Se pensate che in Euphoria i capelli siano solo una scelta estetica, vi state perdendo metà del racconto. Nella serie creata da Sam Levinson (la terza stagione è su HBO Max, Sky e Now), ogni dettaglio visivo ha un significato preciso — e le acconciature sono tra gli strumenti più potenti per mostrare l’evoluzione dei personaggi, stagione dopo stagione.
Dietro questi look iconici c’è un lavoro meticoloso che parte molto prima del set. La responsabile del reparto hair, Kim Kimble, costruisce moodboard dettagliati che vengono condivisi con costumisti, make-up artist e showrunner. Anche gli attori contribuiscono con idee e riferimenti personali, ma è sempre la sceneggiatura — insieme agli abiti — a guidare la direzione finale. Il risultato è uno stile visivo coerente, ma in continua evoluzione, proprio come i personaggi che racconta.
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Un’estetica riconoscibile (ma mai statica)
Il look di Euphoria è diventato immediatamente iconico: naturale ma costruito, effortless ma studiato nei minimi dettagli. Piastre lisce, onde morbide, texture naturali e styling mai troppo rigidi convivono per creare un’estetica che sembra spontanea, ma non lo è mai davvero.
Ed è proprio qui che sta la forza della serie: ogni personaggio usa i capelli come una vera e propria estensione della propria identità. Non solo per distinguersi, ma per raccontare cosa sta vivendo.
Jules, Cassie, Maddy e Rue: quattro evoluzioni diverse
Il percorso di Jules Vaughn è forse il più evidente. Nella prima stagione porta capelli lunghi con punte rosa pastello, simbolo di una femminilità costruita e quasi performativa. Con il tempo, però, qualcosa cambia: Jules smette di sentire il bisogno di dimostrare chi è. I colori si scuriscono, le lunghezze si accorciano, fino ad arrivare al bob deciso della seconda stagione, che riflette una nuova consapevolezza. Anche Hunter Schafer ha raccontato quanto quel taglio fosse liberatorio, dopo anni in cui, da modella, non aveva potuto toccare i suoi capelli.
Se Jules evolve verso la libertà, Cassie Howard fa il percorso opposto. I suoi capelli sono uno specchio diretto della sua fragilità emotiva: dalle onde morbide e naturali della prima stagione — da “ragazza della porta accanto” — passa a styling sempre più perfetti e controllati. Nel finale della seconda stagione, le ciocche lisce e impeccabili raccontano chiaramente il suo tentativo di trasformarsi, di diventare qualcun’altra (e perché proprio Maddy?), inseguendo un’idea di amore che la destabilizza.
Totalmente diversa è l’identità visiva di Maddy Perez. Fin dall’inizio, il suo stile è forte, riconoscibile, dichiarato. Chignon effetto bagnato, raccolti alti e appuntiti, baby hair curatissimi: ogni dettaglio richiama un’estetica anni ’90 che comunica sicurezza, controllo e consapevolezza. Maddy non cambia per adattarsi agli altri — e i suoi capelli lo dimostrano. Lei è la vera diva di Euphoria.
E poi c’è Rue Bennett, l’eccezione. A differenza delle altre, il suo look resta quasi immutato. Ricci naturali, styling minimale, spesso spettinati. È una scelta precisa: i capelli di Rue raccontano il suo distacco, il suo “non mi importa”, ma anche il fatto che la sua attenzione è altrove. Nella seconda stagione, durante la sua ricaduta, quell’apparente trascuratezza diventa un segnale visivo potentissimo. Lei non pensa al look, ha altro per la mente e questo è stato trasposto con cura millimetrica dagli addetti al reparto
Cosa aspettarci dalla stagione 3?
Con il salto temporale di cinque anni tra la seconda e la terza stagione di Euphoria è inevitabile aspettarsi un’evoluzione ancora più marcata. I capelli tornano a essere un indizio chiave per capire chi sono diventati questi personaggi — e cosa hanno vissuto lontano dallo schermo.
Perché in Euphoria nulla è lasciato al caso. E sì, anche un taglio di capelli può raccontare una storia intera.

















