È tutta una questione di emozioni, di percezioni. Mentre un timido sole autunnale illumina le strade di Milano ci incamminiamo per andare ad ascoltare in anteprima il nuovo disco di Dardust, Duality, in uscita venerdì 28 ottobre. E se le sensazioni, come anticipavo, diventano protagoniste di questo racconto, l’ascolto del nuovo disco del produttore marchigiano non poteva che avvenire attraverso un’esperienza immersiva particolare organizzata da Apple Music.

Ci troviamo in un piccolo studio. Ha luci soffuse e casse che circondano tutto il perimetro. Un posto caldo, accogliente, uno di quelli in cui potresti stare per ore a creare. Ma questa volta diventa teatro per vivere, nel vero senso della parola, alcune delle nuove tracce create dal produttore più amato e acclamato degli ultimi tempi, attraverso un ascolto con Dolby Atmos.

Dardust: «Nei momenti di buio, cerco sempre la luce»

In questo nuovo disco c’è tutto Dardust, la sua storia, le sue passioni, le sue influenze e una luce tutta nuova. «Il disco è stato scritto dopo la morte di mio padre, avvenuta due anni fa», ci racconta alla fine dell’ascolto di un lavoro dove le sue due anime, diverse, ma complementari, si presentano ben distinte per la prima volta. «Tutti i miei dischi sono catartici, convergono verso un momento della mia vita, questo lo è stato in modo importante. Nei momenti difficili dovremmo tentare di creare luminosità. Credo che la carriera di un artista non sia altro che la declinazione di una stessa ossessione e la mia è a livello concettuale: attraversare il pericolo e il buio e dargli luminosità, concedergli una nuova identità, più sicura. “We are ready to shine again” è un brano che parla proprio di questo. È una celebrazione della vittoria».

Le due anime di Dardust

Duality è la trasposizione di un binomio che ha sempre vissuto Dardust. Un lato A e un lato B, un emisfero sinistro e uno desto. E così si inizia con 10 brani elettronici che rappresentano la parte razionale di ognuno di noi. Ci sono diversi stili. «Questa prima parte è un caleidoscopio di colori. Poi tutto l’album è un insieme di contrasti. C’è un mondo dinamico e uno minimalista. Il tour (partirà il 4 marzo 2023 ad Ascoli Piceno, nda) sarà nei teatri e mi aspetto che nel secondo atto tutti si alzino in piedi. In questo caso è il brano che crea il contesto. Anche la scenografia avrà diversi stili, tra visual moderni ed effetti old school». Il secondo lato di Duality è in piano solo, con immagini che fioriscono dalle note. Parla di emozioni, di innocenza e della libertà delle sensazioni.

È affascinato dal senso di caducità delle cose, Dardust. Dalla filosofia giapponese. Da come in Oriente si affrontino dolore e rotture. Tutto questo si trova in Duality che si ispira alla forza di una lontana resilienza. Un lavoro molto diverso da Storm and Drugs, l’ultimo disco uscito nel 2020. «Qui c’è malinconia, ma anche luce. C’è un atteggiamento rispettoso nei confronti della vita. Nel brano “Fintai (Spada nel cuore)” voglio parlare della perseveranza. Di quanto sia importante continuare, perseverare anche con una spada conficcata nel petto».

Le immagini in Duality

Ogni nuovo brano ha una sua storia, ha delle immagini. “Dune” è stato scritto in Arabia Saudita, per esempio. «In un luogo incantano, lontano dal mondo. Senza inquinamento acustico né luminoso. Era un luogo fuori dal tempo e dallo spazio». Del resto Dardust ha sempre dimostrato l’importanza dei viaggi, della scoperta del mondo e di sé, per cercare risposte, conferme e spunti, come quando partì per l’Islanda: «Cerco sempre di ispirarmi a scenari inconsueti. È molto difficile stare in luoghi sconosciuti, trovarsi davanti certi scenari perché diventi consapevole di essere solo un piccolo punto di un mondo incredibile. Tutto questo provoca paura, timore. È rischioso, difficile. Sicuramente si parla di una solitudine diversa da quella che nasce con la depressione. Senza avere progetti o possibilità per realizzarli. Anche noi artisti viviamo nel timore del futuro. È un sentimento, ma dico a tutti che comunque è indispensabile lottare anche quando ci si sente rotti».

Duality. Il bianco e il nero. Il silenzio e il rumore. Il giorno e la notte. Dardust, per questo nuovo lavoro ha deciso di dividere i momenti in cui creare. «Mi sono diviso», ci racconta regalandoci un’altra e ultima immagine. «Per la parte in piano solo ho lavorato alla Casa degli Artisti qui a Milano. C’è questo salone con un pianoforte al centro. Ho messo delle lampade per creare l’atmosfera giusta e in una settimana ho creato tutti i temi del piano legati alle quattro stagioni».

il nuovo disco di dardust, dualitypinterest
Camilla Catalano
L’ascolto in anteprima di Duality

Dal concetto del kintsugi, la riparazione degli oggetti rotti attraverso l’oro, al cinema di Miyazaki fino al lavoro di Giorgio Moroder e al jazz. In Dardust c’è la scoperta e la fascinazione di stili che lo hanno portato negli anni a mietere successi internazionali con oltre 70 dischi di Platino. Ma qual è l’augurio che, dopo tanti anni nella musica, può dare a se stesso? «Io dico sempre: vi auguro uno stormo di Origami (come il titolo del brano presente nel lato in piano solo, nda). È un augurio legato a una leggenda secondo cui se realizzi mille origami ed esprimi un desiderio, lo stesso si realizzerà e avrai fortuna».