Il 22 agosto è arrivato al cinema il primo film da regista di Zoë Kravitz, Blink Twice: parla di un miliardario (Channing Tatum) che organizza festini a base di sesso e droga sulla sua remotissima e lussureggiante isola privata, luogo in cui in realtà agli ospiti, soprattutto alle ragazze, accadono cose terribili e inquietanti. Non è un mistero che la sceneggiatura di Kravitz sia una citazione del caso Jeffrey Epstein - miliardario con un'isola privata amico di tutti i grandi della terra che, prima di morire suicida nel 2019, aveva messo su un intricato sistema di prostituzione, anche con minorenni - tanto che il titolo originario del film sarebbe dovuto essere, appunto, "Pussy Island". Oggi, alla luce di quanto sta accadendo nel mondo della musica americana dopo l'arresto del produttore e rapper Sean Combs aka Diddy (noto ai Millennials come Puff Daddy), per tanti il primo film di Kravitz altro non è che una metafora dei freaks off party, le feste selvagge a base di droga, sesso, violenza e ragazze minorenni costrette a fare sesso a pagamento davanti alle telecamere, organizzate per anni da Diddy, nella connivenza dei suoi amici altrettanto famosi, nelle sue ville a Miami e agli Hamptons.

Partiamo dunque dalla fine di questa storia (almeno per adesso): il produttore, 54 anni, tra i nomi più potenti e noti della musica internazionale, è stato arrestato il 16 settembre con accuse gravissime, ovvero tratta di esseri umani a scopi sessuali, lavoro forzato, rapimento, corruzione e ostruzione alla giustizia. Diddy negli anni è stato oggetto di diverse denunce per reati e violenze sessuali da parte delle sue ex, l'ultima delle quali, Cassie Ventura, lanciata a novembre scorso. Pur se chiusa con un patteggiamento, quella causa civile ha aperto un vaso di Pandora che ha portato decine di donne e uomini a confessare di essere stati abusati e picchiati selvaggiamente da Diddy e dai suoi collaboratori più fidati (alcuni di loro, insieme al figlio del produttore King, sono coinvolti nell'indagine) durante questi party a sfondo sessuale. Le denunce hanno portato poi all'inchiesta, in essere da marzo, e all'arresto di Diddy, oltre che al blitz nella sua villa dove sono stati confiscati tutti i video e le registrazioni accumulati negli anni dal produttore, ben 1000 bottiglie di olio idratante per bambini (serviva, pare, per rendere scivoloso il pavimento e impedire alle ragazze di scappare) e narcotici.

Il problema è che Diddy ha amici altrettanto potenti. E che star di ogni genere e grado potrebbero aver partecipato a questi festini, o peggio

los angeles february 15 l r actor ashton kutcher, kim porter, music producer sean p diddy combs and actor leonardo dicaprio attend the 2004 nba all star game held at the staples center, february 15, 2004 in los angeles, california photo by vince buccigetty imagespinterest
Vince Bucci//Getty Images
Puff Daddy con Leonardo Di Caprio e Ashton Kutcher nel 2004

Kim Kardashian, Leonardo Di Caprio, Ashton Kutcher, Jennifer Lopez (che con lui ha avuto una lunga relazione). E poi ancora Usher e Justin Bieber, suoi protetti sin da quando erano ragazzini. A tremare anche Jay Z e Beyoncé. Basta nominare una star della musica o di Hollywood di grosso calibro per reperire facilmente online una sua foto con Diddy, a casa sua o a un evento importante. Molti amici del produttore si sono già distanziati pubblicamente da lui, come Mary J Blige e 50 Cents. Alcuni si sono detti sconvolti della situazione (Bieber). Altri ancora sono rimasti in silenzio per capire come tutelarsi in vista del processo. La sensazione generale è che chi ha partecipato alle feste di Diddy - ovvero chiunque - sapesse cosa accadeva quando i bambini venivano mandati via (i party erano spesso organizzati con un "prima" per famiglie e un seguito adults only). C'è chi potrebbe addirittura aver partecipato alle orge macchiandosi di episodi di violenza o intrattenendo rapporti sessuali con minorenni: i video sequestrati nella villa del produttore diranno di più. Considerato che il giudice ha rifiutato la proposta di cauzione avanzata dagli avvocati del produttore e che si andrà a processo, molti di loro potrebbero essere chiamati a testimoniare: i nomi più influenti in ballo sono quelli di Jay-Z, suo grande amico di gioventù, di Jennifer Lopez e di Justin Bieber e Usher, appunto, che con Diddy hanno addirittura vissuto quando erano ancora adolescenti e agli inizi della carriera. Si prepara un MeToo della musica, esattamente come fu quello successivo all'arresto del produttore cinematografico Harvey Weinstein, senza precedenti: ormai indietro non si può tornare.