Il fatidico giorno è finalmente arrivato: il 7 marzo Lady Gaga ha pubblica Mayhem, il suo nuovo album, arrivato a distanza di cinque anni da Chromatica, vincitore del Grammy del 2020. «Mayhem è affrontare chi sono davvero e sperare che aiuti chi mi ascolta a fare lo stesso» ha raccontato Lady Gaga in un'intervista rilasciata appena prima del release, spiegando come il suo nuovo progetto artistico sia una «rivisitazione della mia prima musica» ovvero un omaggio a «lo stile che mi ha resa chi sono» perché «sono l’inventrice della mia stessa arte e voglio celebrare questo oggi».

Unendo le radici di The Fame, l'album di esordio del 2008, alle esperienze accumulate nel corso di quasi 20 anni di carriera, Lady Gaga racconta di essere davvero riuscita a «essere a capo della mia produzione, creando un team per realizzare davvero quello che avevo in mente». Un grazie speciale, continua l'artista, va al team di produzione, tra cui figurano i nomi di Andrew Watt, Cirkut e l'attuale compagno Michael Polansky: «Il mio fidanzato è stato il miglior produttore esecutivo perché tutti i giorni era in studio a coordinare. È stata un’esperienza molto bella quella che abbiamo condiviso».

Ora che abbiamo una visione generale di Mayhem, andiamo a vedere più da vicino le tracce: 14 brani ispirati alla cultura ballroom, che mescolano senza paura momenti elettronici ad altri più puramente pop, ballate cupe e momenti groovy-rock. Ascoltando il nuovo album di Lady Gaga si nota una sorta di divisone tra un inizio piuttosto cupo e oscuro mentre, a partire dalla metà, i brani si fanno più leggeri, mettendo al centro l'amore in tutte le sue sfumature.

Tra i brani che promettono di entrare nell'Olimpo per i fan di Gaga, e non solo, ci sono due brani che richiamano più direttamente i primi successi dell'artista. C'è "Zombieboy" che è una sorta di celebrazione della cultura festaiola, in cui poter abbracciare la vita nel pieno della sua libertà; ma c'è anche "Perfect Celebrity" che molti hanno individuato come una sorta di continuazione del discorso di "Paparazzi". In questa traccia, Lady Gaga parla apertamente dei meccanismi distorti dell'industria musicale e, nel frattempo, si incolpa di essere stata così a lungo parte di questo gioco: tutto per poter realizzare il suo desiderio di essere famosa.

Sullo stesso mood è "Shadow of a Man" dove la cantante riflette nuovamente sull'industria musicale, raccontando le difficoltà incontrate in quanto artista donna a cui viene chiesto di fare sempre il doppio del lavoro dei colleghi, con la promessa però di poter raggiungerne solo la metà dei risultati. Di tutt'altro tono sono: "Blade of Grass", che è un omaggio al compagno; la sensuale "Killah", insieme al dj francese Gesaffelstein; "Vanish Into You" con la sua ispirazione al rock di David Bowie; la dolcezza pop di "How Bad Do U Want Me".

Ascoltando Mayhem, ognuno può ritrovare la parte di Lady Gaga, a cui si sente più affine, perdendosi e ritrovandosi in questo gioco acustico a cui l'artista ha lavorato cercando soprattutto di divertirsi. In un'intervista a Billboard Usa, Lady Gaga ha raccontato a proposito delle prime reazioni all'uscita di Mayhem: «Ho visto i Little Monsters essere così fantastici per quasi 20 anni. Ma non ci vedevo così da molto tempo. [...] Tra la danza, il trucco, i capelli, i costumi, mi dà così tanta vita e sono davvero onorata. Tutto ciò che voglio fare è creare qualcosa che premi play e ti fa sentire bene per tutta la durata del disco. E forse poi lo ascolti di nuovo».