Se ne parlava da settimane, ma ieri sera l'annuncio del ritiro di Joe Biden dalla corsa alle prossime elezioni presidenziali è stato ugualmente una scossa. Dopo la notizia, davanti alla Casa Bianca si sono radunate alcune persone per sostenere il presidente: nelle foto si vede un uomo non un cartello che recita «You did good Joe, now let's make history!». Il riferimento è duplice: da una lato la decisione dell'attuale presidente di farsi da parte non era scontata, nonostante le pressioni da parte del partito dopo la pessima performance di Biden all'ultimo dibattito. Dall'altro si parla di Kamala Harris: è lei che, se venisse confermata come candidata e riuscisse a battere Trump, potrebbe fare la storia.
Dopo l'annuncio del ritiro dalla campagna Biden ha detto chiaramente di voler sostenere la candidatura della sua vicepresidente. Era abbastanza scontato che sarebbe andata così, ora si tratta di capire se Harris diventerà affettivamente la candidata dei Democratici. Al momento numerosi esponenti del Partito Democratico la stanno sostenendo: si sono espressi tra gli altri, come riporta il Post, Bill e Hillary Clinton, la senatrice Elizabeth Warren, svariati governatori e la deputata Alexandria Ocasio-Cortez. La decisione, però, verrà presa solo nel corso della convention dei Democratici a Chicago dal 19 al 22 agosto.
«Sono onorata di avere l'appoggio del Presidente e la mia intenzione è guadagnarmi e vincere questa nomina», ha dichiarato Harris rispondendo pubblicamente alla lettere in cui Joe Biden dichiara di voler lasciare le presidenziali, «Nell'ultimo anno ho viaggiato in tutto il Paese, parlando con gli americani della scelta chiara in queste elezioni epocali. Ed è quello che continuerò a fare nei giorni e nelle settimane a venire. Farò tutto ciò che è in mio potere per unire il Partito Democratico – e unire la nostra nazione – per sconfiggere Donald Trump e il suo programma estremista». Attualmente sembra che il partito voglia fare fronte comune a questo scopo e Harris risulta la favorita dato che potrebbe, tra le altre cose, usare le risorse già a disposizione del comitato Biden
Oltre a lei, però, ci sono altri esponenti del partito Democratico che parteciperanno alle primarie. Michelle Obama, purtroppo per i molti che continuano a chiamarla in causa, non è un'opzione, si parla invece del governatore del North Carolina Roy Cooper, del governatore del Kentucky Andy Beshear, di Mark Kelly, senatore dell'Arizona (e astronauta) e Josh Shapiro governatore della Pennsylvania. Per ora è difficile dire se la popolarità di Harris sarà in grado di portarla a vincere le primarie e, soprattutto, a battere Donald Trump che attualmente, specie dopo l'attentato, i sondaggi danno in vantaggio. Negli anni da vicepresidente Kamala Harris non è stata particolarmente amata e il fatto di essere una donna nera rischia di pesare a suo svantaggio. Solo ora, però, inizia davvero la sua corsa alla Casa Bianca e, nelle prossime settimane, vedremo come vorrà impostarla.












