«È il caldo, non sei tu». Così la rivista specialistica Everyday Health titolava, nel 2022, un pezzo sulla correlazione tra benessere mentale e ondate di calore. Un approfondimento valido nel tempo, soprattutto quando le temperature cominciano a salire ma la vita - dunque il lavoro e gli impegni pubblici e privati - devono per forza continuare. Insomma, sarebbe bello chiudersi in una stanza con il condizionatore acceso fino all'autunno, ma, impossibilitati dal congelare la vita durante i mesi estivi, si è costretti ad affrontare le ondate di caldo pur senza conoscerne le subdole conseguenze, non solo sul piano fisico ma anche su quello mentale e comportamentale.
Secondo uno studio dell'American Psychiatric Association (APA), l'espressione comune "il caldo dà alla testa" non è certamente un modo di dire: gli esperti suggeriscono che possa provocare picchi di irritabilità, cali di attenzione e memoria e inficiare i cicli di sonno. In soggetti che stanno vivendo un periodo di equilibrio mentale in bilico, gli effetti del caldo potrebbero risultare ancora più invalidanti e stressanti.
Gli effetti del caldo sono cosi pervasivi e invadenti che, secondo una ricerca che si intitola "Temperature impacts on hate speech online" pubblicata su The Lancet nel 2022, possono andare a modificare (e peggiorare) anche i flussi di hating online: vuol dire che le persone, stressate dalle alte temperature e incapaci di rimanere in equilibrio e lucidi davanti a simili condizioni atmosferiche, si sentono più autorizzate a diffondere odio online con picchi di commenti negativi pubblicati sui social network.
L'estate non è sempre la benvenuta
La frustrazione generata dal caldo e dall'impossibilità di godersi una stagione tradizionalmente associata al riposo e al divertimento è un altro dei sintomi di chi l'estate non solo non l'aspetta, ma pure non riesce a viverla in modo sereno. Un malessere, questo, che può iniziare come semplice seasonal blues (può capitare in tutti i cambi di stagione e acuirsi in autunno, oppure in previsione del Natale) oppure sfociare in Disordine Affettivo Stagionale, ben più invalidante e complesso da curare. Tra le cause di questa summer anxiety, possono impattare non poco sul benessere mentale l'impossibilità finanziaria di organizzare le vacanze, situazione che può generare frustrazione e ansia sociale, alimentando la sensazione di essere diversi da chi, invece, dell'estate può godersi tutto il buono che c'è. Socialmente, l'indulgenza generale verso la stagione calda (da parte di coloro che amano o comunque ben sopportano i ritmi estivi) porta tutti coloro che invece vivono con disagio questa stagione a sentirsi anormali e sbagliati. Rimane forte, in alcune persone, il malessere nell'esporre il proprio corpo, nel doversi confrontare pubblicamente con quelli degli altri. Altri potrebbero patire, anche in relazione agli anni difficili della pandemia che ha acuito e non poco la paura di vivere in pieno i luoghi pubblici, il sovraffollamento dei luoghi turistici. Sensazioni, queste, che alimentano la frustrazione, l'irritabilità, lo stress e l'ansia sociale.
Esattamente come quando scatta il countdown natalizio, la stagione estiva può aggravare malesseri già in essere, tendenzialmente fomentati dal confronto con una società che, almeno apparentemente, pare godersi in massa i lati benefici dell'estate. Non c'è, così suggeriscono esperti e buon senso, niente di sbagliato nel porsi in modo diverso nei confronti della bella stagione: odiare l'estate è un diritto sacrosanto, così come chiedere aiuto se i sintomi dovessero diventare invalidanti e la sensazione di non farcela da soli dovesse diventare più forte delle ondate di calore.
Scrivo di Costume, Tv, Attualità, Royals su Gente e Cosmopolitan.
Sono a Torino da 16 anni, ma l'accento calabrese è per sempre.











