Era il 2006. E usciva Il Diavolo veste Prada. Tra i millennials c’era chi aveva già una traiettoria precisa di quello che avrebbe fatto nella vita, chi inseguiva sogni ancora grandi per avere una forma. C’era chi immaginava la moda come un tempio scintillante e chi vedeva nel giornalismo una porta d’accesso al mondo. E poi quel film e quei corridoi, quelli di Runway, che sembravano uno scrigno segreto, sospeso tra ossessione e bellezza, tra ambizione e sacrificio.

Il Diavolo veste Prada. E niente è più lo stesso. Meryl Streep e la sua Miranda Priestly, forse il capo più temuto e magnetico della storia del cinema. Anne Hathaway e la sua Andy che attraversa quel mondo con occhi pieni di possibilità, e fuori una generazione intera che si ritrova a chiedersi: quanto costa davvero il successo?



Il film un cult, non solo per la moda, non solo per le battute entrate nell’immaginario collettivo, ma perché mette a nudo anche una tensione universale e attuale: carriera o vita privata? Ambizione o equilibrio? Attrazione e seduzione, un gioco quasi sadico dentro le dinamiche del lavoro moderno. E forse, ancora oggi, non abbiamo davvero smesso di farci quelle stesse domande. E adesso, quasi vent’anni dopo, quel mondo torna a brillare. Il 20 aprile, direttamente da Lincoln Center di New York, prende vita il red carpet dell’anteprima mondiale di Il Diavolo veste Prada 2. Un evento che promette glamour, nostalgia e nuove ossessioni, trasmesso in diretta su Disney+ con inizio alle 23:30 in Italia.

Sul tappeto rosso volti iconici insieme a nuove presenze. E mentre scorrono le immagini in diretta, forse torneremo tutti un po’ lì: in quel 2006 fatto di aspettative, insicurezze e desideri enormi. Qui tutto quello successo sul red carpet.

La prima mondiale de Il Diavolo veste Prada in diretta su Disney+ da New York

Sul red carpet, si parte con Simone Ashley che incarna perfettamente il passaggio di testimone: la sua presenza segna l’inizio di una nuova era per Runway. Avvolta in un mini dress Prada senza spalline verde lime, racconta il suo legame con il film: «Non ricordo la prima volta che l’ho visto, ma posso dire che è uno dei miei preferiti. L’ho visto moltissime volte». Accanto a lei, passano uno dopo l'altro: Kenneth Branagh, che nel sequel veste i panni del marito di Miranda Priestly, aggiungendo nuove sfumature a un universo già iconico. Tra i volti familiari anche Heidi Klum, presenza fugace ma memorabile nel primo capitolo.

A completare il quadro, una nuova costellazione di talenti: Patrick Brammall, Pauline Chalamet, qui nei panni di Ilana, editor di Runway, Justin Theroux, Helen J. Shen, nuova assistente di Andy. Alla première anche Rachel Bloom e Caleb Hearon. Nuovi volti che promettono di riscrivere le dinamiche di un mondo dove stile e potere continuano a intrecciarsi.

I più attesi della serata: Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci

A New York splende il sole, mentre qui la notte è già calata. Negli Stati Uniti sono circa le sei del pomeriggio quando arrivano i più attesi del red carpet per la premiere mondiale de Il Diavolo veste Prada 2: Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci. C’è il luccichio degli abiti, il rosso, l’eleganza che scivola lungo il red carpet. Streep incanta in Givenchy rosso, Tucci impeccabile in Armani. Cosa dobbiamo aspettarci? Sul tappeto rosso Streep risponde: «Musica, divertimento, colori e momenti tra serietà e follia. Tutta l’industria ormai è cambiata».

Poco dopo arrivano insieme Hathaway e Blunt, in due look spettacolari. Hathaway sceglie il rosso firmato Louis Vuitton e racconta: «Andy sta cercando di orientarsi in un mondo molto instabile. Quando riceve un invito, decide di tornare a Runway. Questo stile è, oserei dire, più figo. Più personale, più vissuto. A vent’anni indossavo cose senza sapere davvero perché, senza immaginare cosa significasse viverci dentro, ad esempio. Oggi Andy sa chi è, sa più o meno cosa vuole. E si veste per se stessa, non per ottenere approvazione». Blunt, in Schiaparelli, aggiunge: «Emily è molto vicina al mio carattere. Racconta molto di sé anche attraverso i colori che indossa. È grintosa, quasi punk, con richiami anche al bondage: un contrasto forte, pur restando estremamente posh». Una serata unica, forse irripetibile, che arriva dopo una tournée mondiale e che si concluderà a Londra con la premiere europea.