Cesare Cremonini is back, babe, e noi felici come davanti all'albero di Natale, ché tanto a quel periodo ci stiamo avvicinando. Il 15 novembre è uscita la nuova canzone Al Telefono, che nel testo ti fa venire voglia di fare detox di cellulare da ora (ma ci arriviamo) e che anticipa l'album Cremonini 2C2C The Best Of, la prima grande raccolta del Cesarone nazionale che contiene 16 interpretazioni in versione pianoforte e voce, 15 brani strumentali realizzati dal 1999 a oggi, 18 rarità tra cui tracce demo originali, home recording e alternative takes mai pubblicate. Tutto molto bello, tutto molto slurp.

Cesare Cremonini Al telefono, il testo parla di memoria, relazioni e ricordi affidati a un rullino... ops

La nuova canzone che Cesare Cremonini ha pubblicato parla di fotografie, memoria e in qualche modo amore. Ha un minimo comune denominatore che lega tutti gli elementi e che poi è quello che si anticipa nel titolo, Al Telefono: lo smartphone. È quell'oggetto che fa da angelo e demone tentatore, soprattutto quando si tratta di relazioni. A lui ti appoggi per il legame con l'altro, e va bene anche se si tratta di messaggi sfilacciati e sbocconcellati, e a lui affidi anche i tuoi ricordi più belli, per cui basta una posa e un clic. O almeno vorresti che così sia. Quello che succede, poi, è che in quel rullino infinito di scatti, che hai pensato di utilizzare come tua memoria emotiva, non riesci mai a ritrovare quello che cercavi. E intanto il ricordo di quel momento si annebbia, e scompare tra le 2.000 fotografie sul tuo smartphone. Ok, primo momento di riflessione indotto da Cesare Cremonini: davvero il telefono (e quella latente consapevolezza che lui tutto registra) ti fa dimenticare cose belle per il solo fatto che sai che qualcos'altro le ha immagazzinate per te? Sì, fa un po' Black Mirror, ma il dubbio è lecito.

Vorresti, infatti, che quello strumento sia il custode di quello a cui tieni di più, tra le altre cose, ma poi il rischio, come fa intuire Cesare Cremonini nella canzone, è che si abdichi al potere della mente e che lo smartphone diventi un po' la tua prigione. A lui rischi di affidare tutto, e senza di lui ci potrebbe essere un vuoto. E soprattutto corri il pericolo che nella tua mente esista solo quello che c'è in quello strumento, dalle foto ai messaggi scambiati. E tutto il resto che appartiene alla tua vita ma nel tuo smartphone non è finito?

Ascolta il singolo di Cesare Cremonini Al Telefono su Tidal.

Come non ricordi più?
dai, che anno era?
ho come l’impressione che tu stia ridendo
forse non sei sincera.

E fammi una fotografia
e tienila per sempre nel telefono
in mezzo alla pornografia
poi a tutti quei sorrisi che si sprecano
al telefono, mmmh.

Si ricorda di me, non so niente di lei
ho provato ad entrare in quel vecchio locale che prima era un club
dove andavi anche tu, che peccato però
non ti ho mai vista entrare alla notte se c’eri
le luci leggende, le amiche nei bagni col cellulare
quando qualcuno mi chiede di te
gli rispondo così prima di scappare.

Poi oltre fotografie, il telefono ha un altro portato: fa credere che possa essere uno strumento sfruttabile anche per rompere una relazione. Alla fine se lo dici con un messaggio (o se te lo dicono) è tutto più semplice, o no? Ecco, forse è troppo facile, e così non dovrebbe essere.

Fammi una fotografia
e tienila per sempre nel telefono
ti dico una bugia
è facile lasciarsi in un telefono.

Ma quante volte penserai che è vero
che sei rimasta sola in mezzo al cielo
ma solo sono anch’io come uno scemo
al telefono
al telefono
al telefono, uhhh.

(Ho l’impressione che
sincera)

E la fine della canzone non è molto consolatoria, perché fa quasi pensare che basti una fotografia per allacciare una relazione, e poi tutto il resto è noia. Della serie fai partire lo scatto, lo tieni nel telefono e poi te ne vai. Quel che è stato è stato, l'importante è che il tuo smartphone ne abbia testimonianza.

E adesso fammi una fotografia
e tienila per sempre nel telefono
voltati e vai via (voltati e vai via)
per tutti quei sorrisi che si sprecano

[x6]
al telefono
tata-raratata.