Brividi freddi anche con 35 gradi all'ombra o vampate di caldo con l'aria condizionata a palla, tachicardia, mani sudate, salivazione a zero, voglia improvvisa di fare pipì, di metterti a correre o rannicchiarti in un buco nero, vertigini e senso di svenimento. L'ansia la senti addosso, ma parte tutto dalla testa. Per disinnescarla parti da lì. "Seguire il filo dei tuoi pensieri ansiogeni può aiutarti a focalizzare il percorso degli scenari che ti spaventano: visualizzare quello che temi possa succedere ti consente di relativizzarlo, fa sì che perda automaticamente la sua drammaticità, almeno in parte," spiega la psicologa.
Più del 55% dei Millennial afferma di non essere ancora in grado di gestire l’ansia. Lo rivela una ricerca condotta da Guidapsicologi
L’ansia non è sempre negativa
Esiste un’ansia positiva che ti spinge a dare il meglio di te, spingendoti leggermente fuori dalla tua comfort zone, quel tanto che basta per consentirti di superare i tuoi limiti. È l'ansietta che ti viene quando sai di aver studiato ma vai comunque in acido per un esame, e ti spinge a ripassare all'ultimo momento: se prenderai 30, anziché 29, è merito di quel fremito che ti ha fatto rileggere un capitolo che non avevi assimilato bene. L'ansia negativa è quella che ti blocca, impedendoti di spiccicare parola davanti al prof, mandandoti in tilt il cervello e facendoti dimenticare all'improvviso concetti che sai benissimo di sapere. C'è anche un'ansia sociale, quella che ti sale quando devi parlare in pubblico, o l'ansia da prestazione, quando inizi un nuovo lavoro e ti chiedi se sarai all’altezza o quando devi fare qualcosa da sola che non hai mai fatto prima.
"L’ansia è prevalentemente un’emozione positiva che ha in genere il compito di riorientare l’attenzione della persona che la prova e di metterla in guardia dai pericoli, spingendola verso azioni adeguate alla sopravvivenza," spiega la psicoterapeuta Patrizia Mattioli, esperta nella gestione di ansia e attacchi di panico.
Perché vai in ansia? Perché sei umana
"L'ansia ha una funzione adattativa, che favorisce tuo il rapporto con l’ambiente e con te stessa, anticipando le minacce e preparandoti all’azione, per esempio spingendoti a impegnarti in alcuni compiti quotidiani, per esempio l'ansia che ti spinge a studiare", continua l'esperta.
Ci sono paure e ansie che consideriamo giuste, quindi positive, e altre che consideriamo “sbagliate“, quindi negative?
"In genere viene considerata negativa l’ansia che diventa paralizzante o l’ansia che prosegue anche oltre la fine di un pericolo, perché mantengono in uno stato permanente di tensione," rivela la psicologa. "In realtà, che la minaccia sia reale o presunta, immaginata o anticipata, è comunque sempre in relazione ad una qualche forma di vissuto di pericolo, che la persona percepisce, e come tale va sempre presa in considerazione."
"L’ansia è presente nell’uomo sin dall’alba della sua esistenza, dunque non si può evitare, ma si può imparare a gestirla e a comprenderne il significato," incoraggia la dottoressa Mattioli. Ma come? Non esiste la formula magica, ma puoi provare a mettere in pratica alcuni consigli per trasformare la tua ansia in una spinta positiva, ricorrere a una serie di strategie suggerite dalla psicologa.
Contestualizza la tua ansia: cerca di creare un legame tra i fatti oggettivi e l'attivazione ansiosa, mettendo in relazione cosa è successo e come ti fa sentire. Con l'autosservazione puoi cercare di analizzare le cause e gli effetti, a volte le risposte sono lampanti, altre può diventare è un processo complesso, che potrebbe aver bisogno di tempo e magari di un terapeuta con cui costruire il percorso.
