L'anno scorso il Budapest Pride non si sarebbe dovuto tenere. L'allora primo ministro Viktor Orbán lo aveva vietato per legge in tutto il Paese e la polizia non lo aveva autorizzato nella capitale. La manifestazione, però, si è tenuta o stesso, una folla immensa di persone provenienti da tutta Europa hanno riempito le strade della capitale ungherese come forma di protesta, grazie al sostegno del sindaco di Budapest Gergely Karácsony e alla mobilitazione delle associazioni.
Ora che Orbán ha perso le ultime elezioni ci si chiedeva cosa sarebbe successo dato che il suo successore Peter Magyar pur essendo più liberale ed europeista non si è mai espresso chiaramente sulle tematiche LGBT+. Adesso il segnale di cambiamento che tutti aspettavano è arrivato: il Budapest Pride 2026 si farà ed è previsto per il prossimo 27 giugno.
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I divieti di Orbán
Viktor Orbán è stato primo ministro ungherese dal 2010 fino al 2026 e ha governato in modo autoritario indebolendo e negando anno dopo anno i diritti civili. In particolare, il suo conservatorismo ha preso di mira tutto ciò che si distanziava dal concetto di "famiglia tradizionale" attaccando la comunità LGBT+. Nel 2021, ad esempio, ha approvato una legge che sostanzialmente lega l’omosessualità alla pedofilia e impedisce di trattare temi legati all'identità di genere all'orientamento sessuale nei contesti pubblici compresi i media con la scusa di proteggere i bambini.
È stato in base a questa legge che il Pride del 2025 era stato vietato e , quando il sindaco Karácsony si è opposto è stato posto sotto indagine. Ora, con le nuove elezioni qualcosa sta cambiando: lo scorso 4 giugno la Procura Generale ungherese ha annullato le accuse nei confronti di Karácsony ed è in corso un procedimento di fronte alla Corte europea dei diritti umani contro la “legge anti-propaganda” del 2021, considerata discriminatoria nei confronti delle persone LGBT+ e già condannata dalla Corte di giustizia dell’Unione Europea che aveva ordinato all’Ungheria di abrogarla.
Una nuova era?
Quando, lo scorso marzo, Orbán ha perso le elezioni parlamentari, al suo posto è salito il primo ministro Péter Magyar. Anche Magyar è molto conservatore, oltre che ex alleato di Orbán, ma sembra intenzionato a non governare in modo autoritario il Paese e piuttosto ripristinare e rispettare le tutele democratiche e i diritti civili ormai indeboliti dopo anni di governo Orbán. Sembra, inoltre, a giudicare dalla campagna elettorale, anche molto determinato a migliorare i rapporti con l’Unione Europea.
Eppure sulla comunità LGBTQ+ non si è mai esposto e non ha mai commentato le possibili sanzioni finanziarie e che la Commissione Europea potrebbe imporre all'Ungheria se la legge contro la "propaganda" non venisse eliminata. Per il momento, però, sembra che almeno i Pride potranno tornare ad essere organizzati liberamente. «Durante la procedura di notifica per la parata del Pride del 2026 e le consultazioni con gli organizzatori, non è emerso alcun motivo per vietare la manifestazione», ha infatti dichiarato la polizia di Budapest all'Afp. La manifestazione è molto attesa e culminerà nella parata del 27 giugno, ma comprenderà anche 7 progetti come raccolte fondi e programmi di sensibilizzazione e sicurezza. La marcia, poi, si concluderà con la tradizionale Festa dell'Arcobaleno al Parco di Budapest. «Non abbiamo ancora raggiunto il nostro obiettivo», sottolineano gli organizzatori, «Finché anche una sola comunità in Ungheria vive privata dei propri diritti, l'intera società ne è vittima!».














