Sembra proprio il barattolo classico, da 450 grammi, col tappo bianco e la scritta "Nutella". È identico a quello che abbiamo nella dispensa in cucina, ma sta fluttuando nello spazio a bordo della capsula spaziale Orion, durante la missione lunare Artemis II. Si è verosimilmente staccato da uno dei compartimenti in cui viene tenuto il cibo e ha catturato l'attenzione in diretta (il video è viralissimo): immaginate per un momento di mangiare pane e Nutella con vista sul pianeta Terra a 400.171 chilometri di distanza. «Che missione sarebbe senza Nutella!?», è stato ovviamente il commento più inflazionato.

A dire il vero con il pane ci sono alcuni problemi: troppe briciole che fluttuando potrebbero infilarsi nelle apparecchiature delle navicelle spaziali. Meglio optare per tortilla e focacce. L'alimentazione degli astronauti è studiata nei minimi dettagli in modo da fornire loro il giusto apporto energetico, ma senza tralasciare i comfort food per quando ci si sente troppo lontani da casa (oltre alla Nutella, l'astronauta canadese Jeremy Hansen ha richiesto espressamente bocconcini di salmone keta selvatico, curry di gamberi, cereali con semi misti alla fragola e lavanda, biscotti alla crema d'acero e, sciroppo d'acero).



      Cosa mangiano gli astronauti di Artemis II

      Il cibo degli astronauti è sempre stato un punto cruciale fin dagli albori dell'era spaziale: in volo lontano dalla Terra, dove cresce ciò che mangiamo, bisogna trovare il modo per continuare a nutrirsi. Una delle prime cose che Neil Armstrong e Buzz Aldrin fecero dopo l'atterraggio sulla superficie lunare nel 1968 fu proprio mangiare, ma il loro pasto era qualcosa di molto diverso rispetto al menu di Artemis II: consisteva in pancetta a cubetti e caffè. Con gli anni si è arrivati a sviluppare pietanze che, anche se non le preferiremmo mai a quelle a cui siamo abituati, se non altro le ricordano. Alcuni astronauti hanno riferito che il cibo ha un sapore diverso in orbita, forse perché, ipotizzano gli scienziati, la microgravità interferisce con l'olfatto e quindi con la percezione dei sapori.

      Venerdì, comunque, la colazione dell'equipaggio di Artemis II comprendeva: quiche di verdure, uova strapazzate, couscous con noci, pesche e farina d'avena. «Oggi si stanno gustando anche un muffin», ha detto Leah Cheshier Mustachio, responsabile delle pubbliche relazioni della NASA, durante la diretta streaming della missione. Anche il caffè, naturalmente, non manca: 43 tazze in totale, più di 10 tazze per astronauta nei 10 giorni di missione. Per chi preferisse altro, invece, la scelta può cadere su nove diverse bevande, tra cui limonata, tè verde e sidro di mele, e «bevande per la colazione» al cioccolato, alla vaniglia e alla fragola. La dispensa, poi, fornisce cinque varietà di salsa piccante e diversi dessert, principalmente biscotti e cioccolato.

      Complessivamente Reid Wiseman, Victor Glover, Jeremy Hansen e Christina Koch hanno a disposizione una selezione di 189 diverse pietanze tra cui maccheroni al formaggio, petto di manzo, broccoli gratinati, cavolo rosso brasato, zucca butternut, fagiolini piccanti. «Dobbiamo mangiare le verdure anche nello Spazio», ha detto Koch in diretta a un gruppo di bambini canadesi il quarto giorno della missione.

      Cibo spaziale

      Il cibo da portare nello Spazio viene selezionato accuratamente dal laboratorio Space Food Systems della NASA: deve potersi conservare a lungo, occupare poco spazio, essere facile da preparare in microgravità, ma anche nutriente sano e di conforto per gli astronauti. «Durante i test pre-volo, i membri dell'equipaggio assaggiano, valutano e classificano tutti gli alimenti del menu standard, e le loro preferenze vengono bilanciate con i requisiti nutrizionali e con ciò che Orion può offrire», ha spiegato l'agenzia.

      Riscaldare il cibo e mangiarlo, non è un'operazione del tutto semplice all'interno della navicella. Per questo pare che le tortilla siano particolarmente apprezzate in quanto facili da riempire, piegare e mangiare senza rischiare di fare briciole. In ogni caso tutti i pasti risultano sigillati in delle buste ermetiche, spesso liofilizzati e quindi conservabili. Non sono previsti alimenti freschi, perché su Orion non ci sono sistemi di refrigerazione. Il cibo a bordo è o già pronto al consumo, oppure reidratabile o riscaldabile.

      «L'equipaggio utilizza il distributore di acqua potabile di Orion per reidratare cibi e bevande e uno scaldavivande compatto, simile a una valigetta, per riscaldare i pasti all'occorrenza», ha dichiarato la NASA. Si tratta di una piastra metallica attraversata da cinghie elastiche in cui si infilano le buste: zuppa di pomodoro e basilico, zuppa di piselli, curry di pesce, insalata di mango. Et voilà.