Concentrati su te stessa (ma non troppo)
L'ansia ti sale perché sei ossessionata da qualcosa di brutto che potrebbe capitarti? È un'ansia anticipatoria che non è realmente motivata, probabilmente andando a scavare sotto sotto c'è un motivo, ma potrebbe volerci un percorso molto articolato di psicoterapia per andare a stanarlo. Nell'immediato, per tenere sotto controllo i pensieri apocalittici e funesti, puoi fornirti delle rassicurazioni oggettive: per esempio è molto improbabile che tu ti perda in aeroporto, se stai per prendere il tuo primo volo da sola, e comunque sarai circondata da persone a cui chiedere informazioni, dal check in al gate.
"È importante avere sempre se stessi al centro della propria attenzione, perciò prendersi cura di se e prendersi cura delle relazioni importanti. Quest’ultimo punto è particolarmente rilevante poiché l’intensità e l’amplificazione di molte ansie sono in relazione diretta con la stabilità delle relazioni significative con il partner, con i genitori, con gli amici," spiega la psicologa. Quindi se ultimamente la tua relazione è in difficoltà, al lavoro ti stressano, devi dare un esame o hai avuto una brutta discussione con i tuoi, i sintomi ansiosi potrebbero intensificarsi, anche se la vera radice della tua ansia è un'altra.
Focalizzarti troppo su te stessa, ascoltarti e iperanalizzarti, può essere controproducente. Se sei un pochino ipocondriaca (come quasi tutti), ovvero hai paura di ammalarti e iperanalizzi ogni piccolo sintomo, questa attenzione eccessiva potrebbe amplificare la tua ansia. L'esercizio fisico in questo caso può aiutarti molto, perché permette al tuo corpo di produrre endorfine, che oltre a darti una sensazione di benessere fanno spazio alla spensieratezza. Anche tenere impegnata la mente con giochi di strategia come la dama o gli scacchi, giochi da tavolo o videogame ti aiuta a tenere la mente occupata e non lasciare all'ansia spazio per infiltrarsi.
I tips PRO per tenere a bada l'ansia
Dormire e mangiare bene crea le premesse giuste per limitare l'ansia. Approfitta delle vacanze estive per recuperare il sonno arretrato e manda in vacanza anche la sveglia: il risveglio naturale è un toccasana. Non devi necessariamente dormire a oltranza, ma puoi tenere le tapparelle socchiuse in modo da svegliarti dolcemente all'alba con la luce naturale e approfittare delle ore più tranquille della giornata per fare una mezz'oretta di esercizi di mindfulness, respirazione o per fare sport, per esempio andando a correre nelle ore fresche del primo mattino.
Limita lo screen time. Cerca di resistere alla tentazone di attaccarti per prima cosa a Instagram o controllare WhatsApp, vale anche per la sera prima di addormentarti: leggi sul Kindle o sullo smartphone in modalità riposante per gli occhi, o ancora meglio sulla carta.
Evita di bere troppi caffè durante la giornata, soprattutto dopo le 16 e mai di sera, se fai fatica ad addormentarti. Vale anche per le bevande che contengono teina e caffeina, inclusi gli energy drink.
Respira! Per sopportare meglio il disagio provocato dall'ansia possono essere di grande aiuto tutte le tecniche che consentono di attenuare i sintomi fisici: esercizi di yoga, training autogeno, tutte le tecniche di respirazione.
Visualizza come Eleven
Un rituale che ti può aiutare si ispira a Eleven di Stranger Things.
- Siediti, anche per terra o sul letto, purché in una stanza sileziosa e tranquilla, in cui sei da sola.
- Legati un foulard sugli occhi e accendi un rumore bianco (Rumori Bianchi per Dormire è gratis e fa anche i rumori rosa, il suono della pioggia, dei grilli e dei tuoni).
- Respira in modo regolare e concentrati sulla situazione che ti crea l'ansia: falla succedere nella tua testa e guardati da fuori.
- Fai replay dei vari scenari che si possono presentare, anche quelli più stressanti e fai le "prove generali" di come ti comporteresti per risolverle o gestirle al meglio.
Hai visioni apocalittiche in cui va tutto malissimo? Parlarne con un terapeuta, o anche solo con una persona con cui ti fidi, ti aiuta a verbalizzare le tue paure e a ridimensionarle.













