Più della tragica fine del personaggio di Nate Jacobs (Jacob Elordi) e più della scena di sesso esplicito con Sydney Sweeney, la penultima puntata della terza stagione di Euphoria ha fatto discutere - incredibile ma vero - per un altro tipo di corpo, per di più apparentemente sano. Stiamo parlando di quello di Homer Gere (26 anni), il figlio del celebre Richard che in Euphoria interpreta Dylan e che nella puntata "Con la pioggia e con il sole" si è mostrato a petto nudo, ma senza il classico six-pack di addominali ormai immancabile in tutti i personaggi maschili di molte serie tv (cifofonare Off Campus).



Ma è davvero possibile che una massa grassa superiore al 10% possa scatenare tutto questo clamore? A quanto pare sì, in un'epoca ancora tristemente dominata da standard fisici irrealistici.

Cosa dice la "pancetta" di Homer Gere sul modo in cui raccontiamo i corpi sui media

Sembra che gli apparenti progressi fatti con il movimento body positive negli ultimi anni per le donne abbiano avuto un impatto minimo sulla percezione riguardo ai fisici degli uomini, oggi più che mai sotto la lente di ingrandimento.

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Se già tra gli anni '90 e i primi 2000 il genere femminile ha dovuto combattere con una forte grassofobia più o meno interiorizzata, oggi ad essere oggetto di attenzioni ossessive - quasi per una sorta di perfida legge del contrappasso - sono soprattutto gli uomini, che non solo sono giudicati male se non vanno in palestra, ma che vengono definiti «morbidi» o «in sovrappeso» anche se sfoggiano dei fisici perfettamente nella norma.

Chi ha contribuito tantissimo ad alzare l'asticella fisica per i maschi è stata probabilmente la cultura dei gymbro, che sui social in tempi non sospetti hanno iniziato a raccontare l'ossessione per la palestra come uno status symbol di virilità. Scontato dire che questo tipo di racconto ha una forte dose di tossicità, e contribuisce a far sentire in difetto chi non ha il tempo di dedicarsi a lunghe sessioni di allenamento o il privilegio economico di comprare cibi sani e integratori proteici, solitamente più cari rispetto al junk food.

Ecco che, paradossalmente, in un clima del genere un corpo come quello di Homer Gere, del tutto standard, viene percepito come una straordinaria eccezione sui media, dove sembra siano sparite per sempre le classiche maniglie dell'amore. Registi come Ryan Murphy, in questo senso, hanno contribuito moltissimo ad aumentare a dismisura le aspettative sui corpi maschili, selezionando in modo chirurgico dei modelli irrealistici per la stragrande maggioranza dei suoi attori (pensiamo, ad esempio, ai due protagonisti della seconda stagione di Monsters, Cooper Koch e Nicholas Chavez, iper fisicati e sostanzialmente perfetti).

Se un corpo normale diventa eccezionale abbiamo un problema

Sembra surreale, ma siamo persino arrivati al punto in cui si è parlato di «fat representation» riguardo a questa tanto discussa puntata di Euphoria, segno evidente che alcune categorie sono completamente saltate, e che abbiamo un disperato bisogno di guardarci allo specchio, tutti quanti, con occhi diversi, smettendo di colpevolizzarci per qualche chilo in più o in meno e affidandoci solo ed esclusivamente ad esperti del settore per parlare di alimentazione, sport e - soprattutto - di salute mentale. Fare solo affidamento ad uno schermo non potrà che farci del male.

Chi è Homer Gere

Nato dalla relazione tra Richard Gere e la sua seconda moglie Carey Lowell, Homer Gere (un passato da cantante in una band punk) è laureato in Psicologia e Arti Visive alla Brown University. Prima di Euphoria, aveva recitato soltanto in alcuni piccoli cortometraggi indipendenti, restando completamente lontano dai riflettori di Hollywood.

Secondo IMDb, il giovane entrerà presto anche nel cast di The Shards, la nuova serie firmata da Ryan Murphy tratta dal romanzo di Bret Easton Ellis. Un progetto molto atteso che potrebbe consolidare definitivamente il suo ingresso nel panorama hollywoodiano.