Come ogni anno, all'avvicinarsi del 17 maggio la Giornata internazionale contro l'omotranslesbobifobia, Ilga-Europe, associazione che promuove i diritti della comunità LGBT+, redige la sua Rainbow Map. Lo studio annuale fa il punto sui diritti e le tutele LGBT+ in 49 Paesi, sia europei (comprese Gran Bretagna e Islanda) che dell'Asia centrale e assegna a ciascuno di essi un punteggio percentuale da 0 a 100. I parametri analizzati sono diversi: uguaglianza e non discriminazione, famiglia, crimini generati dall’odio e discorsi d’odio, riconoscimento legale del genere, integrità corporea intersessuale, ma anche diritto di asilo e spazio nella società civile. Poi viene creata una classifica dal migliore al peggiore.

L'Italia, nel 2026, è scesa di una posizione, tornando, come già nel 2024, al trentaseiesimo posto su quarantanove: uno dei punteggi più bassi di tutta l'UE. A spiccare, invece, è la Spagna che, per la prima volta, ha raggiunto la prima posizione, superando Malta grazie alle nuove tutele introdotte.



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FILIPPO MONTEFORTE

La classifica della Rainbow Map

Partendo dal basso, non stupisce come la Russia si trovi in ultima posizione, con un punteggio di appena il 2% che condivide con l'Azerbaigian e segna un mancato riconoscimento dei diritti della comunità LGBT+ che, nel Paese, è apertamente presa di mira tramite leggi, processi e arresti. Sempre agli ultimi posti troviamo Turchia, Bielorussia, Armenia, Georgia, Monaco, Romania, Ucraina e Bulgaria. Poi, nella fascia che va dal 21% al 24% si collocano Polonia, Ungheria e Lituania (24,09%). L'Italia è appena sopra, con il 24,11%.

Guardando, invece, ai primi posti, nella top 10 figurano Lussemburgo (68,41%), Svezia (68,43%), Norvegia (68,60%), Germania (69,84%) e Finlandia (69,85%). Con un punteggio molto più alto, superiore all'80%, seguono poi Danimarca (85,10%), Belgio (85,31%), Islanda (85,56%), Malta (87,73%) e Spagna (88,70%). Il raggiungimento del primo posto da parte della Spagna è legato principalmente a nuove tutele legali, a una nuova autorità indipendente per la parità di trattamento e la non discriminazione, e alla piena attuazione di un processo di depatologizzazione delle identità trans in ambito sanitario.

Perché la Spagna è diventata il Paese più avanzato d’Europa sui diritti LGBT+

«Il primo posto della Spagna è un chiaro esempio di ciò che diventa possibile quando un governo sceglie deliberatamente di promuovere l'uguaglianza anziché di arretrare», ha dichiarato infatti la vicedirettrice di ILGA-Europe, Katrin Hugendubel. Questo non significa che in Spagna la discriminazione e gli episodi d'odio siano assenti, anzi si osserva che le aggressioni contro le persone LGBT+ sono aumentate dal 7% al 22% in soli due anni. Il governo, però, sta agendo attivamente per cercare di ridurre l'omotransfobia e tutelare i diritti. «Naturalmente, in Spagna c'è ancora molto da fare», ha confermato Hugendubel, «ma questo ci ricorda che il coraggio politico è una scelta e che i governi che lo compiono possono effettivamente contrastarlo».

E l'Italia?

L'Italia si mantiene molto indietro, a quasi 65 punti percentuali dalla Spagna. Il nostro Paese, tra l'altro, non è stabile ma in regressione: ha perso più di 16 punti negli ultimi dieci anni, mostrando uno dei cali più marcati tra i Paesi europei. Siamo ben lontani della media UE, che si assesta al 52% così come dagli storici partner dell’Europa Occidentale come Germania (69,54%), Francia (60,25%) o Regno unito (43,90%). Siamo inoltre a un solo punto percentuale dall’Ungheria, che negli ultimi anni è stata spesso sanzionata dall’UE proprio sui diritti e appena prima di una serie di nazioni con governi spesso illiberali.

La differenza tra Spagna e Italia nella tutela delle persone LGBT+

Secondo il report, per ricominciare a crescere nella classifica, l'Italia dovrebbe focalizzarsi sulla piena uguaglianza dei diritti familiari (matrimonio egualitario, accesso all'adozione congiunta, riconoscimento automatico della genitorialità condivisa per tutte le coppie), dovrebbe vietare gli interventi medicalmente non necessari sui minori intersessuali e promuovere il riconoscimento legale del genere basato sull'autodeterminazione «depatologizzando le identità trans e garantendo l'accessibilità alle persone trans di tutte le età». Queste, sono, secondo gli esperti di Ilga-Europe, le attuali priorità per invertire la tendenza.

Rainbow Map 2026: cosa racconta davvero questa classifica europea

Come ha osservato Hugendubel, «La Mappa Arcobaleno di quest'anno racconta due storie parallele. Una di autentico coraggio, in Spagna, nei tribunali e da parte dei leader che scelgono di schierarsi al fianco delle proprie comunità anziché farne dei capri espiatori. E una di pericolo reale e crescente che non può essere sottovalutato». «La domanda a cui ogni governo europeo deve ora rispondere», ha concluso la vicedirettrice di ILGA-Europe, «è a quale storia vuole appartenere». L'Italia, a oggi, sembra aver già scelto.