Ad inizio luglio, la società di analisi Luminate ha pubblicato un report secondo cui negli Stati Uniti, un decimo degli ascolti in streaming proviene da musica in lingua spagnola. Il predominio della musica anglofona si fa da parte, per lasciare posto a una nuova linfa musicale. Non solo negli Stati Uniti, ma anche in Italia, finalmente, ci stiamo accorgendo di tutto ciò che ci stavamo perdendo. Chiamatela moda, chiamatela estate latina, ma dietro a questa tendenza alimentata dall'onda di Bad Bunny, c'è tutto un universo di artisti e artiste latinoamericane che è pronto a far sentire la propria voce, ora che ha abbastanza spazio per essere ascoltata. Tra loro, anzi, proprio dalla stessa Porto Rico, Young Miko è ormai una delle rapper più influenti a livello internazionale. Impegnata nel suo Late Check Out Tour, il 23 luglio l'artista classe 1997 è arrivata al Magnolia di Milano ed è stata accolta dall'emozione che si riserva solo a quelle artiste e artisti che si sentono quasi come sorelle maggiori, confidenti, sex symbol: qualcuno di molto vicino a noi che, oltre a farci ballare, ci ispira profondamente.



Le tantissime fan di María Victoria Ramírez de Arellano Cardona (queso il suo nome all'anagrafe) sono assiepate il più vicino possibile al palco dove si esibisce in un setting spoglio, con chitarra, basso e batteria ad accompagnarla solo nei segmenti di apertura e chiusura. Lei si destreggia in entrambe le modalità del concerto - e nonostante sia decisamente hip hop la scelta di rappare solo sulla base, forse sarebbe stato ancora più interessante vederla misurarsi con la band dal vivo su tutte le tracce - rappando, ballando, interagendo con le fan. Ringrazia moltissime volte il suo pubblico e, tra un brano e l'altro, si ferma per godersi gli applausi e le urla che arrivano scroscianti. Si dedica alla lettura dei tantissimi cartelli, ironici e sexy, che le fan le hanno scritto: «Top 1 dei posti da visitare in Italia: la mia camera da letto», Young Miko ride e si diverte, finge di arrossire, ma si percepisce nell'atmosfera come sia riuscita a creare un ambiente sicuro per lasciarsi andare.

L'amore e il sesso queer non sono solo l'elemento portante della musica di Miko, sono motivo di orgoglio per chiunque l'ascolta e trova in lei una voce di rappresentanza. Il pubblico le passa una bandiera LGBTQIA+ e lei se la appoggia sulle spalle, mentre nel pubblico tantissime coppie queer ballano e si baciano, si tengono per mano e poi applaudono per Miko. La rapper di Porto Rico va con agilità dai brani del suo primo album, Trap Kitty (2022), passando per il più recenti att. (2024), fino a Do Not Disturb Late Check Out (2026). Ovviamente, ci sono anche alcune delle sue collaborazioni più importanti: "Aquel diciembre" con Rauw Alejandro, "Fina" con Bad Bunny, "Chulo pt.2" con Bad Gyal e Tokisha. A compensare l'assenza dei featuring ci pensa il pubblico, che conosce bene le tracce e le canta, portando Miko a dire l'unica cosa possibile: «Da Porto Rico a Milano, non avrei mai immaginato di trovarmi davanti a così tanto amore».

Il palco di Milano è, probabilmente, piccolo per un'artista che bazzica come niente fosse la Billboard Top 100, ma è quello dove sente meglio l'abbraccio dell'Italia; e lo sente fino all'ultimo, anche nella coda in cui Young Miko canta le amatissime "Bnb", "BIAF <3" e la sessione "#58" con Bizarrap. La festa sta per finire, ma è come se fosse appena iniziata. Quando canta: «Biza, apaga las luce', déjame a oscura' / Que mi gente prende los flashes si yo pido que los suban», le luci del Magnolia si spengono e tutti alzano le torce. Poi Miko riprende con ancora più carica e, tra ringraziamenti di cuore e salti sul palco, giura che tornerà a Milano sulle note di "Wassup". E non c'è dubbio che saranno ancora in tantissimi ad aspettarla.