A un certo punto è successo davvero. Le ragazze hanno iniziato a cercare il “prom dress” anche in Italia. Le scuole hanno cominciato a organizzare balli di fine anno con DJ set, location da matrimonio, photobooth e dress code. E intere comitive di adolescenti hanno deciso volontariamente di infilarsi in abiti lunghi per ricreare una fantasia americana. Il prom — o qualcosa che gli somiglia moltissimo — è arrivato anche in Italia. Attraverso la cultura pop, prima, e la scuola, poi.



Perché la Gen Z italiana conosceva già il prom prima ancora di viverlo

Prima di entrare in una palestra decorata con palloncini dorati, la Gen Z italiana aveva già visto centinaia di prom. Quelli di High School Musical, dove Zac Efron cantava guardando Vanessa Hudgens come se il diploma fosse un dettaglio irrilevante. Quelli di Mean Girls, dove il ballo era una guerra civile con glitter. Quelli di Gossip Girl, che sembravano il Met Gala dell’Upper East Side. Quelli di Euphoria, trasformati in un’allucinazione glitterata sull’identità, il desiderio e l’ansia contemporanea. E quindi, molto prima di viverlo, sapevamo già perfettamente che forma dovesse avere un prom. Le luci soffuse. La canzone lenta.

TikTok ha trasformato il ballo scolastico in un evento estetico e identitario

Dentro una sera soltanto tutte le grandi passioni adolescenziali, ossessioni, desideri. E nella preparazione del prom ci si aspetta una trasformazione. Per una notte puoi diventare la versione più glamour di te, catapultandoti così come su un set di una di quelle serie young adult che amiamo. Non una tradizione che arriva oltreoceano, ma la possibilità di omologarsi a quegli stessi coetanei che già da generazioni vivono quel sogno. Solo che qui lo si vede come una possibilità in ogni fase importante della crescita, a partire dalle scuole medie.

Playlist emotive, entusiasmo alle stelle, aspettative alte, abiti da gala. Il Prom diventa così l’occasione per specchiarsi per la prima volta avvolti da abiti diversi, più adulti, più raffinati. Cristallizzati in un trucco più volte testato e in acconciature fuori dalla quotidianità. Un rito sociale che per noi italiani è nato principalmente dall’immaginario dello streaming. A Milano, ad esempio, le scuole organizzano gala di fine anno, TikTok si riempie di GRWM da centinaia di views sull’outfit pensato per l’evento.

Euphoria, Heartstopper e Stranger Things raccontano tre modi diversi di vivere il prom

Ed è così che negli ultimi anni il prom è diventato qualcosa di molto contemporaneo: uno spazio dove la cultura pop mette in scena identità, ansia sociale, amicizie, desiderio e perfino politica. E, così, tornando alle serie più amate: in Euphoria il ballo scolastico è una trance emotiva fatta di relazioni implose, qui non c’è più la fantasia rassicurante della “reginetta”, ma la sensazione di vivere contemporaneamente euforia e dissociazione. In Heartstopper, invece, il prom torna a essere una fantasia romantica quasi tenera, e finalmente inclusiva. Perfino Stranger Things, che parla degli anni Ottanta, usa lo Snow Ball finale come condensato di nostalgia universale: la musica lenta, l’imbarazzo, il primo ballo, il desiderio disperato di essere scelti.

La Gen Z usa il ballo di fine anno per mettere in scena desideri, ansie e identità

Film e serie tv hanno trasportando ovunque un’estetica fatta di luci calde, foto su pellicola e dichiarazioni d’amore sotto una mirrorball. È anche per questo che oggi il prom funziona così bene nel nostro Paese: non sembra una tradizione importata, ma una scena che conoscevamo già a memoria.