«La mia paura più grande nei concerti è annoiare», così ha esordito Filippo Maria Fanti, in arte Irama, quando lo abbiamo raggiunto alla vigilia del suo primo concerto allo stadio San Siro di Milano, lo stadio più grande d’Italia. A giudicare dalle oltre due ore di show andate in scena ieri sera davanti a decine di migliaia di persone, può stare tranquillo: il primo San Siro della sua carriera è stato tutto fuorché noioso, anzi, è stata una festa lunga dieci anni, costruita alternando momenti di intimità a scenografie spettacolari, ballad e momenti da grande show pop, ospiti a sorpresa e continui cambi di atmosfera.

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Irama sceglie di partire da lontano, letteralmente, iniziando il concerto dalla nuova terrazza panoramica dello stadio, il San Siro Skywalk, diventando il primo artista a utilizzare quello spazio durante un concerto. Da lassù intona una versione acustica di "Tu no", quasi fosse un ringraziamento collettivo prima che lo spettacolo entri nel vivo. È il momento più intimo della serata, quello che lui stesso ci ha raccontato come un pre-show pensato per connettersi con il pubblico. Poi basta, la musica si ferma e a noi non resta che aspettare che lui riesca a scendere. Da lì, un brindisi dietro le quinte con la band che vediamo dai maxi schermi, e si va in scena. Al centro dello stadio domina il gigantesco rosone gotico alto dieci metri che fa da cuore visivo del concerto, mentre il palco led reagisce ai movimenti dell'artista. Sopra le teste del pubblico migliaia di braccialetti luminosi sincronizzati dalla regia si accendono e si spengono creando onde di luce colorate che attraversano lo stadio.

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La scaletta ripercorre tutte le anime del cantautore. Dopo l'apertura con "Galassie", arrivano subito "Bazooka" e "Lentamente", seguite da "Ali", "Bella e rovinata", "Polvere" e "La ragazza con il cuore di latta". Poi nella parte centrale Irama parte con noi per un viaggio tra il mondo delle ballad, le suggestioni flamenco e la dimensione più pop e ballabile. Durante "Mediterranea" le ballerine invadono il sotto palco trasformandolo in una grande festa estiva, mentre su "Yo Quiero Amarte" ed "È la Luna" il cantante si siede accompagnato dalle percussioni in un momento raccolto e quasi da jam session. Tra un brindisi e l'altro con i musicisti, Irama alza il bicchiere verso il pubblico: «Al nostro San Siro». E lo stadio risponde in visibilio.

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I momenti più emozionanti arrivano però quando decide di abbattere ogni distanza con i fan: durante "Nera" scende tra il pubblico, fa cantare due spettatori e invita tutti a fidarsi di lui chiudendo gli occhi per qualche secondo. Poi se ne va e quando torna sul palco non è più solo, c’è Annalisa con lui, con cui intona di nuovo "Tu no". Poi si abbracciano tra gli applausi del pubblico che accoglie calorosamente la cantante, che proprio ieri ha annunciato il suo primo concerto a San Siro, il 12 giugno 2027. Più tardi chiama sul palco una ragazza scelta tra la folla per interpretare con lui "Un respiro", perché «Questo stadio è nostro», dice e quindi è giusto che anche il pubblico partecipi alla sua festa. I due cantano tenendosi per mano mentre il pubblico accompagna ogni parola. La parata degli ospiti, oltre ad Annalisa, vede “Luna Piena” con Rkomi, Arisa che presta la sua voce a "Senz'anima" e soprattutto Giorgia, salutata dai cori quando esce dal palco dopo aver cantato “Buio” con Irama. C'è spazio anche per i brani più amati dai fan della prima ora, da "Mi mancherai moltissimo" a "Tornerai da me", passando per "Dedicato a te", e per il nuovo singolo "Cabana", per il quale chiama sul palco (dal pubblico) Stella, la ballerina del video del singolo, con cui mette in scena tutta la potenza del flamenco della canzone.

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Nel finale, Irama chiede a tutti di accendere San Siro. Migliaia di torce dei telefoni illuminano "Ovunque sarai", uno dei pezzi imperdibili dell’artista. Poi se ne va e il concerto sembra finito, solo per poi riuscire all’ultimo quando le persone iniziavano a non sperarci più, per cantare "La genesi del tuo colore", a chiudere una serata che non è stata celebrata come un punto d'arrivo, ma come una grande festa. Del resto, alla vigilia Irama lo aveva detto chiaramente: «Non lo vedo come un traguardo e nemmeno come un nuovo inizio. È un grande concerto, una grande festa». Ecco, ieri sera a San Siro è stato esattamente questo. Un grande concerto. Ma anche la fotografia perfetta di un artista che, dopo dieci anni di carriera e 55 dischi di platino, ha finalmente trovato il modo di godersi il momento mentre lo sta vivendo.