Domenica 21 luglio, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha ritirato la sua candidatura alle elezioni presidenziali previste per il 5 novembre 2024, annunciando pubblicamente il suo sostegno per la vicepresidente, Kamala Harris e aprendo, di fatto, per i Democratici una corsa contro il tempo alla ricerca del consenso. Nel momento in cui scrivo, Kamala Harris non è ancora stata indicata ufficialmente come la persona che prenderà il posto di Biden, ma si sa che il mondo dell'internet corre più veloce di quello reale e già chiunque si è espresso sulla possibilità di avere la prima presidente degli Stati Uniti. A fare un gran rumore è stato il tweet di quella che è il simbolo dell'estate 2024: Charli XCX e la sua sua (nostra) rinascita brat.

Kamala Harris è brat?

«Kamala IS brat» ha scritto su X l'artista inglese, residente da diversi anni a Los Angeles, raccogliendo in meno di 24 ore più di 19milioni di visualizzazioni. Un endorsment potente che, alla luce dei 22,5milioni di ascoltatori mensili su Spotify di Charli XCX potrebbe essere, realmente, la spinta di coolness di cui il partito democratico avrebbe un gran bisogno per poter sperare di guadagnare terreno contro Trump. Archiviato il volto rassicurante e tutto sommato tradizionale (si tratta pur sempre di un anziano uomo bianco) di Joe Biden, Kamala Harris potrebbe essere lo strumento di rottura che permette ai Democratici di ottenere rinnovata attenzione. Il profilo X della vicepresidente (@KamalaHQ) ha preso decisamente sul serio la faccenda, virando lo sfondo dell'account in verde acido e adottando il font svogliato e minimale di brat. Una mossa tutta volta a catturare l'attenzione dei/delle Millennial e della comunità LGBTQIA+, con un risvolto che avrebbe qualcosa di simile al meme del signor Burns in berretto viola e t-shirt con teschio, se non fosse che a dare "l'autorizzazione" a tutto questo sia stata la stessa Charli XCX. Sempre lei che, spiegando il significato di ragazza brat nella serie TikTok Off The Record la definisce una persona: «Che si sente se stessa ma che magari ha anche un esaurimento nervoso. Ma che fa festa, è molto onesta, molto schietta».

Le artiste che stanno con Kamala Harris

A esprimersi in favore di Kamala Harris sono state diverse personalità di spicco del mondo musicale: Cher, Barbra Streisand, Lizzo, Ariana Grande, Cardi B e altri, che hanno dichiarato apertamente il proprio sostegno tramite i canali social. Inutile dire che c'è grande attesa anche per Taylor Swift. Nelle elezioni di metà mandato del 2018 prima, e in quelle del 2020 poi, Taylor Swift si era espressa chiaramente in favore dei Democratici, Kamala Harris e Joe Biden. In tutto il periodo più attuale, la cantante ha invece evitato di prendere una posizione, ma il passo indietro di Joe Biden potrebbe cambiare le cose. Se è tipico della ragazza brat, impulsiva per antonomasia, gridare il proprio sostegno a una sorella ancora prima che una situazione sia definita, Taylor e le swifties aspettano una dichiarazione nero su bianco prima di sbilanciarsi. Ci sembra tutto persino troppo logico.

Ed ecco profilarsi all'orizzonte un mondo utopico in cui le swifties e le brat girl lavorano coese per rendere il mondo un posto migliore, sotto la guida di Kamala Harris. Intanto, sui social è diventato virale un discorso della vicepresidente in versione remixata con brani di Charli XCX, Taylor Swift e Beyoncé. L'evento risale al maggio 2023, durante un evento alla Casa Bianca dedicato alla promozione dell'equità educativa, eccellenza e opportunità economiche per gli ispanici, In quell'occasione, Kamala Harris ha ripetuto una metafora che sua madre era solita citarle come esempio della società in cui viviamo: «Pensi di essere appena caduta da una palma da cocco? Esisti nel contesto di tutto ciò in cui vivi e di ciò che è venuto prima di te». Una frase esistenzialista dal sapore brat che Chi Ossé, membro democratico del Consiglio comunale di New York, ha dichiarato darà il via alla Coconut Tree Summer.

Musica, politica e noci di cocco

Come politica, meme e musica siano così strettamente intrecciati nello scenario delle elezioni presidenziali americane è una matassa che solo Francesco Costa può srotolare. Eppure è una grande evidenza. Se da una parte i Democratici raccolgono i consensi della musica pop, dall'altra (fatta eccezione per Kanye West) Donald Trump ha ricevuto più che altro bacchettate dai diversi artisti (da Neyl Young ai R.E.M.) che più volte si sono lamentati per l'uso non autorizzato di propri brani durante la campagna elettorale. Se la vittoria di un candidato sull'altro dipendesse dagli ascolti in streaming degli artisti che lo sostengono, allora i Democratici avrebbero una buona chance di trionfare. Guardando in faccia la realtà però, mancano circa quattro mesi alle elezioni, il tempo corre, e c'è tutta una campagna da riorganizzare cucendola su chi sarà il/la nuova candidata. Dal Washington Post a The Economist, non mancano gli scettici riguardo le qualità della vicepresidente che ha fatto qualche pesante scivolone negli anni al fianco di Biden. La perfezione, d'altro canto, non è uno dei dogmi della ragazza brat.