C’è un’età in cui ogni emozione brucia. Dove i sogni iniziano a farsi voce, e la voce diventa storia. Per LUK3, questa età ha un numero preciso: Diciotto. Titolo del suo primo EP. Un manifesto emotivo, un ritratto sincero della sua generazione. Sei tracce che raccontano la corsa fragile e potente verso l’età adulta, tra paure, desideri, prime volte e malinconie. Un progetto che non cerca effetti, ma verità. «È il racconto dei miei diciotto anni: c’è la mia verità. Spero che tanti ragazzi della mia età, più piccoli o più grandi, possano rivedersi nelle mie parole, sia nei momenti di fragilità che in quelli di spensieratezza. Racchiude, semplicemente, la mia persona». E così LUK3 – al secolo Luca Pasquariello – classe 2007 di Marcianise, dopo Amici stringe le mani con la forza di chi custodisce un sogno nato in una cameretta con delicatezza.

Se dovessi scegliere un posto nel mondo, legato alla tua vita, in cui ti piacerebbe cantare questo ep, quale sceglieresti?

«Sceglierei il posto in cui sono cresciuto, dove tutto è partito: dalla mia cameretta. In realtà potrei fare un concerto dal balcone della mia cameretta con tantissima gente sotto».

Diciotto sono gli anni di svolta, per te cosa ha rappresentato la maggiore età?

«Un momento di crescita non indifferente. In più compiere diciotto anni all’interno della scuola di Amici ha inciso ancora di più. Ho preso consapevolezza di tutto quello che stavo facendo, di quanto stessi crescendo».

Sei nostalgico oppure sei curioso di crescere?

«Ho tanta voglia di scoprire e di sapere come sarà il mio futuro. Quindi ti dico che ad oggi no non guardo al passato».

Ma avvicinarsi all’età adulta non spaventa?

«Molto, lo dico anche nei miei pazzi, parlo spesso di futuro. È qualcosa che a quest’età, nonostante abbia molto chiaro cosa voglio dalla vita, è tutto un’incognita».

Dentro Amici è nato anche l’amore, che cosa ha significato l’incontro con Alessia?

«In un momento in cui con la musica stava succedendo qualcosa di incredibile, l’incontro con Alessia è stata un po’ la ciliegina sulla torta. È bellissimo aver trovato fuori dalla scuola la stessa persona che avevo lasciato dentro. Ci supportiamo tanto, lei per la mia musica, io per la sua danza».

Da TikTok ad Amici, a un pubblico sempre più vasto, fino a un ep. A breve incontrerai i tuoi fan, quante volte hai immaginato questo momento?

«È stranissimo pensare agli inizi: su Tiktok con la chitarra a guardare proprio quel programma. Oggi è tutto nuovo, diverso, bellissimo con un ep e un in-store tour. Un traguardo piccolo per l’ambizione che ho di vita in generale, ma sono tanto fiero e contento di quello che sto facendo e felicissimo di poter finalmente incontrare le persone che mi seguono».

Tra i brani dell’ep c’è una frase che ti rappresenta al meglio?

«In Roma lo sa canto: “Sentirsi grandi e dirsi buona fortuna, per questi tempi che ci fanno paura”. Qui racchiudo tutto: l’amore che a diciotto anni è presente, totalizzante, e il futuro con le sue paure«

Cosa rappresenta la musica?

«È una compagna di vita. Mi accompagna sempre, anche nei momenti più spensierati, mi conosce. Ho capito ancora di più quanto fosse importante durante il percorso ad Amici, anche grazie a Maria che mi ha fatto comprendere l’essenza della musica».