«Che cosa siamo?» Arriva un momento in cui la domanda sembra aleggiare nell’aria, impossibile da ignorare. Ci piacciamo ma non vogliamo impegnarci? Siamo esclusivi? Lui vedrà altre ragazze? Io sono pronta a impegnarmi? Le possibilità sono due: affrontare la conversazione o ignorare la cosa e fidarsi del proprio istinto. In entrambi i casi potrebbe presentarsi l’eventualità che la persona che ci piace voglia continuare anche altre frequentazioni altre e potremmo persino trovarci a valutare di accettare la cosa.

C’è chi parla, in questo caso, di tolyamory un mix tra “tolerate” e “polyamory” una sorta di poliamore (o più che altro una forma di non monogamia) tollerato, ma non necessariamente scelto con entusiasmo e piena volontà. Da quando si è diffuso il termine, ne è nato un certo dibattito, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti etici e il confine, piuttosto sottile (com'è evidente), con il, molto più tradizionale, tradimento.



che cos’è il tolyamory e come capire se la relazione è esclusivapinterest
Foto di Vlad Patana su Unsplash

Che cosa vuol dire "tolyamory"?

Il termine è stato coniato di recente da Dan Savage, autore di una nota rubrica di consigli sessuali. Nel suo podcast Savage Lovecast: ha parlato di una dinamica relazionale in cui uno o entrambi i partner di una coppia che si presenta come monogama di fatto chiudono un occhio sull'attività sessuale extraconiugale del partner. Non approvando attivamente la non monogamia, si limitano a tollerarla. Il termine ha suscitato critiche e opinioni contrastanti, anche da parte di chi ritiene che finisca per equiparare poliamore e tradimento dopo anni di tentativi di sensibilizzazione sul tema da parte degli attivisti. Con poliamore si intende l'avere contemporaneamente più di una relazione con coinvolgimento emotivo e/o sessuale verso più di un partner. C'è chi ha un partner primario e chi no, c'è chi ha uno schema di relazioni romantiche composto da tre persone (“throuple”o "triadi”) con coinvolgimento più o meno paritario e chi ha un legame molto forte con due persone, che non hanno un rapporto stretto tra loro. Il poliamore è una forma di non monogamia etica così come la relazione aperta che solitamente prevede un partner principale e la possibilità di avere relazioni sessuali con altri. Il fatto che si parli di non monogamie “etiche” pone l’accento sul consenso di tutte le parti che scelgono liberamente e felicemente di vivere questo tipo di relazioni nel rispetto di tutte le persone coinvolte (e con un notevole sforzo perché tutti si sentano a proprio agio), cosa che non ha nulla a che vedere con il tradimento.

Il caso del tolyamory, invece, è un po’ diverso perché una delle parti preferirebbe una relazione monogama e questo crea una certa ambiguità: siamo di fronte al semplice accettare o ignorare i tradimenti del partner, solo che lo chiamiamo con un nome nuovo? Su Reddit in molti ne sono convinti: «È un termine stupido», si legge in un commento selezionato da Vice, «Si tratta semplicemente di un tradimento che non ha mandato in frantumi una relazione». Non abbiamo bisogno di parole inventate per astenerci dal giudicare il partner che ha scelto di tradire».

È interessante notare che, a livello di dati, la Gen Z tende a essere piuttosto aperta verso le non monogamie. Un sondaggio condotto in 10 paesi dal sito di incontri Ashley Madison insieme YouGov nel 2024 su ragazzi tra i 18 e i 29 anni, ha scoperto che il 59% degli intervistati ha dichiarato di avere una relazione aperta e di averla scelta per vivere esperienze sessuali più ricche (65%), per limitare le pressioni e le aspettative su una sola persona (42%) e perché ritiene che sia semplicemente irrealistico che una sola persona possa soddisfare tutti i propri bisogni sessuali (51%). C’è, quindi, una notevole apertura verso forme di amore meno tradizionali, senza giudizio. Discorso ben diverso, invece, vale per il tradimento, soprattutto nel contesto italiano. I dati dell'Osservatorio Italiano sull’Infedeltà 2025, realizzato da YouGov, società globale specializzata in ricerche di mercato e analisi dei dati e promosso dall’app Gleeden, ha scoperto che 6 italiani su 10 ricercano una relazione stabile e il dato sale al 64% tra i ragazzi Gen Z. Il 73% ritiene che avere un rapporto esclusivo sia ancora possibile, quasi la metà (49%) considera la monogamia una condizione naturale e più dell’80% crede che sia possibile essere fedeli alla stessa persona per tutta la vita (siamo all'88% per la GenZ).

Ma allora cosa siamo?

Il problema del tolyamory, come fanno notare in molti nei commenti online, è la mancanza di chiarezza e lo squilibrio che rischia di venirsi a creare. Se c’è chi finisce per accettare la non monogamia perché, magari, si rende conto di non poter soddisfare i bisogni sessuali del partner (ad esempio in caso di asessualità o semplicemente di una relazione di lunga data quando il desiderio cala), tra i motivi che spingono ad accondiscendere a una coppia aperta senza desiderarlo davvero ce ne sono altri che comprendono la dipendenza finanziaria ed emotiva, la conformazione della famiglia (la presenza di figli, ad esempio) e anche lo stigma sociale. Se il poliamore implica una negoziazione intenzionale e consensuale, dunque, nel caso del tolyamory spesso mancano trasparenza e un accordo reciproco. Per questo è fondamentale affrontare certi temi già all’inizio della frequentazione.

«Quando chiedo a un cliente se ha una relazione esclusiva, non è raro che risponda di sì, o che "creda di sì", aggiungendo quanto sia meravigliosa l'altra persona e quanto sia affettuosa e coinvolta», racconta lo psicologo Hal Shorey su Psychology Today, «Ma poi chiedo se hanno avuto una conversazione diretta e la risposta è no». Parlare e negoziare ci fa paura, ma è anche l’unico modo per distinguere una relazione sana - sia essa monogama o meno - da un rapporto poco chiaro e potenzialmente doloroso. Si può introdurre il discorso con il semplice «Che cosa siamo?» o manifestare le proprie intenzioni di voler esplorare il rapporto in modo esclusivo chiedendo all'altra persona che ne pensa. Nel caso in cui le volontà non dovessero coincidere si può scegliere di scendere a compromessi e persino di abbracciare il tolyamory, ma è importante essere consapevoli di quello a cui si sta rinunciando, del perché di questa scelta e mantenere aperto il dialogo. «Non ci sono risposte giuste o sbagliate. Ci sono solo preferenze e visioni del futuro», osserva Hal Shorey, «Se chiedi a qualcuno di uscire con te in modo esclusivo e ti dice "No", non sei stato tradito. Potresti sentirti triste e deluso, certo, ma se hai scelto il momento giusto, non devi sentirti abbandonato o con il cuore spezzato... e non devi nemmeno uscire dalla situazione con rabbia o disprezzo per l'altra persona. La conversazione e il suo esito possono concludersi con te che difendi la tua integrità personale e hai la possibilità di amare te stesso e l'altra persona, oppure con l'altra persona che prosegue per la sua strada con rispetto e dignità».