Basta dire due parole - «come osate» - e ci torna in mente una Greta Thunberg arrabbiata, sull'orlo delle lacrime che sfida i potenti del mondo dicendo: «Io dovrei essere a scuola e non a occuparmi di queste cose». Il discorso all'ONU dell'attivista svedese è rimasto impresso nel nostro immaginario, è diventato un'icona del nostro tempo, ha ribaltato la prospettiva. Ieri Greta, ci ha regalato un altro iconico speech: era a Milano in occasione della Pre Cop26 sul clima ed è salita su un palco molto più rilassata e quasi scherzosa (del resto l'ha detto lei stessa che oggi è più felice). Thunberg ha pronunciato un altro discorso che - siamo già sicuri - farà la storia. Tre parole, questa volta: «Bla, bla, bla».

«Ricostruire meglio: bla, bla, bla. Green economy: bla, bla, bla. Emissioni zero entro il 2050: bla, bla, bla». Greta Thunberg ha fatto letteralmente il verso ai politici globali con le loro vane parole. Sono gli stessi politici che l'attivista svedese ha bacchettato la scorsa primavera: «La crisi climatica è in rapida escalation», aveva tuonato su Twitter lo scorso giugno, «Eppure i leader del G7 sembrano davvero divertirsi nel resort a presentare i loro vuoti impegni sul clima e a ripetere vecchie promesse non mantenute: ovviamente questo richiede una celebrazione con tanto di bistecche e aragoste sul barbecue, mentre jet aerei eseguono acrobazie nel cielo!». Insomma, Greta è stufa e arcistufa di doversi interfacciare con leader che non prendono sul serio la crisi climatica e sostiene che le politiche avviate finora per raggiungere la cosiddetta “neutralità carbonica” siano insufficienti. «Bla bla bla, sono 30 anni che sentiamo bla bla bla», ha detto senza mezzi termini inaugurando la conferenza “Youth4Climate: Driving Ambition” che si terrà a Milano dal 28 al 30 settembre con la presenza di 400 giovani attivisti e i rappresentanti delle istituzioni internazionali allo scopo di discutere di possibili strategie per migliorare la situazione climatica.

«I nostri leader difettano di azione ed è intenzionale» ha poi proseguito Thunberg. «Invitano i giovani a questi meeting per far vedere che li ascoltano, ma non è vero. Le emissioni continuano ad aumentare, la scienza non mente» ha ribadito durante la conferenza a cui ha partecipato anche Vanessa Nakate voluta proprio da Greta come testimone dell'attivismo ambientalista in Africa. Secondo Thunberg le proposte dei politici «Sembrano meravigliose» sulla carta, ma non hanno mai davvero concretezza. Nessuno si salva, come ha spiegato al Guardian nemmeno la prima ministra neozelandese Jacinda Ardern ha tenuto fede alle sue promesse: «Ad aprile, è stato rivelato che le emissioni di gas serra della Nuova Zelanda erano aumentate del 2% nel 2019» ha spiegato sostenendo che nessun politico finora è riuscito davvero a stupirla. «Finora» , ha detto a Milano, «non hanno portato ad azioni concrete. Le nostre speranze e ambizioni annegano nelle loro promesse vane». Una dichiarazione lapidaria, ma Thunberg non ha smesso di parlare di speranza : «Possiamo farcela, il cambiamento è possibile e necessario, ma non se continuiamo così». Questo è il nodo cruciale, questo è il messaggio racchiuso nel ritornello "bla, bla, bla" che assume un nuovo significato. Questo dev'essere il punto di partenza.