La Casa degli Spiriti è soprattutto una storia di donne. C'è da chiedersi quindi, se, nel raccontare la vita di tre generazioni - Clara (Nicole Wallace, poi Dolores Fonzi), sua figlia Blanca (Sara Becker, poi Fernanda Urrejola) e sua nipote Alba (Rocio Hernández) - sia possibile escludere la violenza che serpeggia lungo 50 anni e che tiene legate, nel dolore e nella resistenza, le tre protagoniste. Secondo Francisca Alegría, Fernanda Urrejola e Andrés Wood, creator della nuova serie Amazon Prime tratta dall'omonimo romanzo di Isabel Allende, la risposta è no e per questo, le 8 puntate non sono sempre facili da guardare.
La serie non fa sconti sulle aggressioni brutali, sulla violenza sessuale, sull'oppressione sopratutto femminile a partire dalla nota scena di violenza necrofila del romanzo, che toglie alla piccola Clara l'uso della parola, fino alle torture e agli stupri subiti da Alba, arrestata dalla polizia militare decenni dopo. La violenza serpeggia a livello intimo e personale, ma è frutto di un contesto storico e politico preciso in cui le protagoniste si inseriscono. Perché il romanzo di Allende ha, oggi come nel 1982 quando venne pubblicato, la forza di raccontare implicitamente uno spaccato della storia del suo paese d'origine, il Cile.
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La storia dietro La Casa degli Spiriti
Sembra che Isabel Allende abbia iniziato a scrivere il suo romanzo più famoso l’8 gennaio del 1981 sotto forma di lettera. Dopo aver scoperto che suo nonno, ormai centenario, è gravemente malato, prende carta e penna e inizia a scrivergli. Lei, in quegli anni, vive ormai da tempo negli Stati Uniti, è fuggita dal Cile nel 1973 dopo il golpe militare che ha portato alla morte del presidente cileno Salvador Allende, cugino di suo padre ed eletto nel 1970. Per questo torna indietro alla storia del suo Paese, racconta le ferite del Cile attraverso tre generazioni di donne, le donne della famiglia Trueba.
Il Paese in cui il libro di Allende è ambientato non viene mai specificato, eppure risulta chiaro che si tratti del Cile. La scrittrice inizia la storia negli anni 20 del 1900 con Clara, bambina etera e dolce dalle inspiegabili doti di chiaroveggenza, e la conclude nel 1973 alla vigilia del golpe, con Alba, nipote di Clara, impegnata nella resistenza contro la dittatura del generale Pinochet che presto si instaurerà nel Paese. Gli anni descritti da Allende e ora trasposti nella serie Prime, sono anni di crisi economica e scontri sociali e politici che si intersecano ineluttabilmente con le vicende personali delle protagoniste. Il Cile raccontato ne La Casa degli Spiriti è un Paese in cui si alternano governi fragili, correnti politiche fortemente contrapposte e una netta divisione sociale segnata da povertà e soprusi da parte della classe dominante. L'inflazione è alle stelle, chi può permetterselo acquista beni e alimenti al mercato nero e l'economia del Paese si basa principalmente sull'attività mineraria. In questo contesto Esteban Trueba, il protagonista maschile del libro, il marito di Clara (nella serie Alfonso Herrera), rappresenta i capitalisti proprietari terrieri: possiede una miniera, un grande ranch e alla fine diventa senatore per portare avanti le proprie idee conservatrici di destra, di quella stessa destra che lascerà campo libero al golpe.
Allo stesso tempo, il Paese è scosso dai movimenti sociali e di sinistra, dalle rivendicazioni delle donne oppresse dal potere patriarcale, dagli operai che scioperano e chiedono una ridistribuzione delle terre e maggiore giustizia sociale. Nel 1970 viene eletto il primo presidente marxista delle Americhe, Salvador Allende, il «candidato» di cui si parla nel libro e nella serie senza mai nominarlo, che avrà, però, vita breve. Nel romanzo sono diversi i personaggi con una profonda coscienza politica, ma forse la più impegnata e ribelle è Alba, che insieme al suo amato, il rivoluzionario Miguel, dà aiuto ai guerriglieri e ai latitanti durante la rivoluzione e il Golpe del '73, prima di venire arrestata e subire violenze, torture e ritorsioni.
La violenza sulle donne e la resistenza
La violenza ne La Casa degli Spiriti è violenza istituzionale e allo stesso tempo personale ma è soprattutto, come spesso accade in contesti di instabilità, violenza contro le donne. Le donne nel libro e nella serie vengono escluse, ignorate, molestate, violentate e abbandonate, costantemente umiliate e costrette in casa ad occuparsi della famiglia. La violenza maschile e la violenza fascista e militare finiscono per fondersi, coincidere e creare ferite che si tramandano per decenni. Esteban Trueba in questo senso incarna non solo il potere capitalista, ma anche quello patriarcale: è violento, tratta le donne come sue proprietà e impone le sue decisioni tiranniche su moglie e figlia condizionandone il destino.
Quando Esteban scopre che sua figlia Blanca ha una relazione con Pedro Tercero García, un contadino che lavora le sue terre, la picchia selvaggiamente. Quando sua moglie Clara prova a difendere la figlia, lui colpisce anche lei, rompendole diversi denti. Eppure le donne del romanzo non si sottomettono mai del tutto agli uomini e al sistema. Clara cambia la serratura della camera da letto e giura di non rivolgere più la parola al marito, Blanca si batte per il suo amore clandestino per Pedro da cui nasce sua figlia Alba. Alba, a sua volta, non cede nemmeno di fronte agli abusi e alle torture da parte dei militari e riesce a sopravvivere per raccontare la sua storia e portare avanti il futuro della sua famiglia. La Casa degli Spiriti in questo senso è un libro di resistenza e di lotta, oltre che di violenza e oppressione, una lotta che nasce nella vita personale e si espande alla società e alla politica, una lotta che continua di generazione in generazione e trae forza dalle donne che sono vissute prima.














