Ho chiesto a ChatGPT che consigli darebbe a una ragazza che ha scoperto che il suo fidanzato l'ha tradita con una sua amica. Mi ha risposto con una serie di fasi di buon senso: parla con lui, parla con lei, rispetta quello che senti, cerca supporto, ricordati che meriti rispetto e via dicendo. Ho chiesto se avrebbe dovuto rompere con lui e ha risposto ancora una volta con molti se e molti ma. In sintesi: «Questa decisione è molto personale». Insomma, di fronte a un dilemma amoroso, non c'è modo di far decidere all'Intelligenza Artificiale: un po' come la tua migliore amica, non vuole prendersi la responsabilità di rovinarti la vita. A quanto pare è stata riprogrammata per non prendere posizioni nette.

In effetti fino a poco tempo fa non era così. Capitava che l'AI entrasse nel merito e dicesse cosa fare con frasi tranchant. Poi OpenAI ha annunciato il cambio di rotta: «Quando chiedi qualcosa come: ‘Devo lasciare il mio ragazzo?’, ChatGPT non dovrebbe darti un responso. Dovrebbe aiutarti a pensarci su, facendo domande, valutando pro e contro».



chatgpt non potrà più dare consigli di coppiapinterest
Sex and the City Productions, Darren Star Productions, Home Box Office

ChatGPT e i consigli di coppia

Sempre più persone usano l'Intelligenza Artificiale per chiedere consigli, esporre scenari, cercare soluzioni a problemi esistenziali o relazionali. Nel primo semestre del 2025, oltre il 27% delle interazioni quotidiane con ChatGPT ha riguardato tematiche personali o emotive e, secondo un recente sondaggio statunitense condotto da Match, quasi la metà della Generazione Z utilizza l'intelligenza artificiale per consigli sul dating. Si chiede all'AI di analizzare conversazioni Whatsapp, di suggerire battute per flirtare, di selezionare potenziali partner. Ma si va anche nel profondo, parlando a cuore aperto come a un diario: si scandagliano le profondità del proprio essere, si fa il punto sulla propria vita, i propri desideri, i propri sentimenti e lo si fa davanti a una chat, come di fronte a uno specchio. Qualcuno cerca uno psicologo a costo zero, altri un oracolo tecnologico che fornisca responsi e predizioni, altri ancora un amico che sappia ascoltare e comprendere. Eppure ChatGPT, secondo gli sviluppatori, dovrebbe limitarsi a supportare il ragionamento come come un «facilitatore di consapevolezze», senza andare oltre. Niente consigli amorosi troppo specifici, nessuna frase netta che spinga le persone a prendere decisioni relazionali sulla base di un parere non umano. Non dovrebbe mai proporre certezze immediate, ma solo «stimolare un processo di riflessione».

Per questo OpenAI ha deciso di introdurre, con l’aggiornamento 5.1, delle policy più stringenti alle risposte del chatbot focalizzandosi sull'impatto psicologico. È comprensibile che le persone chiedano pareri sulla propria vita e in certi casi si può rivelare utile per schiarirsi le idee ma, specie quando si tratta di questioni sentimentali, è rischioso affidarsi all'AI per prendere decisioni importanti. L'azienda ha quindi ripensato l'algoritmo e ha anche introdotto un limite nella durata delle conversazioni con degli avvisi che invitano a fare una pausa.

I rischi per la salute mentale

Questi aggiornamenti sono conseguenza dei primi segnali di allarme sugli effetti dell'AI sulla salute mentale. Da uno studio del servizio sanitario britannico è emerso come i chatbot, programmati per favorire l'engagement e l'affermazione del pensiero dell’utente, possano amplificare reazioni deliranti o grandiose in utenti già vulnerabili. Gli studiosi avvertono che c'è il rischio che le chat di intelligenza artificiale «confondano i confini della realtà e indeboliscano i meccanismi di autoregolazione». Per analizzare questi problemi e prevenirli, OpenAI ha costituito un advisory board internazionale, composto da esperti in salute mentale e interazione uomo-macchina con 90 medici, tra psichiatri e pediatri.

Per quanto riguarda le modifiche sui consigli sentimentali, è stato previsto un sistema di filtri e prompt secondari in grado di intercettare le richiesta di natura affettiva e modulare le risposte rendendole più generiche, sfaccettate e in grado di tutelare l'autonomia decisionale. «Riteniamo fondamentale che le persone mantengano il controllo sulle proprie vite affettive», ha fatto sapere un portavoce di OpenAI, «Gli algoritmi possono supportare la riflessione, ma non sostituire il giudizio e l’esperienza umana».