Mamma, da grande voglio fare l'astronauta! Ok, va bene, ma non è tanto facile. Non per fare le guastafeste e spezzare i sogni ai bambini che puntano allo spazio, eh, ma avete presente il percorso per andare in missione? È lungo e tortuoso, meglio esserne consapevoli. Laurea, selezione, addestramento, competizione eccetera eccetera. Comunque, a parte questo, nulla da dire chi è determinato e appassionato deve provarci perché un sogno è pur sempre un sogno e perché ogni tanto arrivano buone notizie come questa: l'Agenzia Spaziale Europea ha avviato una selezione di nuovi astronauti che nei prossimi anni lavoreranno alle missioni spaziali in orbita intorno alla Terra, sulla Luna e potenzialmente su Marte. Mica male se si pensa che le ultime candidature sono state accettate nel 2008 e che in tutta la sua storia l’ESA ha effettuato solo tre (TRE!) selezioni. Aspiranti astronauti e astronaute, accorrete!
Nell’ultima selezione, l’Agenzia ha scelto tra gli altri Samantha Cristoforetti e Luca Parmitano, i due astronauti italiani tuttora in attività: c'è quindi parecchia aspettativa su chi saranno i prossimi eletti a fare la storia. Per ora si sa solo che l'ESA ne cerca dai 4 ai 6 e che i loro nomi verranno annunciati nell'autunno del 2022. Fino ad allora, tra il 31 di marzo e il 28 di maggio, i candidati potranno fare richiesta e si avvierà il processo di selezione. Come spiega Il Post, per poter venire presi in considerazione servono vari requisiti: occorre avere meno di 50 anni e la cittadinanza in uno dei 22 stati membri dell’ESA (più Slovenia e Lettonia che in futuro ne faranno parte), serve una laurea in una materia scientifica o un brevetto da pilota collaudatore o simili. Per chi invece non avesse il brevetto di volo, niente paura, si potrà comunque candidare presentando un certificato medico che attesti l’idoneità a ottenerne uno come pilota privato. Serve poi aver lavorato per almeno tre anni e parlare fluentemente Inglese. Le lingue sono particolarmente importanti, basti pensare che Cristoforetti parla italiano, inglese, tedesco, francese, russo e sta studiando il cinese.
Oltre a questi requisiti burocratici, per inviare la propria candidatura è necessario soddisfare anche criteri legati al fisico (come l'altezza) e alla preparazione atletica. Ogni candidato dovrà superare un test di nuoto, ad esempio, dato che parte dell’addestramento si svolge in enormi piscine per simulare l’assenza di peso. L’ESA, però, quest'anno ha avviato anche un progetto dedicato ai “parastronauti”, cioè alle persone con particolari disabilità cui finora era stata preclusa la possibilità di diventare astronauti. Per questa selezione ci saranno altri criteri per quanto riguarda le caratteristiche fisiche e lo scopo, oltre a formare i primi “parastronauti”, sarà quello di studiare soluzioni per rendere più accessibile lo spazio anche a chi abbia delle disabilità. "Gli individui che sono psicologicamente, cognitivamente, tecnicamente e professionalmente qualificati per diventare astronauti, ma che hanno una disabilità fisica che normalmente impedirebbe loro di essere selezionati a causa delle restrizioni dell'attuale hardware spaziale sono incoraggiati a candidarsi" si legge infatti sul sito dell'ESA.
Per selezionare i nuovi astronauti ci vorrà quasi un anno, poi ci sarà l'addestramento presso il Centro europeo per gli astronauti a Colonia, in Germania e infine, per i primi anni, l'attività principale delle nuove leve riguarderà la vita sulla Stazione Spaziale internazionale dove svolgeranno esperimenti e attività di manutenzione. Nel frattempo, però, l'ESA ha grandi progetti che riguardano missioni sulla Luna e forse addirittura su Marte. Dire che è un'opportunità unica è decisamente riduttivo, no?













