Rebecca Corsi è Amministratore Delegato e Vicepresidente dell’Empoli, nonché una delle pochissime donne ai vertici del calcio professionistico italiano. La sua presenza in questo ruolo non è legata a slogan o rivendicazioni, ma a un lavoro concreto fatto di visione e costanza. Le difficoltà non sono mancate, ma a fare la differenza, racconta, “sono stati la stima delle persone che credevano in me e il riconoscimento nel tempo: la mia linfa, ciò che mi ha spinto a crederci”. E aggiunge: “ma sento di non aver conquistato niente, perché si tratta di guadagnarmelo ogni giorno”.

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Lorenzo Taliani
Rebecca Corsi

Il mondo del calcio è un contesto in cui tutto corre veloce: i processi sono accelerati e ogni risultato può cambiare prospettive e programmi in poche ore. “Siamo legati ai risultati del campo”, ammette Corsi. Per questo la sua strategia è quella di procedere per piccoli passi, consolidando ogni traguardo e trasformandolo in una base solida per il futuro.

Dal suo osservatorio, come descriverebbe oggi il calcio italiano: quali sono i suoi punti di forza, le resistenze culturali ancora presenti e le opportunità che una leadership diversa, anche femminile, può portare in termini di innovazione e crescita dell’intero sistema?
“Il calcio italiano è ancora oggi un patrimonio culturale e sportivo di enorme valore, capace di coinvolgere milioni di persone. Ma resta, in molti aspetti, un sistema che fatica ad aprirsi davvero al cambiamento e all’innovazione. Sono convinta che ci siano grandi margini di crescita e di sviluppo. Una leadership capace di unire, di guardare al sistema calcio in senso ampio, di valorizzarne i punti di forza con uno sguardo rivolto al futuro. Un sistema che diventi sempre più dinamico, empatico e capace di affrontare le sfide del presente e del futuro”.

Il suo approccio si riflette nello stile di leadership: pragmatico, attento ai dettagli e orientato alla continuità. Non cerca scorciatoie né progetti effimeri, ma un percorso che rafforzi progressivamente sia la sua figura sia la società. “Se entri al nostro Centro Sportivo di Monteboro e a casa mia, più o meno le cose coincidono, per regole e impronta. Ci ho messo del mio. Sicuramente è un aspetto generazionale, ma anche caratteriale: la capacità di avere una visione diversa. Io ho creduto in quello che stavo costruendo e, con l’aiuto delle persone che lavorano con me, che hanno alimentato queste qualità, oggi l’Empoli ha un’identità riconoscibile”.

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Lorenzo Taliani
Rebecca Corsi, Amministratore Delegato e Vicepresidente Empoli calcio

Essere l’unica donna al vertice societario di un club così storico e prestigioso la rende una figura unica in un mondo ancora molto maschile come quello del calcio. Cosa significa per lei ricoprire questo ruolo e quali sono state le principali sfide e responsabilità che ha dovuto affrontare, anche in termini di rappresentanza per tutte le donne che sognano di avere spazio in questo settore?
“Per me ricoprire questo ruolo è un grande onore e, allo stesso tempo, una responsabilità importante. Significa prendere decisioni che impattano sul presente e sul futuro del club e delle persone che lo vivono ogni giorno. Ho sempre creduto che prima di tutto siamo persone e dobbiamo essere giudicati per capacità, merito e visione – non per preconcetti di genere. Il mio percorso è iniziato grazie a un’opportunità, ma è stato fatto di ascolto, di apprendimento continuo e di concretezza. Non lo considero un punto di arrivo: il rispetto e la fiducia si costruiscono ogni giorno”.

Tra i progetti che più testimoniano questo percorso c’è lo sviluppo dello stadio, pensato “non solo per la squadra ma anche per chi viene ospitato, per i tifosi e per la città”. E quando le si chiede dove si vede tra dieci anni, non ha dubbi: “Vorrei essere ancora qui, aver messo tanti mattoncini e potenziato ancora questa società. Mi piacerebbe vedere lo stadio realizzato e il centro sportivo completato, sono entrambi progetti lunghissimi”.

Un aspetto che Rebecca continua a seguire in prima persona è quello delle maglie. Fin dal suo ingresso in società se ne occupa con attenzione, unendo calcio e design grazie alla sua formazione al Polimoda di Firenze. “La maglia è la pelle, è il biglietto da visita della società e della città. Ogni anno è una sfida trovare la novità, la bellezza e la rappresentatività del momento storico in cui siamo. Non solo per noi, ma anche per i tifosi. Poi la terza maglia è sempre quella che "spacca" rispetto al resto, e quest’anno abbiamo fatto il massimo. Solitamente un AD non se ne occupa, ma io la sento mia, la seguo da quando ho messo piede qui dentro”.

Il nuovo Official Kit 25/26, nato dalla collaborazione ormai duratura con Kappa, conferma questo approccio. Ogni stagione il club deve proporre un’identità rinnovata senza perdere il legame con la propria storia, e la partnership ha saputo coniugare creatività, concept e innovazione.

Rebecca Corsi non parla di rivoluzioni, ma di crescita graduale. In un ambiente dominato dall’urgenza dei risultati, la sua forza è la coerenza: costruire un progetto che renda l’Empoli sempre più solido, riconoscibile e competitivo.

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Lorenzo Taliani
Rebecca Corsi con la maglia