In Africa i diritti della comunità LGBT+ stanno subendo attacchi sempre più frequenti e la lista dei Paesi che stanno rafforzando i divieti legali contro l'omosessualità si allunga. Ora il governo militare e autoritario del Burkina Faso, ha promulgato una nuova legge che criminalizza le relazioni tra persone dello stesso sesso.

Lunedì il disegno di legge è stato approvato. L'hanno votato all'unanimità 71 membri non eletti dell'Assemblea legislativa di transizione, in carica dal colpo di stato militare che ha preso il potere nel 2022 sotto la guida dell'attuale presidente Ibrahim Traore.

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ISSOUF SANOGO//Getty Images

La nuova legge contro l'omosessualità in Burkina Faso

Già nel 2023 l’organo che regola i media nel Paese, aveva vietato la trasmissione a dei canali televisivi che a suo dire promuovevano l’omosessualità. La legge, quindi, era attesa dato che il Paese è molto conservatore e religioso. Come spiega la BBC, dopo l'indipendenza dalla Francia nel 1960, il Burkina Faso non aveva ereditato leggi anti-omosessualità, a differenza delle ex colonie britanniche. Finora, quindi era tra i 22 Paesi africani su 54 che consentivano le relazioni tra persone dello stesso sesso.

Ora le cose cambieranno: perché la norma entri in vigore è necessaria solo la firma del capo militare del Paese. «La legge prevede pene detentive da due a cinque anni, più multe», ha dichiarato il ministro della Giustizia Edasso Rodrigue Bayala annunciando la nuova legge come parte di una più ampia riforma in materia di famiglia e cittadinanza. Ha fatto sapere che le persone sospettate di aver rapporti omosessuali, di tenere «pratiche simili», o «comportamenti bizzarri», saranno perseguite penalmente. Ha aggiungo che anche i cittadini stranieri colpevoli dei nuovi reati saranno espulsi.

La repressione dei diritti LGBT+ in Africa

La nuova legge del Burkina Faso è in linea con la crescente repressione dei diritti LGBT+ in tutto il continente africano. Un'indagine condotta da Open Democracy ha scoperto che tra il 2007 e il 2018 diverse organizzazioni cristiane con sede negli Stati Uniti hanno speso più di 54 milioni di dollari per promuovere programmi anti-LGBTQ+ e anti-aborto nell'Africa subsahariana. L'anno scorso il Mali, che ha una forma di governo simile a quella del Burkina Faso, ha adottato una legge che criminalizza l'omosessualità e lo stesso ha fatto il Ghana, anche se poi l'allora presidente non ha firmato la proposta. Anche la Nigeria ha approvato nel 2014 il Same Sex Marriage Prohibition Act, che ha vietato le relazioni omosessuali e portato, negli anni successivi, a diversi arresti e processi.

Tra tutti i paesi, però, è l'Uganda ad aver introdotto, nel 2023, le disposizioni più severe. Ha adottato infatti pene capitali e l'ergastolo per punire i rapporti sessuali tra persone dello stesso sesso e il «reclutamento, la promozione e il finanziamento» di «attività» tra persone dello stesso sesso. «Una persona che commette il reato di omosessualità aggravata è passibile, se condannata, di pena di morte», si legge infatti nel testo. «Da quando è stata approvata la legge, non solo la persecuzione si è intensificata, ma anche i civili hanno iniziato a prendere di mira le persone LGBTQ+ in modo più aggressivo», ha raccontato un un uomo di 32 anni ugandese al Guardian. Molte persone omosessuali sono costrette a spostarsi in Sudafrica o in Kenya, a oggi gli unici Paesi africani a riconoscere ufficialmente le richieste di asilo LGBTQ+. Anche il Kenya, però, ha di recente proposto un disegno di legge sulla protezione della famiglia che potrebbe cambiare le cose e introdurre regole più stringenti per i richiedenti asilo.