C'è questa idea che si alimenta di narrazioni e luoghi comuni per cui il dolore unisce. Un dramma, un lutto, una perdita, un momento di forte difficoltà certo possono unire, ma costituiscono pur sempre una zona di confine dove le diversità si intensificano e le ferite sanguinano. «I legami più forti sono anche i più fragili» avverte il trailer di Sei fratelli, il nuovo film di Simone Godano con Riccardo Scamarcio attualmente nelle sale italiane. È la storia di una famiglia - di figli e figlie di uno stesso padre, ma con madri diverse - che ci spinge a domandarci che cosa "famiglia" effettivamente significhi e come i legami di sangue si mescolino con la vita e plasmino le identità.

La trama del film prende le mosse dalla morte di Manfredi Alicante (Gioele Dix) che, quando gli viene diagnosticato un cancro in fase avanzata decide di togliersi la vita. La sua scomparsa riunisce i suoi cinque figli Marco (Riccardo Scamarcio), Guido (Adriano Giannini), Leo (Gabriel Montesi), Gaelle (Claire Romain) e Mattia (Mati Galey) nella casa paterna di Bordeaux. I rapporti tra i fratellastri, che hanno tutti diverse madri biologiche, non sono buoni e le cose si complicano quando, all’apertura del testamento, si presenta Luisa (Valentina Bellè), la sesta figlia di Alicante di cui gli altri ignoravano l'esistenza e si scopre che il padre ha lasciato ai figli mezzo milione di debiti.

Per quanto la famiglia descritta da Godano (al suo quarto lavoro dopo Moglie e marito, Croce e delizia e Marilyn ha gli occhi neri) sia disfunzionale e strutturalmente complicata, le difficoltà relazionali tra i fratelli non sono molto diverse da quelle che ogni famiglia si trova in certa misura ad affrontare. Nella crisi che vivono i sei fratelli c'è il lutto, il dolore per la perdita del padre, la necessità di metabolizzare una figura paterna a cui ognuno ha attribuito responsabilità diverse. Ci sono i litigi, le scenate, gli scoppi d'ira, ma anche gli abbracci e il tentativo di fare un passo, forse, oltre il proprio egoismo e verso una forma di unità che superi l'illusione della famiglia perfetta con i suoi ruoli e le sue maschere.