Ogni tot un video diventa virale su TikTok e si torna a parlare del problema: c'è Margherita De Pompeis che sul suo profilo in questi giorni ha raccontato di essere stata quasi «stuprata o rapinata» in centro a Milano, c'è la TikToker Matilda Abbiati che ha più volte parlato della sensazione di insicurezza nel girare per le strade del capoluogo lombardo, c'è il video delle tre ragazze soccorse da un tassista in Corso Como la settimana scorsa. I commenti confermano: una ragazza racconta che, ormai, a Milano preferisce non prendere più i mezzi pubblici, un'altra dice di essersi dovuta comprare un motorino perché così poteva girare in maggiore sicurezza, alcune consigliano a tutte di acquistare dello spray al peperoncino e raccontano episodi di molestie sessuali, aggressioni verbali e persino fisiche nei luoghi pubblici.
«A Milano la situazione sta sfuggendo di mano», dice De Pompeis nel TikTok diventato virale. «Mi auguro che questo video riesca a far comprendere quanto sia pericolosa questa situazione». La ventunenne studentessa fuorisede è visibilmente sconvolta e nello sfogo racconta di essere stata importunata e poi inseguita da alcuni uomini per strada mentre tornava a casa. Fortunatamente è riuscita a fermare un taxi e farsi aiutare. Mentre camminava, De Pompeis era al telefono con un'amica, uno stratagemma che le donne conoscono bene: la sicurezza nei luoghi pubblici è, a tutti gli effetti, un problema atavico. Se su TikTok ultimamente si parla di più della pericolosità di Milano, per le ragazze di tutta Italia non è certo un argomento nuovo. «Per una donna camminare da sola dopo una certa ora in qualsiasi città è diventato pauroso e inquietante», ha raccontato qualche settimana fa su Instagram Paola Di Benedetto e basta fare due chiacchiere con qualche amica per avere un quadro della situazione. In un attimo emergono episodi di catcalling che mantengono costante la sensazione di essere potenziali prede, molestie in autobus, commenti sgraditi e, di conseguenza, il continuo accertarsi di non rimanere sole in luoghi potenzialmente pericolosi, a costo di scegliere la strada più lunga ma più illuminata o di pagare per il taxi.
Secondo gli ultimi dati Istat disponibili, solo il 50% delle donne si sente sicuro a uscire la sera a fronte del 70,9% degli uomini. Le differenze di genere si mantengono in tutte le fasce di età e in particolare tra i giovani di 20-24 anni tra cui il 78,4% dei ragazzi si sente sicuro mentre solo il 51,5% delle ragazze pensa lo stesso. È davvero difficile trovare una donna che non abbia mai subito nella sua vita almeno una qualche forma di molestia sessuale sui mezzi pubblici e, in base ai dati riportati da L'Oreal per il progetto internazionale Stand Up, il 78% delle donne ha avuto un’esperienza di molestia sessuale in un luogo pubblico. Solo il 25% delle vittime afferma di essere stata aiutata da qualcuno e l’86% delle persone non sa che cosa fare quando si trova davanti a una persona in difficoltà.
L'aggravarsi della situazione porta a notevoli rischi. Da un lato quello di strumentalizzare il problema facendone una questione legata unicamente ad alcune zone delle città o ad alcune tipologie di persone, senza effettivamente prevedere soluzioni ad ampio respiro. Dall'altro, finché il problema non sarà preso seriamente, assisteremo alla chiusura degli orizzonti di vita pubblica per le ragazze che, per paura, devono continuamente limitarsi. «Ormai», commenta una ragazza sotto il video di Margherita De Pompeis, «io esco solo quando sono con il mio fidanzato».












