«"I've never heard a Bad Bunny song" – says a man whos' never been around bad bitches». Mentre ci prepariamo per la seconda data milanese del DeBÍ Tirar Más Fotos World Tour ci appare questo meme sul feed di qualche amica. Noi siamo in quattro; in tutto ci abbiamo messo tre ore a mettere insieme gli outfit, i make-up e i capelli di tutte (l'ordine di esecuzione è al contrario) e alcune comunque non ne sono completamente soddisfatte. Non c'è più tempo: acquistiamo quattro Desperados congelate all'Asian Bazar sotto casa e prendiamo la metro fino all'Ippodromo La Maura. Prima però, shooting. Sventagliando, attraversiamo una delle heatwave più problematiche della nostra lunga estate metropolitana.

«Andate anche voi al concerto?». Nel tragitto le vediamo subito: sono tantissime e tutte in gruppetti distinti, ci lanciamo sguardi complici e con alcune ci scambiano una manciata di informazioni logistiche: dove andare sei hai l'ingresso giallo, a che fermata scendere se hai quello rosso. Ci riconosciamo fra di noi un po' per il method dressing – c'è chi lo ha rispettato fedelmente e porta minigonna e top abbinate a camperos e cowboy hat – un po' perché ogni nucleo di ragazze presenta un dettaglio o un accessorio in comune, a segnalare la propria appartenenza a un determinato clan – un fiore di ibisco nell'acconciatura, cascate di glitter rovesciate su corpi oliati.

milan, italy july 17: bad bunny at ippodromo snai la maura on july 17, 2026 in milan, italy. (photo by sergione infuso/corbis via getty images)pinterest
Sergione Infuso - Corbis//Getty Images

Bad Bunny a Milano per la seconda data: il racconto del concerto delle baddie sotto la pioggia

Il secondo concerto di Bad Bunny a Milano è per le baddie. Man mano che la venue si riempie e che le prime nuvole iniziano a coprire il sole al tramonto, diventa sempre più chiaro. Sul vastissimo terreno arido ci sono baddie in bikini e baddie con la bandiera portoricana; ci sono baddie con le unghie lunghissime e baddie con treccine che sfiorano il volto; baddie con la lip combo, baddie con le ciglia folte, baddie con i ventilatori portatili. In questo angolo fortunato di San Siro ci sono quasi 80 mila ventagli dalle sfumature e dai design ricercati. Un ragazzo indossa una maglietta che reciya: «My girlfriend listens to Bad Bunny but I don't. At leats this place is full of bad bitches».

Secondo l'Enciclopedia Treccani, «una bad girl o una bad bitch non è una ragazza da evitare, ma una figura che sfida le regole, sicura di sé e determinata a ottenere ciò che vuole». Con le parole di ANNA, «essere una baddie significa essere una giovane ragazza forte, sicura di sé, determinata, coraggiosa nelle proprie scelte, dolce. Una tipa tosta che non perde mai di vista i propri obiettivi. Pronta però a cambiarsi i tacchi a spillo quando fanno male con un bel paio di ciabatte comode». Una breve ricerca su Google porta Gemini ad affermare che una baddie ha uno «stile estetico distintivo, spesso attiva sui social e amante della musica trap o reggaeton». Indipendentemente dalle definizioni, tutte le baddie sanno cos'è una baddie e soprattutto di esserlo.

Anche Bad Bunny sa cos'è una baddie e in percentuale lui stesso lo è. Nel 2020, infatti, l'artista compariva nel video di "Yo Perreo Sola" interpretando diversi personaggi femminili, mentre con stivali cuissard respingeva un gruppo di uomini che cercava di avvicinarsi. Durante il perreo, compariva la scritta "Ni una menos", seguita da un messaggio in conclusione che dichiarava: «Si no quiere bailar contigo, respeta, ella perrea sola». La stylist Chloe Delgadillo, insieme al videomaker Stillz, poi, spiegavano ulteriormente i look adottati dal cantante nel video, con il primo completo rosso che rappresentava una «sexy badass girl in a latex suit», il secondo outfit «a perfect Instagram girl who id ready to dance alone at the club» e il terzo «a classy gril dressed in a black outfit with a shiny hat». Drag è baddie.

Sull'enorme schermo del 18 luglio, Bad Bunny conferma di essere una baddie per le baddie – prima di lui anche i Chuwi, band di Isabela (PRI) selezionata per l'apertura, mostrando la bandiera della Palestina riprodotta su una sorta di tamburello e intonando note altissime che avvolgono la periferia Ovest di Milano. Benito Antonio Martínez Ocasio porta sul palco salsa, plena e tradizione caraibica, percussioni, fiati, cori e fuochi d'artificio, con il sorrisetto beffardo e il completo crema di una ragazza che sa di avere tutti ai propri piedi, ma rimane genuina e autentica. Una delle prime espressioni facciali con il cantante cui si rivolge alla folla, stringendo le labbra quasi a simulare l'effetto di un bacio, o di una duck face, con lo sguardo fisso a 45 gradi, ci lascia tutte in stato di shock, ossessionate. Poi si canta "Bella Ciao".

Un'altra cosa che è un po' una bad bitch è la pioggia. La tempesta e la grandine sono invece mean girls, non girls' girls. Il vento è il tuo ex narcisista.

Sono solo sette le canzoni che riusciamo a sentire prima che uno storm senza senso ci impedisca di continuare l'esperienza in sicurezza. Siamo tristi. Noi quattro ci eravamo appena fatte uno shot di Amaro Borghetti. Al fianco di tutte le nuove amiche avevamo appena pianto urlando cose tipo: «Ella es callaíta», «En mi vida fuiste turista», «Y fuiste tú mi baile inolvidable». Ha solo senso che tutto finisca sulle note e tra le luci dello spettacolo senza precedenti che è il brano in omaggio a una New York estiva e divertente. Breve ma intenso, finisce col botto in più di un senso.

Forse ce la siamo tirata troppo quando Benito ha detto al microfono: «La seconda data è sempre la migliore, se piove è meglio». O forse no? Il secondo concerto di Bad Bunny a Milano è carico, gasatissimo ma insensatamente vulnerabile, proprio una baddie. Una baddie è una ragazza con il vestito fradicio e il mascara colato sulle guance tra le gocce di pioggia. Una baddie si ripara da un acquazzone inarrestabile sotto il suo stupido e carino ventaglio (ombrelli, zaini e asciugamani non sono da baddie). Una baddie prende per mano una sconosciuta e la accompagna fuori dall'Ippodromo perché non trova più l'amica con cui è arrivata. Una baddie si ritrova chiusa in un bagno chimico Sebach mentre inizia a diluviare e ci rimane finché non spiove, una baddie vorrebbe tanto che qualcuno entrasse in quella scatola chimica e la abbracciasse. Una baddie è una mamma che ha accompagnato la figlia, che aiuta chi c'è intorno a restare tranquillo e a trovare riparo. Una baddie è una donna con il pancione a cui viene data la precedenza per uscire. Una baddie è una che prima di uscire ha scritto su Instagram «How do I make this Bad Bunny concert about me?», una baddie è una che si fa selfie e TikTok sotto l'acqua incessante. Una baddie è sconsolata per non aver sentito "DtMF" e "La Canción". Una baddie sa che è andata male, ma che quei primi 45 minuti di chitarre, salti e sculettate sono stati bellissimi. Una baddie chiede il rimborso e si prepara eventualmente per un concerto futuro ancora più bad.