A Milano, nella sera del 12 aprile, svettano colori diversi. C’è il rosso e il nero delle maglie che escono dagli smanicati dei tanti milanesi, ma anche il bianco e il celeste di chi, partito da Napoli corre allo Stadio Meazza per vedere la propria squadra del cuore giocare. Ci sono animi tesi, emozionati. Gli stessi che a pochi chilometri da San Siro, invadono via Valtellina. C’è Geolier all'Alcatraz che apre il suo tour, tutto sold out. Nelle sue canzoni ci sono storie, racconti di vita, di sogni, che animano i rioni della sua città. E non è un caso se ognuna di esse è diventata un’intima parte di tanti giovani di tutta Italia. C’è empatia, condivisione perché nella prima data di questo tour, Milano abbraccia Napoli. Napoli abbraccia Milano. Emanuele Palumbo, il ragazzo di periferia che fin da piccolo si divertiva con il free style, in arte Geolier, parte dal capoluogo lombardo per il primo dei suoi cinque appuntamenti live.
Poco prima del concerto tutti si stringono, sorridono, si domandano quali canzoni suonerà, quali ospiti ci saranno. Poi esce. «Milano, oggi mi pare di essere a Napoli», esordisce il rapper multiplatino prima di portare davanti al pubblico, una dopo l’altra, le canzoni che hanno contribuito alla crescita della sua carriera. Sul palco non c’è solo Geolier. C’è tutta Napoli. Ci sono sconfitte e vittorie, la voglia di sentire il pubblico cantare i brani dedicati alle parti più intime della sua vita molte delle quali contenute nell'ultimo bellissimo album, Il coraggio dei bambini.
E da qui inizia: il pezzo di apertura è proprio “Ricchezza”, dedicato al papà Vicenzo: «La ricchezza è poter vedere la tua famiglia felice. Mio papà è dignitoso, indistruttibile, impeccabile», aveva dichiarato. Geolier, poi, non fa attendere troppo per il primo ospite. Non manca nessuno dei grandi della scena rap. «Sono i miei fratelli», dice. Il primo è Guè Pequeno con “Non sei ver”. Ma è nella seconda parte del live che salgono, uno alla volta, sul palco tutti gli altri. C’è Ernia con “Acqua Tonica”, da poco disco di platino. Poi arrivano gli amici, i rapper partenopei che, insieme a Geolier, stanno dominando le classifiche. Paky con “Non ci torni più”, Lele Blade con “In trappola” e “Extendo”, MV Killa con “Amo ma chi t sap” insieme a Guè e “Cadillac” e, infine Luchè con cui canta “Yacht” e “Over”. È lui che Geolier ringrazia: «Mi hai fatto credere in un sogno».
Ma al rapper, che a distanza di tre mesi ha pubblicato due album, Il coraggio dei bambini e Il coraggio dei bambini - atto II (Columbia Records/Sony Music Italy), non bastavano tutti questi nomi. Il concerto di apertura del suo tour chiude con tre grandi artisti della scena con cui ha siglato collaborazioni capaci di creare delle vere hit. Si alternano Sfera Ebbasta, Lazza e, infine, Marracash che tutti aspettavano dopo il successo del nuovo singolo in vetta a tutte le classifiche, “Il male che mi fai”.
Geolier è il fenomeno del momento, indiscusso numero uno della scena rap di questi ultimi tempi. È il punto di riferimento per l’urban italiano e questo concerto ha dimostrato un’unica cosa: la potenza della musica, fino a dove può arrivare e quanto possa essere inclusiva. Milano e Napoli, in un posto solo, per celebrare chi, con sudore, ha realizzato il proprio sogno.











