C’è un esperimento che potete fare, se avete amici single da qualche anno e volete vederli rabbrividire: chiedete loro di descrivere la propria esperienza sulle app di dating usando una sola parola. Quando la giornalista Rachel Thompson l’ha fatto per un libro uscito quest’anno, ha ottenuto le stesse risposte che darebbero dei reduci sopravvissuti alla guerra: «Infernale», «straziante», «tremendo».

Alcuni citano l’allucinante noia di fare la stessa sterile conversazione giorno dopo giorno: «hey», «che fai?», «e quindi hai fratelli o sorelle?». Altri trovano intollerabile la sistematica discrepanza tra quel che viene mostrato in un profilo e la realtà, tra foto vecchie di anni e menzogne vere e proprie. Ma, quando ci si trova a parlarne tra amici con un po’ di sincerità, il punto è quasi sempre uno solo: un profilo su un’app, semplicemente, non può sostituire il genere di chimica che si instaura tra due persone che si vedono per la prima volta a una festa, in biblioteca, alle macchinette del caffè.

Il fenomeno ha persino un nome, «swipe fatigue». E, per fortuna, c’è un numero crescente di persone che si sta adoperando per contrastarla. Naturalmente, le serate per single e gli eventi di speed dating esistevano ben prima che ci fossero Hinge e Tinder. Attorno a questo genere di eventi, però, è sempre aleggiato un certo senso di disagio, almeno agli occhi di chi credeva di non aver bisogno di spazi dedicati alle persone single per rimorchiare.

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Illustrazioni di Enrica Zaggia

Andare a uno speed dating era una specie di ammissione di sconfitta, qualcosa che facevi quando tutto il resto aveva fallito. Oggi quel giudizio si sta ribaltando, soprattutto tra ventenni e trentenni che non ne possono più di incontrare persone online. Così, i nuovi eventi per single si posizionano attivamente in contrasto alle dating app, a partire dai nomi, che spesso fanno attivamente riferimento alla volontà di portare il corteggiamento fuori dalle dating app.

In varie città europee, da Londra ad Amsterdam, vanno per esempio fortissimo gli eventi di Bored of Dating Apps, che propone serate per single spesso incentrate attorno a specifiche attività, dallo yoga al tramonto alle giornate alle terme. La stessa fondatrice ha raccontato di aver trovato il suo compagno proprio a uno di questi eventi: si sono sposati da poco. Il loro formato più apprezzato e riconoscibile è quello delle serate chiamate «bookshop meet-cute», durante le quali ci si dà appuntamento in una libreria per conoscersi, parlando dei propri gusti in fatto di libri.

In Italia, una serie di eventi simili è stata organizzata da Ostello Bello in collaborazione con Libraccio in una decina di città, e portano il nome di Te lo leggo negli occhi. Il punto, al di là dei format creativi, è che questi eventi offrono qualcosa che le app non possono dare: un contesto.

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Illustrazioni di Enrica Zaggia

Come ha spiegato la sociologa Rachel Katz, si tratta di spazi e situazioni in cui è socialmente accettato attaccare bottone con uno sconosciuto, provarci, scambiarsi il numero. Ed è un sollievo enorme per le tante persone che hanno disimparato l’arte di incontrare qualcuno dal vivo senza risultare molesti o fuori luogo. Di attività ce ne sono per tutti i gusti: in America e nel Regno Unito negli ultimi due anni sono spuntati club di scacchi, running club e serate giochi da tavolo specificatamente per single.

A inizio anno ha fatto particolarmente parlare di sé una serata per single a New York in cui i partecipanti potevano fare la lotta tra loro, all’interno di una sorta di ring di wrestling; a Londra, soprattutto nella comunità lesbica, le serate wrestling private vanno fortissimo. E l’azienda Thursday, nata a Londra ma attiva anche a Milano e Roma, organizza eventi per single dividendo i partecipanti in base alle fasce d’età e al loro orientamento sessuale, in modo da creare spazi offline anche per la comunità queer: nel tempo hanno proposto giornate in montagna a sciare per single, picnic, serate dedicate alla scoperta di profumi di nicchia o ai vini naturali.

A Trieste, invece, la compagnia del Teatro Miela organizza ogni mese gli “Speed Date Antifragili”: è pensato anche solo per fare amicizia tra giovani appassionati di teatro, ma molti partecipanti nutrono anche qualche speranza ulteriore. Mal che vada, c’è sempre la possibilità di tornare a casa con un nuovo amico, un libro consigliato, o semplicemente la sensazione di aver passato una serata fuori dal loop infinito dello swipe.