso al primo giorno di scuola mi vengono in mente le mamme che ogni anno scattano la foto tradizionale ai figli: loro intenerite e forse segretamente felici di un po' di rinnovata libertà, i piccoli alunni imbronciati e con addosso ancora i ricordi delle vacanze. Anche mia mamma, naturalmente, metteva in atto questo rituale, e quando riguardo le foto di me a metà settembre con il grembiulino alle elementari o l'Eastpack in spalla da più grande, sorrido nel ritrovare sempre un che di arruffato, come se settembre mi cogliesse ogni anno di sorpresa: i capelli bruciati dal sole e dal sale, l'abbronzatura che stona con la divisa scolastica e i piedi, nudi nel cortile fino a qualche giorno prima, costretti nelle scarpe chiuse. Non ritrovo alcuna traccia di coolness nella mia adolescenza Y2K e nulla a che vedere con i video #backtoschool che stanno invadendo TikTok in questo periodo.

Le ragazze si attivano con settimane di anticipo: vanno a comprare vestiti, articoli di cancelleria, trucchi, gadget di vario tipo (tutti, ironia della sorte, dal sapore retrò: dalle Bic alla calcolatrice TI-84) e poi fanno un video haul su TikTok dove mostrano i loro acquisti. Preparano una trousse da portarsi in classe con tutto il necessario: deodorante, spazzola, profumo, crema idratante, blush. Secondo la piattaforma UNiDAYS nel Regno Unito la Gen Z spenderà 4,3 miliardi di sterline per prepararsi al primo giorno di scuola. Si tratta principalmente di prodotti tecnologici e di vestiti, ma anche di prodotti per la cura di sé e il makeup. I soliti diranno che oggi è tutta apparenza, ma in parte lo è sempre stato. Anche dietro i miei capelli crespi di quindicenne c'era l'ansia di fare una bella impressione e la consapevolezza che il primo giorno è fatto per misurarsi addosso i cambiamenti portati dall'estate e ricalcolare di conseguenza la gerarchia sociale nel cortile della ricreazione. Però non usava pianificare un'acconciatura diversa ogni girono della settimana e condividerla sui social, l'asticella oggi è indubbiamente più alta.

La Gen Z prende seriamente il concetto tiktokeriano di glow up: presenti al mondo una nuova te, manifesti i tuoi desideri e ti trasformi nella persona che vuoi diventare. Così il primo giorno di scuola puoi stupire tutti come in un teen drama americano. Certo dicono che, per farlo, devi comprare un bullet journal a tinte pastello dove scrivere le tue intenzioni ogni sera prima di dormire, essere costante nella skincare, andare a letto con gli eye pad e i bigodini (ci sono video di ragazzine di 12 anni che li indossano) e svegliarti presto per truccarti. Dazed ha raccolto in questi giorni la testimonianza di una ragazzina americana che per il suo primo giorno di scuola ha assunto direttamente una makeup artist. «Voglio sempre fare una buona impressione il primo giorno di scuola», ha spiegato, «per me è un evento». Brianna Dyer, una truccatrice di New Orleans, ha detto al magazine di aver iniziato a ricevere richieste di trucchi back to school lo scorso agosto. «L'ho fatto per circa 12 ragazze finora, tutte studentesse delle superiori di età compresa tra 16 e 18 anni». Vogliono un trucco naturale, ma che le valorizzi e duri fino alla campanella. «E il giorno successivo?», chiede qualcuno su TikTok.

Il giorno successivo alle ragazze (perché sospetto che i maschi mettano ancora la sveglia alle otto meno dieci, si infilino una tuta e arrivino in ritardo), tocca svegliarsi alle 5 per girare un GRWM che includa lavarsi, depilarsi sopracciglia e baffetti, farsi una maschera idratante, applicare le ciglia finte, sistemarsi i capelli, truccarsi. Chissà cosa penseranno nel riguardarsi da grandi. È impossibile prevedere gli effetti di queste enormi pressioni estetiche, e del tempo perso di conseguenza, da qui a dieci, vent'anni. Forse per contrappasso si compreranno un 3310 e inizieranno a somigliare degli adolescenti anni 2000 mentre noi cerchiamo disperatamente di padroneggiare l'Island Girl Make-up e compriamo un bullet journal.