Se ti è mai capitato di entrare in una spirale di starnuti durante la stagione delle allergie, questa potrebbe essere la notizia più inaspettata: il matcha potrebbe aiutare.
Il matcha può davvero aiutare contro gli starnuti?
Un nuovo studio pubblicato su NPJ Science of Food suggerisce che il matcha potrebbe ridurre gli starnuti, ma non nel modo in cui funzionano la maggior parte dei trattamenti antiallergici. Invece di agire su infiammazione o istamine, i ricercatori hanno scoperto che il matcha sembra intervenire sul sistema nervoso, in particolare sul riflesso che scatena lo starnuto.
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Lo studio: cosa succede quando il matcha entra in gioco
Gli studiosi hanno esposto dei topi ad allergeni che normalmente provocano sintomi simili alla febbre da fieno, inclusi starnuti ripetuti. A un gruppo è stato somministrato matcha, mentre a un altro no. Il risultato è stato piuttosto chiaro: i topi che avevano assunto matcha starnutivano molto meno.
Non è (solo) una questione di allergia
Ma la parte più interessante è il perché. La maggior parte dei trattamenti per le allergie punta a sopprimere la risposta immunitaria, impedendo al corpo di reagire in modo eccessivo a polline, polvere o altri fattori scatenanti. Il matcha, invece, non sembra agire così: lo studio ha rilevato che non riduce in modo significativo la reazione allergica alla base.
Sembra piuttosto interferire con il riflesso dello starnuto a livello cerebrale.
Il ruolo del cervello nel riflesso dello starnuto
Il matcha ha ridotto l’attività in una parte del tronco encefalico che controlla le risposte involontarie come lo starnuto. In pratica, più che prevenire l’allergia, potrebbe attenuare la reazione del corpo. Non risolve il problema, ma ne abbassa l’intensità.
Cosa contiene il matcha (e perché potrebbe funzionare)
Per quanto riguarda cosa nel matcha possa causare questo effetto, i ricercatori indicano l’elevata concentrazione di composti bioattivi, come gli amminoacidi (tra cui la L-teanina), già associati a proprietà calmanti e antinfiammatorie. Il composto preciso responsabile non è stato ancora identificato, ma l’ipotesi è che influenzi il modo in cui i segnali sensoriali vengono elaborati tra naso e cervello.
Prima di iniziare a curare le allergie stagionali con iced matcha latte, però, ci sono alcune importanti precisazioni.
Attenzione: i limiti dello studio
Lo studio è stato condotto su topi, non su esseri umani, e la quantità di matcha utilizzata era molto più alta rispetto a quella normalmente presente in una bevanda. I ricercatori sottolineano che servono ulteriori studi, soprattutto sull’uomo, prima di poter trarre conclusioni definitive.
Resta comunque un dato interessante: ciò che mangiamo e beviamo potrebbe influenzare non solo come il corpo reagisce, ma anche come il cervello interpreta queste reazioni.
Cosa significa davvero questo per noi
Nel migliore dei casi, il tuo matcha quotidiano potrebbe fare qualcosa in più oltre a darti una carica di energia costante. Nel peggiore, continuerai a starnutire—ma almeno avrai qualcosa di buono da sorseggiare nel frattempo.











