Partiamo dal principio e iniziamo dal protagonista di questa notizia: OnlyFans, piattaforma fondata nel 2016, deve il suo successo alla possibilità di pubblicare contenuti sessualmente espliciti. Una novità, all’interno del mondo online, che ha permesso a numerosi creator e sex worker di pubblicare materiali all’interno di una community realmente protetta. Oggi conta 130 milioni di utenti e un guadagno, tra tutti i creatori di contenuti, che si aggira attorno ai 5 miliardi di dollari. Ora, per volere dei circuiti di pagamento, Visa e Mastercard, sembrerebbe che da ottobre tutto questo non sarà più possibile. Parliamo al condizionale perché da parte dell’azienda non è arrivata nessuna conferma, ma perché, questa decisione, risulta pericolosa per il mondo de* sex worker?

Iniziamo però rispondendo a questa domanda: che nesso hanno i partner bancari con questa storia? Secondo quanto riportato dall’Ansa avrebbero minacciato di dissociarsi dal sito, togliendo a tutt* la possibilità di pagare attraverso i propri circuiti, dopo lo scandalo dello scorso anno sollevato dall’inchiesta di Nicholas Kristof, pubblicata sul New York Times, “Children of Porhnub”. Pornhub, nota piattaforma di video pornografici, diffondeva inconsapevolmente contenuti di abusi sessuali, talvolta anche con minori, e immagini di revenge porn. Il fatto che OnlyFans sia una piattaforma in mano esclusivamente a privati ha sollevato tra le banche un quesito morale su quanto, questa, sia controllata nei contenuti postati. La pedo pornografia e il revenge porn sono reati, ricordiamolo!

Fatta questa premessa, dobbiamo anche parlare del concetto base che dovrebbe trovarsi dietro il mondo pornografico: fruire di immagini pornografiche gratuitamente lede nel profondo la categoria di chi lo crea. Prima di internet la pornografia esisteva e si pagava! Semplicemente con le riviste o con cassette o dvd. Oggi tutt* ne possono fruire, tutt*, più semplicemente, ci possono lavorare. OnlyFans, con la sua politica di abbonamento attorno a ogni creator, ha sempre protetto un lavoro concedendogli finalmente dignità e, ora, che le cose potrebbero cambiare, i creator potrebbero trovarsi in seria difficoltà. Prendiamo ad esempio la pandemia: con la pandemia - e ne abbiamo parlato molto anche con Giulia Zollino in un’intervista Instagram - il mondo sessuale non si è fermato, ma si è solo trasferito dall’universo offline, quello in strada o in casa, a quello online. OnlyFans è stata una delle piattaforme più utilizzate, un cambiamento all’interno del sex work necessario, ma anche sicuro perché in grado di garantire l’annullamento di qualsiasi tipo di sfruttamento. La notizia di qualche ora fa, si è trasformata in una sorta di “licenziamento pubblico” per tutti coloro che fino a oggi lavoravano e guadagnavano proprio attraverso quest’azienda. La notizia, sui social, ha fatto scalpore con becera derisione verso una categoria che, nel privato, diventa per tutt* buona, anzi ottima, compagna.

Il fatto che OnlyFans possa mettere al bando la pornografia, la pubblicazione di contenuti sessualmente espliciti, può causare un nuovo cambiamento all’interno de* sex worker. Chi si sentiva protett*, producendo contenuti in luoghi sicuri e pubblicandoli su realtà riparate, si sentirà costrett* a ricorrere a altri metodi per continuare a guadagnare nel mondo sessuale, metodi che possono risultare pericolosi e privi di protezioni.